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Segretario di Stato Usa, Blinken: "Non ci coalizziamo contro la Cina, ma lottiamo insieme"

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Segretario di Stato Usa, Blinken: "Non ci coalizziamo contro la Cina, ma lottiamo insieme"
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Il nostro ospite in quest'episodio di The Global Conversation è Antony Blinken, Segretario di Stato americano. Recentemente è stato a Bruxelles in visita al quartiere europeo e al quartier generale della NATO, per consolidare i legami con le sue controparti europee, dopo quattro anni piuttosto tesi. Prima di tornare a Washington, ha parlato con Euronews

Segretario Blinken, grazie mille per essere qui con noi. Benvenuto a Bruxelles! Vedendola qui nell quartier generale della NATO e in quello europeo questa settimana, abbiamo avuto un po' l'impressione di assistere a una luna di miele.

Ècome se aveste rinnovato i vostri voti dopo un paio di anni di tensione?

Sa volevamo venire qui, con un'idea molto precisa in testa: riaffermare semplicemente il nostro impegno verso la NATO, le nostre alleanze, la nostra partnership anche con l'Unione europea, con i nostri principali alleati. Questo era il messaggio più importante che volevamo inviare. Fa parte di un viaggio di due settimane. Abbiamo iniziato in Giappone e in Corea e poi siamo venuti qui. Tutto allo scopo di dimostrare che l'America è tornata, in termini di impegno verso le sue alleanze, le sue partnership. E abbiamo ricevuto un'accoglienza molto, molto positiva.

L'America è tornata. Questa è la sensazione che abbiamo avuto anche noi questa settimana. Immagino che la Cina sia stata uno dei temi principali del suo viaggio. Dev'essere stato contento, quando il suo aereo è atterrato a Bruxelles e si è reso conto di come la Cina abbia reagito - per qualcuno in modo eccessivo - alle sanzioni piuttosto blande da parte dell'Unione. Questo allinea la posizione europea - sul trattamento della Cina - con quella americana. Anche se il presidente francese ha detto che non è una buona idea per Stati Uniti ed Europa, coalizzarsi contro la Cina. Questo potrebbe essere un nuovo punto di partenza, per una nuova relazione transatlantica?

Non si tratta di coalizzarsi contro la Cina o cercare di tenere o contenere la Cina. Si tratta di lottare insieme per gli interessi e i valori che condividiamo. Uno di questi, sul quale abbiamo tutti investito per anni, è qualcosa che chiamiamo l'ordine internazionale, basato sulle regole. Abbiamo scoperto che il modo migliore per assicurarsi che i Paesi possano lavorare insieme e gestire le loro relazioni in modo produttivo è quello di sottoscrivere un insieme comune di regole e impegni. E la nostra sfida è assicurarci di mantenere quell'ordine. Così quando un qualsiasi Paese, che sia la Cina o chiunque altro, intraprende azioni che lo minano, quando non giocano secondo le regole, abbiamo l'obbligo di opporci e dire 'dovete rispettarlo'. E siamo molto più efficaci quando lo facciamo insieme, in modo solidale.

Segretario Blinken, mentre lei era molto occupato qui a Bruxelles, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, era a Pechino in quella che sembrava un po' come una presa di posizione contro Unione europea e Stati Uniti. In che misura è preoccupato per le truppe russe a est, nei Paesi baltici? Cosa state facendo a riguardo?

Guardi, questo è stato uno degli argomenti sul tavolo dell'incontro alla NATO. Penso che ci sia una preoccupazione profondamente condivisa su alcune azioni aggressive della Russia. Negli Stati Uniti, abbiamo avuto l'attacco informatico Solarwinds, le interferenze nelle nostre elezioni. C'è stato il possibile ricorso all'uso di mercenari contro le nostre forze in Afghanistan. E poi abbiamo visto l'avvelenamento e il tentato omicidio di Alexei Navalny, attraverso l'uso di un'arma chimica. Per non parlare della continua aggressione della Russia in Ucraina orientale. Tutte queste cose, così come i nuovi sistemi di armi che si stanno sviluppando, sono motivo di preoccupazione non solo per noi, ma anche per i nostri alleati e partner. Credo che valutiamo tutti allo stesso modo la sfida posta dalla Russia e la necessità di un impegno comune per affrontarla insieme. Siamo tutti molto lucidi. Ci rendiamo conto della sfida e riconosciamo anche che ci possono essere dei settori nei quali, per interesse reciproco, possiamo ancora lavorare con la Russia. Ad esempio, abbiamo esteso l'accordo New START per cinque anni. Ci sono altri settori, in materia di stabilità strategica, di controllo degli armamenti, dove possiamo trovare il modo di lavorare insieme. Ma questo non ci impedirà di opporci fermamente, insieme ai nostri alleati e partner, quando la Russia commetterà atti aggressivi.

