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"LEuropa sia più audace": Nicolas Schmit espone le priorità per i socialdemocratici

"LEuropa sia più audace": Nicolas Schmit espone le priorità per i socialdemocratici
Diritti d'autore euronews
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Di Isabel Marques da Silva
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Nicolas Schmit ha esposto le priorità per il gruppo dei socialdemocratici in vista delle prossime elezioni europee. Il Commissario per il lavoro e i diritti sociali ha dichiarato durante il programma di Euronews "The Global Conversation" che un cambio di Presidenza "è necessario"

L'Unione europea ha bisogno di un programma sociale coraggioso per rivitalizzare il Green Deal. Anche la politica migratoria del blocco deve essere rivista soprattutto quando si tratta di accordi finanziari con Paesi autocratici. Questi sono alcuni dei temi a cuore a Nicolas Schmitcandidato di punta dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici alle elezioni europee del prossimo giugno.

Dopo "25 anni di presidenti della Commissione europea di stampo conservatore", di cui gli ultimi quasi cinque anni con la presidenza di Ursula von der Leyen, Nicolas Schmit pensa sia ora per un cambio.

"Dopo cinque anni in cui abbiamo cercato di mettere il tema sociale al centro, ho pensato che ci fosse ancora strada da fare. Penso che questo sia il momento giusto per la socialdemocrazia per ottenere la presidenza della Commissione", ha detto il Commissario europeo per il lavoro e i diritti sociali durante il programma di Euronews The Global Conversation.

Questo periodo di forti incertezze a livello economico, sociale e di stabilità richiedono attenzione, che si può ottenere solo con un cambio di direzione secondo Schimt.

"Vogliamo portare avanti una politica attiva. Dobbiamo riavvicinare le nostre società", questa è la prima priorità per i socialdemocratici.

"Il secondo tema è quello di combinare le politiche sociali e il Green Deal. - continua Schmit - Il terzo punto è quello di affermare chiaramente il nostro forte impegno per la democrazia".

Il salario minimo adeguato, il lavoro su piattaforme digitali e la trasparenza salariale sono alcune delle direttive sociali approvate ultimamente dall'Unione europea su spinta socialdemocratica, che, però in fase di applicazione sarebbero state "annacquate" dai governi secondo alcuni.

"Non sono del tutto d'accordo con l'idea che siano state annacquate, soprattutto la direttiva sul salario minimo", controbatte il Commissario.

"Anzi è stata addirittura rafforzata dal Parlamento europeo, soprattutto per quanto riguarda la contrattazione collettiva, che è un aspetto molto importante. L'altra, quella delle piattaforme digitali che lei ha citato, è stata un po' ammorbidita".

Il dilemma dei rapporti commerciali con la Cina

La settimana scorsa, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha messo in guardia circa una possibile "guerra commerciale" con la Cina che, a causa del dumping, delle ingenti sovvenzioni alle aziende cinesi, e delle pratiche commerciali scorrette, starebbe penalizzando il settore manifatturiero europeo.

"L'Europa non deve essere ingenua e deve difendere i propri interessi, soprattutto quando abbiamo la sensazione che la Cina non ci rispetti. L'Europa deve essere più audace, molto più attiva e rapida".

Non esclude sanzioni Schmit, ma ritiene che la via del dialogo col Paese sia da preferire: "Non stiamo reagendo con sufficiente rapidità. Penso quindi che l'Europa, in questo nuovo contesto globale, debba essere più coraggiosa. Ma allo stesso tempo dobbiamo continuare a dialogare con la Cina".

"Penso che le aziende europee stiano investendo ancora molto in Oriente, quindi non possiamo dire: bene, noi da voi sì, ma voi qui non potete. Tra l'altro, è sempre una questione di reciprocità. E questo punto deve essere dovrebbe essere prioritario nelle nostre relazioni con la Cina".

