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Ue, le alte cariche sono state decise: quali sono i prossimi passi?

Kallas e Von der Leyen devono ancora ottenere l'approvazione del Parlamento europeo prima di essere nominati ufficialmente.
Kallas e Von der Leyen devono ancora ottenere l'approvazione del Parlamento europeo prima di essere nominati ufficialmente. Diritti d'autore Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Di Marta Iraola Iribarren
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Con l'accordo dei leader nazionali al Consiglio europeo di Bruxelles sui tre nomi che andranno a ricoprire le cariche più importanti dell'Unione, hanno preso avvio i prossimi cinque anni dell'Unione Europea. Cosa accade ora?

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In una riunione del Consiglio europeo più breve del previsto, questa settimana i leader dei 27 Stati membri dell'Ue hanno approvato i candidati alle massime cariche del blocco: Ursula von der Leyen come presidente della Commissione europea, António Costa come presidente del Consiglio europeo e Kaja Kallas come Alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

L'approvazione è stata il primo passo di un processo che dovrà sciogliere altri nodi nella definizione della prossima leadership dell'Unione Europea.

Costa al Consiglio Ue a dicembre: a von der Leyen e Kallas serve voto in Parlamento

L'elezione di António Costa da parte del Consiglio è definitiva. Bastava solo il voto a maggioranza qualificata dei leader nazionali e dunque l'ex premier portoghese subentrerà all'attuale presidente Charles Michel il 1° dicembre.

Kallas e Von der Leyen, tuttavia, devono ancora ottenere l'approvazione del Parlamento europeo prima di essere ufficialmente nominati.

La premier estone Kaja Kallas si presenterà a settembre davanti alla commissione Affari esteri del Parlamento, dove per essere confermata come Alta rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza dell'Ue dovrà ottenere la maggioranza dei membri.

"Sarà mio obiettivo ora raggiungere gli eurodeputati e ottenere il loro sostegno", ha dichiarato Kallas in un post su X dopo la riunione del Consiglio.

Per nuovo mandato von der Leyen deve ottenere la fiducia del Parlamento europeo il 16-19 luglio

Anche Ursula von der Leyen, già in carica, dovrà affrontare il voto del Parlamento, da cui deve ottenere la maggioranza assoluta in seduta plenaria per confermare il nuovo mandato alla guida della Commissione europea.

Il voto è previsto per la sessione plenaria del 16-19 luglio a Strasburgo, dove all'attuale presidente dell'esecutivo europeo serviranno in uno scrutinio segreto, che la espone al rischio di franchi tiratori tra i partiti che la sostengono, 361 voti sui 720 eurodeputati del Parlamento appena eletto.

I leader dei tre maggiori gruppi politici dell'ultimo mandato - Partito Popolare Europeo (Ppe), Socialisti e Democratici (S&D) e Rinnovare l'Europa - hanno già accettato la nomina di von der Leyen, che dunque può contare in teoria su una maggioranza di circa 400 eurodeputati.

L'ex ministra tedesca della Difesa, tuttavia, ha annunciato che si rivolgerà alle delegazioni e ai singoli eurodeputati esterni alla coalizione principale per assicurarsi ulteriori consensi. Un nuovo possibile alleato nel voto è il gruppo dei Verdi, che con 54 eurodeputati si è detto aperto ai negoziati.

"Pensiamo che l'unico modo per creare una maggioranza stabile pro-europea, pro-democrazia e pro-Ucraina sia quello dei quattro partiti", ha dichiarato il co-presidente dei Verdi Bas Eickhout dopo le elezioni di inizio mese. Ha aggiunto che l'unico modo per creare una maggioranza stabile è includere un quarto partito nell'accordo.

Il gruppo, tuttavia, ha fissato una chiara linea rossa prima di iniziare i colloqui, ossia che non avrebbe stretto alcun tipo di patto politico con il gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) presieduto da Giorgia Meloni.

Anche i socialisti si sono rifiutati di entrare in una coalizione con qualsiasi gruppo di estrema destra, sia esso l'Ecr o Identità e Democrazia (Id) che include il Rassemblement National francese e la Lega di Salvini.

La presidente dell'S&D Iratxe García ha ribadito la sua posizione in un incontro con la von der Leyen mercoledì 26 giugno, in cui ha detto di rispettare la pratica dello Spitzenkandidat (candidato leader) in base a cui il gruppo che ottiene i migliori risultati alle elezioni dell'Ue può nominare il leader della Commissione, ma ha avvertito che non c'è un assegno in bianco.

I 24 eurodeputati di Fratelli d'Italia di Georgia Meloni potrebbero infatti offrire il loro sostegno a von der Leyen, ma se lo faranno rimane una questione aperta. Il fatto che la Meloni si sia astenuta in Consiglio in relazione alla nomina di von der Leyen, invece di rifiutarla del tutto come per le nomine di Costa e Kallas, suggerisce che la premier italiana abbia lasciato la porta socchiusa sulla questione.

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Prima la maggioranza per la Commissione europea, poi la sua composizione

Se Ursula von der Leyen otterrà il sostegno del Parlamento a luglio, inizierà a quel punto lavorare alla composizione della prossima Commissione europea.

Non ci sono ancora nomi definitivi, ma alcuni Paesi hanno proposto i loro candidati per le cariche. È il caso della Francia, il cui presidente Macron ha espresso ieri, dopo la riunione del Consiglio, il desiderio di riconfermare l'attuale commissario francese al mercato interno, Thierry Breton.

Anche l'Irlanda ha annunciato all'inizio della settimana l'intenzione di nominare il ministro delle Finanze Michael McGrath per sostituire la commissaria Mairead McGuinness come rappresentante irlandese nell'esecutivo.

La Lituania ha già candidato invece il ministro degli Esteri Gabrielius Landsbergis per una posizione, ricevendo il sostegno del presidente del Ppe Manfred Weber.

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Nel 2019, la von der Leyen aveva chiesto agli Stati membri di proporre un uomo e una donna per le varie posizioni, in modo da poter nominare una commissione equilibrata dal punto di vista del genere. Finora nessun Paese lo ha fatto.

Le nomine non saranno definite prima di settembre: ogni candidato commissario avrà bisogno del sostegno del Parlamento europeo per entrare ufficialmente in carica.

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