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In Brasile torna l'incubo negli ospedali. Il grido di allarme di medici e infermieri

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Oltre 200 mila morti dall’inizio della pandemia. Numeri pesanti per il Brasile, il secondo paese al mondo più colpito dal Covid-19 dietro agli Stati Uniti. E la situazione sembra non migliore. A Euronews è stato concesso l'accesso a una struttura sanitaria pubblica nella città di Rio de Janeiro, che ha il più alto tasso pro capite di morti causate dal coronavirus, per dare voce a chi lavora in prima in linea per salvare vite umane.

Ancora troppi contagi, troppi malati in terapia intensiva. Sono le amare parole dei dottori e degli infermieri dell’Ospedale Ronaldo Gazolla. Una delle strutture più grandi e attrezzate della metropoli brasiliana. Qui ci sono stati finora oltre 2600 morti, e questi dati non includono gli operatori sanitari deceduti. "Abbiamo perso molti colleghi, e molti tecnici, ci racconta un'infermiera. A un certo punto non avevamo abbastanza persone che si presentavano al lavoro.”

Il grido disperato di medici e infermieri

In un Paese che sta ancora lottando per creare un piano pandemico ad hoc, e dove il numero di nuovi positivi continua a salire, medici e personale sanitario, hanno dovuto affrontare un compito particolarmente difficile.

In Brasile, come altrove, all’inizio della pandemia non c’erano medicinali a sufficienza, mancavano gli operatori sanitari per far fronte all'afflusso di pazienti. Ma a differenza di altri paesi, qui molti hanno dovuto combattere le proprie paure per salvare vite umane, e senza essere pagati. Anche per oltre sei mesi. Contratti di outsourcing stipulati a livello federale per ridurre i costi hanno gravato su questa situazione. In pratica i medici e infermieri ammalati non potevano permettersi di restare a casa. Molti sono andati al lavoro in ospedale, pur avendo il Covid-19, altrimenti avrebbero perso lavoro e soldi.

Il Brasile è il paese in America Latina con il più alto tasso di vittime causate anche dalla mala gestione sanitaria e politica della crisi. Oltre che da una disinformazione diffusa. Sono milioni le persone che non ritengono il virus una vera minaccia per la salute.

Eppure la gente muore di Covid. Anche se molte persone non ci credono. La situazione è seria e bisogna prendere tutte le precauzioni. "Quando una persona ricoverata ci lascia, restiamo in silenzio, dice un'infermiera. Io ho 20 anni di esperienza sulle spalle. Ma una situazione simile non l’ho mai vissuta."