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Ue, trovato l'accordo sulle nomine: von der Leyen, Costa e Kallas, Meloni si astiene

Ursula von der Leyen (al centro), António Costa (a sinistra) e Kaja Kallas (a destra) sono stati selezionati per i vertici dell'UE.
Ursula von der Leyen (al centro), António Costa (a sinistra) e Kaja Kallas (a destra) sono stati selezionati per i vertici dell'UE. Diritti d'autore AP Photo / European Union.
Diritti d'autore AP Photo / European Union.
Di Vincenzo Genovese
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

I leader dell'Unione europea si sono accordati sui principali incarichi: Ursula von der Leyen per la Commissione europea, António Costa per il Consiglio europeo e Kaja Kallas come Alto rappresentante degli Affari esteri

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La fumata bianca è arrivata poco dopo le 23. Le nomine di von der Leyen e Kallas non sono definitive e dovranno essere confermate dal Parlamento europeo. Costa, ex primo ministro del Portogallo, è invece eletto automaticamente per un periodo di due anni e mezzo alla guida del Consiglio.

Meloni vota contro e si astiene su von der Leyen

La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni si è astenuta nel voto su von der Leyen e ha votato contro le nomine di Costa e Kallas. Meloni ha ribadito la propria contrarietà al metodo seguito nella scelta da parte dei negoziatori di popolari, socialisti e liberali, che avevano preventivamente comcordato il pacchetto delle tre nomine il 25 giugno. "Ho contestato la proposta formulata da popolari, socialisti e liberali per i nuovi vertici europei nel metodo e nel merito", le parole della premier alla fine del vertice.

Per quanto riguarda la nomina di Ursula von der Leyen, Meloni ha deciso per l'astensione nel rispetto delle diverse valutazioni tra i partiti della sua maggioranza di governo, e nell'attesa di conoscere le linee programmatiche della candidata presidente.

L'approvazione del governo italiano, comunque, non era necessaria, dato che le nomine vengono decise a maggioranza qualificata, cioè con il sostegno di 15 Stati su 27 che abbiano almeno il 65% della popolazione complessiva.

"La proposta formulata da popolari, socialisti e liberali per i nuovi vertici europei è sbagliata nel metodo e nel merito. Ho deciso di non sostenerla per rispetto dei cittadini e delle indicazioni che da quei cittadini sono arrivate con le elezioni", ha scritto la premier in un post su X pochi minuti dopo la notizia delle nomine. "Il voto contrario non mette a rischio la nostra posizione in Ue. Sarebbe vergognoso se ce la facessero pagare", ha poi aggiunto Meloni parlando con i giornalisti a margine della cena a Bruxelles.

Salvini: "È un colpo di Stato europeo"

"Ennesimo gesto di arroganza e mancanza di rispetto per i cittadini che hanno chiesto il cambiamento da parte di Bruxelles, mentre i burocrati europei hanno riconfermato Ursula von der Leyen in una squadra con la sinistra e i socialisti che hanno fatto tanti danni in questi 5 anni", lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini. "È un colpo di Stato europeo, e la democrazia ci impone di reagire con tutti i mezzi possibili: come Lega stiamo lavorando per un grande gruppo alternativo che porti nei palazzi di Bruxelles la voglia di cambiamento voluta da milioni di europei", ha aggiunto Salvini.

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán, che aveva definito l'accordo "vergognoso", ha supportato solo l'elezione di Costa, astenendosi su quella di Kallas e votando contro Ursula von der Leyen.

Durante il Consiglio europeo, i 27 capi di Stato e di governo hanno anche approvato l'Agenda strategica, un documento che fissa le priorità dell'Unione per i prossimi cinque anni.

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