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Coronavirus: fosse comuni in Brasile. Tensioni tra autorità locali e Bolsonaro

Una vista dall'alto delle fosse comuni al cimitero Nossa Senhora Aparecida di Manaus, 21/04/20
Una vista dall'alto delle fosse comuni al cimitero Nossa Senhora Aparecida di Manaus, 21/04/20   -   Diritti d'autore  MICHAEL DANTAS / AFP
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Stanno facendo il giro del mondo le impressionanti immagini delle fosse comuni nel cimitero di Manaus, nello stato di Amazonas, in Brasile, dove vengono sepolte le vittime del Covid-19, le cui famiglie non possono permettersi economicamente una cerimonia e una tumulazione ordinarie.

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I parenti, che hanno avuto accesso al cimitero Nossa Senhora Aparecida di Manaus, durante la sepoltura dei loro cari. 21/04/20AP Photo/Edmar Barros

In Amazonas, uno degli stati più colpiti, il conteggio ha superato i 2.200 casi confermati, con circa 200 decessi. Si tratta del più alto numero di morti e infetti per 1 milione di abitanti. Qui, il quadro è il più critico del Paese, con il sistema sanitario al collasso: il 91% dei posti letto (su 6.710 in tutto lo stato, tra sistema pubblico e privato) è occupato e da marzo il municipio della capitale Manaus ha registrato un aumento del 50% della domanda, per la sepoltura nei propri cimiteri (rispetto agli ultimi mesi).

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Famigliari consegnano una bara avvolta nella plastica, per la sepoltura nella fossa comune al cimitero di Nossa Senhora Aparecida, a Manaus, 21/04/20AP Photo/Edmar Barros

Nei giorni scorsi, a causa dell'aumento dei decessi e per liberare posti negli ospedali - ha fatto il giro della rete un video, nel quale si vedono 14 corpi di vittime di Covid-19 posizionati vicino ai letti dei degenti, all'ospedale Hospital Pronto Socorro João Lúcio - sono stati installati dei container refrigerati nei pressi del nosocomio, nella zona occidentale della città.

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Il corpo di una vittima di Covid-19 viene portato in un container frigo, nei pressi dell'ospedale Joao Lucio a Manaus. 21/04/20MICHAEL DANTAS / AFP

Molte delle persone decedute, tra l'altro, non hanno neanche avuto accesso alle cure. Secondo il sindaco di Manaus, Arthur Virgilio Neto, il numero di coloro che sono morti senza ricevere cure è cresciuto del 36,5% in un solo giorno. “L’Amazonas ha bisogno di aiuto", l'appello al governo centrale del primo cittadino. "Abbiamo bisogno di volontari, medici, infermieri e apparecchiature mediche”.

Dopo lo sfogo di Virgilio Neto, la stampa ha messo pressione al presidente brasiliano Jair Bolsonaro, chiedendogli quale "sarebbe il numero accettabile di morti per coronavirus" in Brasile. L'ex militare ha risposto con un controverso "non sono un becchino!". Una risposta che non ha lasciato impassibile il sindaco di Manaus: "Volevo dirgli che ci sono molti impresari di pompe funebri malati. Alcuni in gravi condizioni", ha detto in lacrime Virgilio Neto. "Ho molto rispetto per loro. Non so se farebbe questo lavoro lui. Vorrei che assumesse le funzioni di vero presidente della Repubblica e uno di questi è quello di rispettare i becchini".

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Una donna piange, durante la sepoltura di una vittima di Covid-19 nella fosse comune, al cimitero Nossa Senhora Aparecida di Manaus, 21/04/20AP Photo/Edmar Barros

Le tensioni tra Bolsonaro e le autorità locali (ma non solo), anche di forze precedentemente alleate, non sono di certo una novità. Ma la crisi sanitaria scatenata dalla pandemia di Covid-19 e il fatto che il Capo di Stato brasiliano continui a minimizzare la situazione, le ha esacerbate al punto di un esplicito confronto istituzionale. Solo domenica, Bolsonaro aveva fatto discutere in Brasile e oltre confine, per la sua partecipazione a Brasilia a una manifestazione di sostenitori della dittatura. I manifestanti - quasi tutti senza mascherine, così come lo stesso presidente - chiedevano, tra le altre cose, la fine delle misure di distanziamento sociale e "interventi militari", invocando l'atto istituzionale che permise, durante il regime militare degli anni '60-'70, di sospendere alcune garanzie costituzionali.

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Bolsonaro (senza mascherina) durante la manifestazione a Brasilia, 19/04/20AP Photo/Andre Borges

Il coronavirus sta mettendo in ginocchio tutto il Brasile, nonostante sia stato letteralmente preso sottogamba da Bolsonaro. Secondo i dati della Johns Hopkins University, i casi confermati nel Paese sono oltre 43.000, mentre i decessi superano quota 2.700.