Un altro tema scomodo, che sicuramente ha trattato questa settimana con i suoi alleati, è la Turchia. Un membro molto importante della NATO, che acquista armi di difesa dalla Russia. Questa è una fonte di destabilizzazione per l'Alleanza, no?

Non è un segreto che abbiamo una vera e propria divergenza con la Turchia su questo. Qualcosa che ho espresso direttamente al mio omologo turco, quando l'ho visto e altri alleati hanno fatto lo stesso. È anche vero che la Turchia è un alleato di lunga data e molto prezioso, che lavora insieme a noi su obiettivi molto importanti, incluso l'antiterrorismo, il modo di trattare con la Siria e altri temi. Quindi penso che abbiamo interesse a continuare a lavorare strettamente con la Turchia, senza ignorare, però, le nostre divergenze. Abbiamo un dialogo diretto, conversazioni molto franche, chiare e aperte. E spero che la Turchia intraprenda qualche azione per affrontare i problemi che, ad esempio, il sistema di difesa S-400 pone all'Alleanza.

C'è anche la questione del Mediterraneo orientale, l'instabilità in quella zona. Voglio dire, è una preoccupazione enorme. Non credo che voi vogliate davvero risolvere la questione da soli. Volete che se ne occupino gli europei. che messaggio vorrebbe mandare?

C'è stata una certa de-escalation nel Mediterraneo orientale. Penso che la NATO stia giocando un ruolo perfetto, nel cercare di ridurre le tensioni e assicurarsi che nelle aree dove ci sono controversie, nessuno intraprenda azioni provocatorie. A cominciare dalla Turchia, che deve tenere le proprie navi fuori dalle acque o dalle aree rivendicate da altri. Abbiamo bisogno semplicemente di una risoluzione pacifica di queste controversie, secondo il diritto internazionale. E a proposito, nella misura in cui ci sono sfide che riguardano le risorse naturali, queste dovrebbero unire i Paesi. L'uso congiunto di queste risorse, gli investimenti congiunti, lo sfruttamento di esse, questo può effettivamente essere qualcosa che unisce i Paesi. La nostra speranza è che questo sia esattamente ciò che accadrà.

Segretario Blinken, sul Nord Stream 2, lei ha surriscaldato gli animi in Germania, dicendo che questo progetto penalizzerà l'Ucraina e che gli europei devono bloccarlo. Ma l'oleodotto è praticamente finito, al 95%. Sarebbe disposto a un compromesso? Qual è la sua opinione?

Innanzitutto ciò che è importante è che la Germania è uno dei nostri alleati e partner più stretti, in tutto il mondo. E stiamo lavorando insieme ogni singolo giorno su così tante questioni, che hanno un impatto importante sulla vita dei nostri cittadini. E lavoriamo come partner molto vicini. Il fatto che non siamo d'accordo sul Nord Stream 2 - ed è vero - non sta influenzando e non influenzerà la partnership e la nostra relazione. Ma siamo stati molto chiari. Il presidente Biden è stato molto chiaro sul fatto che pensa che il Nord Stream 2 sia una cattiva idea per l'Europa, per noi, per l'Alleanza. Mina i principi fondamentali dell'Unione europea, in termini di sicurezza e indipendenza energetica. Penso che rappresenti una sfida all'Ucraina, alla Polonia, ad altri Paesi che ci stanno a cuore. Quindi ho pensato che fosse molto importante dirlo direttamente e chiaramente al mio amico Heiko Maas, così che non ci siano ambiguità. E il fatto è che abbiamo leggi negli Stati Uniti, secondo le quali dobbiamo sanzionare le aziende che stanno materialmente aiutando a costruire il gasdotto. Quindi volevo solo assicurarmi che i nostri partner capissero la nostra posizione e cosa dovremmo fare in futuro. E questo è ciò che abbiamo fatto.

Conversazioni scomode proprio mentre inizia un nuovo capitolo nei vostri rapporti. A questo proposito, i leader dell'Unione europea si sono incontrati questa settimana a Bruxelles e hanno invitato il presidente Joe Biden, in videoconferenza. L'Unione europea attraversa una profonda crisi in questo momento. Mancano i vaccini e siamo ormai ad un anno di lockdown, con le economie in tutti i 27 Stati membri che sono devastate...

Questa è stata ovviamente un'enorme sfida storica per tutti noi negli Stati Uniti. Abbiamo perso più di 500.000 persone a causa di questa pandemia. Conosco la devastazione e le difficoltà che ha portato in Europa e l'effetto che sta avendo sulla vita delle persone. Ci siamo impegnati ad essere un partner internazionale molto forte, un leader internazionale nell'affrontare questo problema. Appena 10 giorni fa, in collaborazione con i cosiddetti paesi del QUAD (Australia, Giappone e India), abbiamo intrapreso un'iniziativa che permetterà di migliorare nettamente l'accesso ai vaccini. Abbiamo reso alcuni vaccini disponibili ai nostri vicini, Messico e Canada e nelle prossime settimane ne vedrete altri.