L'agricoltura va supportata anche con l'intelligenza artificiale e lo sviluppo di tecnologia apposita

Schmit ha rivelato che il suo sogno da bambino era fare l'agricoltore. Questo tema gli è sempre stato caro e a Euronews ha detto che il settore agricolo andrebbe supportato e fatto sviluppare. Ci sono alcune falle nella filiera agricola e, spesso, non ci sono le giuste tecnologie per il settore. Inoltre, la burocrazia spesso troppo complicata costringe i piccoli e medi contadini a spendere più tempo a compilare carte che coltivare la terra, secondo il Commissario.

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"Negli ultimi anni e decenni abbiamo visto che il reddito degli agricoltori è diminuito. Abbiamo assistito a un rincaro dei costi di produzione, ma il reddito degli agricoltori e i loro prezzi non hanno seguito questi aumenti".

Il modello Ruanda: lesione dei diritti fondamentali su cui si forma l'Europa

"Stiamo dando ingenti somme di denaro a diversi regimi o governi, come quello tunisino. E sappiamo che le autorità di quel Paese trattano molto male i rifugiati", Schmit ha detto di essere riluttante circa il tipo di accordi che l'Unione europea e alcuni Paesi europei stanno stringendo con governi autocratici.

Secondo il Commissario sarebbe da rivedere il modo in cui si fanno tali patti e capire in che modo i soldi erogati in favore di questi paesi come Tunisia, Egitto, Libano o Albania vengano spesi. Però nega la volontà di un controllo sullo stile del Regno Unito che attraverso il piano Ruanda manderà i cosiddetti migranti irregolari nel paese africano mentre vengono prese in carico le pratiche di asilo.

"Il modello Ruanda è contrario ai diritti di base e ai diritti fondamentali su cui si fonda l'Europa. Quindi, delegare il trattamento dei rifugiati al Ruanda o all'Albania è lesivo della dignità umana".

Con queste parole, Schmit, prende posizione contro la presidente Ursula von der Leyen che nell'ultima parte del suo mandato ha insistito sulla dimensione esterna delle politiche migratorie sottoscrivendo accordi con Tunisia, Mauritania ed Egitto, nel tentativo di rilanciare le loro fragili economie e diminuire le partenze degli arrivi irregolari.

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La strategia prevede milioni di fondi europei e progetti di investimento per gli stati africani e gode di un ampio sostegno da parte di molti governi europei. La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, il greco Kyriakos Mitsotakis, il belga Alexander De Croo e lo spagnolo Pedro Sánchez hanno accompagnato von der Leyen in uno o più dei suoi viaggi in Africa per siglare le intese.

Nessuna collaborazione con l'estrema destra

Il candidato socialista critica anche la possibile collaborazione paventata da von der Leyen con il gruppo dei Conservatori e riformisti europei, quello di Fratelli d'Italia.

Secondo i sondaggi, Ecr dovrebbe registrare un aumento significativo dei propri eurodeputati alle elezioni di giugno, fino forse a diventare il terzo gruppo più numeroso dell'Eurocamera.

Se riconfermata dai capi di Stato e di governo, von der Leyen potrebbe dunque cercare il loro appoggio per ottenere la maggioranza in Parlamento. Ma i socialisti avvertono: "nessuna collaborazione con l'estrema destra".

"Ho notato che il Ppe fa una distinzione molto particolare tra l'estrema destra rispettabile e l'estrema destra paria. Di chi si tratta? Di Vox. Di ammiratori di Franco. Di ammiratori di Mussolini. Del partito PiS, che stava per abolire lo stato di diritto in Polonia ed è stato sanzionato dalla Commissione. Allora, dov'è l'estrema destra decente?"

"Non c'è modo di avere un accordo per comprare solo voti. Perché l'estrema destra è intelligente, non darà i suoi voti in cambio di nulla. Quindi, chiederanno concessioni sul modo in cui verrà definita la politica europea.

"Non c'è modo di fare un accordo, un patto o qualsiasi altra cosa con l'estrema destra. Sono molto chiaro su questo".

Journalist • Isidoro Patalano

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