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Ue: coordinamento tra Stati contro la variante Delta. L'Europa ha paura

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Di Debora Gandini
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Ue: coordinamento tra Stati contro la variante Delta. L'Europa ha paura
Diritti d'autore  Kirsty Wigglesworth/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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La variante Delta ora preoccupa seriamente governi e virologi di mezzo mondo. Mentre l’Australia si blinda, con Sidney in lockdown, l’Europa fa i conti l’aumento di positivi. Una sfida per la campagna vaccinale che prosegue senza sosta.

Nel Regno Unito i contagi da Covid-19 crescono proprio a causa della variante indiana con nuovi focolai. Si tratta di un'impennata record, anche se l'effetto dei vaccino sta frenando l'impatto sui ricoveri negli ospedali, stabili attorno a quota 1.500 in tutti i reparti del Regno, e sui morti giornalieri. Nel Paese i contagi legati alla mutazione Delta del coronavirus hanno toccato il 99% dei nuovi casi totali.

Per il governo di Boris Johnson l’unico modo per contrastare l’infezione resta il vaccino, anche per i più giovani, dopo aver rinviato l'ultima tappa dell'uscita dalle restrizioni del lockdown dal 21 giugno a non prima del 19 luglio. Preoccupano gli Europei e l'annunciato allargamento delle presenze autorizzate allo stadio di Wembley per le semifinali e la finale - in calendario fra il 6 e l'11 luglio - a oltre 60.000 spettatori contro i 40.000 circa inizialmente previsti.

Non va meglio in Russia dove nell'ultima settimana sono stati registrati 3.921 morti, Oltre 134 mila i positivi, e in Portogallo dove il 70% dei casi è stato registrato nell’area di Lisbona. La Germania corre ai ripari applicando la quarantena di 14 giorni per chi proviene dal Portogallo.

In Italia, dove da lunedì non è più obbligatorio l’uso della mascherina all’aperto se non in caso di assembramenti e dove non è possibile tenere il distanziamento, sale l'allerta per la variante Delta. I casi sono in crescita, anche se finora in modo contenuto, nella maggior parte del Paese.

Il monito della UE: coordinamento tra Stati membri

Intanto la Commissione europea esorta gli Stati membri a non abbassare la guardia predisponendo misure straordinarie in caso di necessità. Christian Wigand, portavoce della Commissione, ha fatto sapere che è importante coordinarsi e attivazione strumenti di emergenza per frenare la variante. Tutti i paesi dell’Unione europea dovrebbero seguire l'approccio concordato da Bruxelles ma senza predisporre nuovi divieti di viaggio. Quanto attuato da Berlino non è in linea con le nostre direttive.”

Restare vigili è dunque la parola d’ordine. Intanto in Finlandia cresce la preoccupazione dopo la vicenda dei tifosi che hanno contratto il Covid dopo essersi recati a San Pietroburgo per assistere alla sfida di Euro 2020 della loro nazionale contro il Belgio. La Premier Sanna Marin ha sottolineato che è importante che tutti facciano un test per identificare i casi e fermare l’infezione.