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Caldo record nel Mediterraneo: cosa comporta per il clima in Europa?

Ragazzisi tuffano nel Mediterraneo durante una giornata calda a Barcellona, in Spagna, il 21 luglio 2022.
Ragazzisi tuffano nel Mediterraneo durante una giornata calda a Barcellona, in Spagna, il 21 luglio 2022. Diritti d'autore AP Photo/Francisco Seco
Diritti d'autore AP Photo/Francisco Seco
Di Daniel Harper
Pubblicato il
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Il clima estremo in Europa potrebbe protrarsi fino all'autunno, spinto anche dalle temperature da record della superficie del mare

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Lunedì la temperatura della superficie del Mediterraneo ha raggiunto il livello più alto mai registrato, raggiungendo i 28,71°C. Battendo così il precedente record di 28,25°C, stabilito nel 2003. I dati sono stati confermati martedì 25 luglio dal Servizio di monitoraggio delle ondate di caldo del Mediterraneo.

L'aumento delle temperature dell'acqua mette a rischio la vita marina, proprio come nelle ondate di caldo avvenute tra il 2015 e il 2019, quando 50 specie, tra cui molluschi e coralli, hanno subito un impatto significativo. L'impatto del riscaldamento degli oceani si farà sentire inoltre anche nei mesi autunnali e invernali, quando il Mediterraneo rilascerà il calore che attualmente sta accumulando, potenzialmente innescando precipitazioni particolarmente forti, se non**tempeste**.

E le conseguenze non si limiteranno all'Europa meridionale: il calore proveniente dal mare potrà scatenare eventi estremi in tutto il continente, poiché il Mediterraneo funge da fonte di calore e umidità per gran parte dell'Europa.

Eventi meteorologici estremi si sono verificati in tutta Europa

Quest'estate si sono verificati eventi meteorologici estremi in tutta Europa, da devastanti incendi e ondate di caldo a inondazioni improvvise e grandinate. Queste ultime hanno colpito il Nord Italia la scorsa settimana hanno provocato almeno 110 feriti, con chicchi di grandine delle dimensioni di una palla da tennis che hanno colpito numerose località.

Al contempo, nell'Italia meridionale si sono registrate temperature estreme, non di rado superiori ai 46°C. In alcuni ospedali di Roma si è registrato un aumento del 20-25% di persone arrivate al pronto soccorso in condizioni di disidratazione o per altri problemi legati al caldo.

In Croazia, le temperature elevatissime hanno provocato la morte di sei persone. In Grecia gli incendi hanno devastato diverse isole, tra cui Corfù e Rodi, costringendo migliaia di persone a fuggire.

In Spagna si sono verificate alluvioni improvvise nella città nord-orientale di Saragozza, che hanno causato scompiglio nelle strade, mentre la siccità continua a colpire gran parte delle regioni orientali e meridionali, come la Catalogna e l'Andalusia.

Che cosa sta causando questi fenomeni?

L'Italia è stata particolarmente colpita dal cosiddetto "colpo di frusta meteorologico", aggravato da diversi fenomeni atmosferici. "Il Nord Italia si trova al confine tra due diverse masse d'aria, o correnti a getto", spiega a Euronews Green Giulio Betti, meteorologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

"Quella meridionale proviene dal deserto del Sahara, che è molto secco. Allo stesso tempo l'Europa settentrionale è toccata da masse d'aria fresche e instabili provenienti dall'Atlantico settentrionale. Questo mix di diversa matrice può scatenare tempeste di eccezionale intensità".

Gran parte dell'Europa meridionale si trova in quest'area di contatto le due masse d'aria. Compresa l'Italia centro-settentrionale, il che comporta caratteristiche sensibilmente diverse rispetto alle ondate di caldo che si verificano nel Sud del Paese. Ma il problema interessa anche altre aree, tra cui la Spagna settentrionale e i Balcani, che hanno registrato condizioni estreme rispetto all'Europa settentrionale.

Sebbene questi sistemi meteorologici, insieme a El Niño, stiano esacerbando la situazione osservata in Europa, le analisi sottolineano l'evidente legame che esiste con i cambiamenti climatici di origine antropica. Il World Weather Attribution ha spiegato che le recenti ondate di caldo nel Vecchio Continente sono state rese almeno 950 volte più probabili proprio dal riscaldamento globale.

Le ondate di calore impiegheranno più tempo a passare in futuro

Tutto ciò comporterà probabilmente un aumento della frequenza e dell'intensità dei fenomeni estremi: "Nell'emisfero settentrionale si sono formate delle cupole di caldo, come abbiamo visto nel Mediterraneo", spiega un portavoce del MET a Euronews Green. "La corrente a getto si è deviata, e ciò permette a queste cupole di calore di irrobustirsi. Il che le rende difficili da scalzare".

L'ondata di calore che ha investito l'Italia e gran parte dell'Europa meridionale e del Nord Africa dura da settimane, mentre l'anticiclone Cerberus si fa strada attraverso il continente. "Come abbiamo visto in tutta Europa e in Nord Africa, una volta che questi sistemi si sono stabiliti, sono estremamente tenaci", aggiunge il portavoce del MET Office.

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