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I Verdi sosterranno Ursula von der Leyen solo se entreranno nella coalizione

Il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen parla durante la cerimonia di apertura della conferenza sulla ripresa dell'Ucraina a Berlino, Germania, martedì 11 giugno 2024.
Il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen parla durante la cerimonia di apertura della conferenza sulla ripresa dell'Ucraina a Berlino, Germania, martedì 11 giugno 2024. Diritti d'autore Ebrahim Noroozi/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Ebrahim Noroozi/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Robert Hodgson
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Il principale candidato dei Verdi, che hanno perso 18 dei loro 71 seggi alle elezioni del Parlamento europeo, afferma che il loro sostegno è ancora necessario per garantire una maggioranza centrista stabile e la rielezione di Ursula von der Leyen come presidente della Commissione europea

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I Verdi non sosterranno Ursula von der Leyen nella sua candidatura per un secondo mandato come presidente della Commissione europea a meno che non vengano inclusi in un'ampia coalizione centrista con il Partito Popolare Europeo. Lo ha dichiarato Bas Eickhout, uno dei due spitzenkandidat dei Verdi alle ultime europee, aggiungendo di essere pronto a scendere a compromessi sugli obiettivi ambientali.

"Pensiamo che l'unico modo per creare una maggioranza stabile pro-europea, pro-democrazia e pro-Ucraina sia quello dei quattro partiti", ha detto Eickhout a margine della riunione del gruppo al Parlamento europeo di Bruxelles.

L'europarlamentare olandese ha elencato le tre condizioni poste dalla stessa von der Leyen ai gruppi che vogliono collaborare con il Ppe e agli eurodeputati non ancora allineati che potrebbero voler entrare nel gruppo nelle prossime settimane.

Parlando nella notte delle elezioni, quando è apparso chiaro che il Ppe sarebbe rimasto il gruppo più numeroso in Parlamento e avrebbe addirittura guadagnato seggi, von der Leyen ha immediatamente fatto delle proposte ai Socialisti e ai liberali di Renew, che hanno perso 23 dei loro 79 seggi.

Eickhout ha detto di non considerare l'omissione dei Verdi come un affronto, notando che anche il presidente del gruppo Manfred Weber aveva detto che la ricerca di una maggioranza stabile sarebbe iniziata con colloqui a tre. Eickhout ha sottolineato che Von der Leyen non può contare sul pieno sostegno nemmeno all'interno del suo stesso gruppo.

"La nostra conclusione è molto chiara - ha detto Eickhout -. L'unico modo per creare una maggioranza stabile è un quarto partito, e l'unico che può soddisfare i tre criteri che lei stessa ha definito siamo noi. Siamo disposti a parlare e a darle il nostro sostegno, se facciamo parte di una coalizione".

La co-presidente dei Verdi Terry Reintke ha sottolineato che i Verdi non sosteranno alcun tipo di patto politico che coinvolga Ecr, il gruppo euroscettico di cui fa parte Fratelli d'Italia. Reintke ha però sottolineato che i Verdi sarebbero disposti a scendere a compromessi su alcuni aspetti della politica ambientale dell'Ue, contro i quali il Ppe si è scagliato nel periodo precedente le elezioni.

"Fare marcia indietro sul Green Deal è ovviamente qualcosa che alcune parti anche delle forze con cui negozieremo vogliono fare - ha detto Reintke -. Ovviamente, se si avviano i negoziati, non si otterrà il 100% di ciò che era previsto dal programma verde. Siamo pronti a far parte di questa maggioranza perché vediamo il pericolo che la maggioranza si sposti a destra. Siamo pronti al compromesso, siamo politici pragmatici".

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