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La lenta corsa del Brasile per un vaccino. Nel Paese sanità nel caos

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Brazil Vaccine
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I Paesi di tutto il mondo procedono con le loro campagne di vaccinazione anti-Covid-19. In Brasile, invece, il ministero della Salute deve ancora fornire i dettagli del suo piano. Forse si partirà, dicono fonti governative, verso il 20 gennaio. Il presidente, Jair Bolsonaro, dichiara apertamente di non credere nella vaccinazione e continua a dimostrare profondo cinismo, anche di fronte agli oltre 200mila morti causati dal nuovo coronavirus.

Dalle affollate spiagge di Rio de Janeiro sembra difficile pensare che il Brasile stia lottando contro una pandemia che ha fatto finora oltre 200 mila morti. I contagi, tuttavia, stanno superando di giorno in giorno quelli del primo picco nel mese di luglio, quando c’è stato un aumento di positivi del 70%, ovvero si registravano oltre 70 mila infezioni al giorno. Sabato scorso si sono registrati oltre 63 mila casi, superando gli 8 milioni dall'inizio della pandemia.

Il caos vaccini e le disparità tra pubblico e privato

Secondo Marcelo Gomes, dell' Istituto Fiocruz, la fine dell'anno normalmente è il periodo in cui i dati richiedono più tempo per essere registrati nel sistema. "Questo perché abbiamo meno persone che lavorano su questo nelle varie agenzie sanitarie - a livello locale e statale. E con queste squadre ridotte, abbiamo un ritardo significativo nella registrazione del numero di casi di Covid.

Mentre il Brasile fatica a decifrare la vera dimensione della crisi della sanità pubblica innescata dal virus, sembra che non ci sia una fine anche per i problemi politici che il governo sta affrontando. Il ministero della Sanità deve ancora presentare il piano completo di vaccinazione nazionale, senza avere tuttavia una visione chiara di quando, o come, le persone inizieranno a ricevere le prime dosi. Chi potrà permetterselo, potrà rivolgersi alle cliniche private che stanno comprando grandi quantità di vaccini.

Per Gonzalo Vecina, uno dei fondatori Agenzia Nazionale di Vigilanza Sanitaria brasiliana, il paese non sta andando nella giusta direzione. “È inaccettabile che chi ha soldi riesca ad ottenere il vaccino prima di tutti gli altri- ci spiega il Dottor Vecina. "Non sto dicendo che si deve vietare la vendita del vaccino, ma bisogna puntare su una distribuzione equa per tutti cittadini. Non c'è niente di sbagliato nel coinvolgimento del settore privato. Ma dovrebbe essere coinvolto all'interno delle regole che garantiscono l'accesso alla vaccinazione a tutta la popolazione.

"È inaccettabile che chi ha soldi riesca ad ottenere il vaccino prima di tutti gli altri. Si deve puntare su una distribuzione equa per tutti cittadini."
Gonzalo Vecina
Agenzia Nazionale di Vigilanza Sanitaria brasiliana

200.498 morti in un anno di pandemia

Il catastrofico bilancio dei decessi nel primo anno pandemico, certificato dal Ministero della Salute, è salito esattamente a 200.498 morti. Il 7 gennaio 2021, 1.524 persone hanno perso la vita in un solo giorno. Si tratta del secondo record di mortalità stabilito dal gigante sudamericano. Le infezioni delle ultime 24 ore hanno toccato quota 87.843.

Tuttavia, mentre alcuni dei suoi vicini sudamericani, come l'Argentina, hanno lanciato campagne di vaccinazione, il presidente brasiliano la sta tirando per le lunghe. Anvisa, l'Agenzia di regolamentazione del Brasile, procede con lentezza all'approvazione dei vaccini. Il ministro della Salute, Eduardo Pazuello, ritiene che il via alla campagna vaccinale potrebbe avvenire "nella migliore delle ipotesi il 20 gennaio", se non addirittura "a metà febbraio o all'inizio di marzo".

Il Presidente Bolsonaro ha denunciato in passato l'uso delle mascherine protettive e l'inutilità - a suo dire - del confinamento. Ha detto che è necessario porre fine a "questa vecchia storia di stare a casa e poi occuparsi dell'economia".

Mentre il programma per immunizzare le persone non è ancora iniziato, il personale sanitario dovrà prepararsi ad affrontare altre settimane o mesi di duro lavoro nei reparti Covid e nelle terapie intensive. A quasi un anno dall’inizio della pandemia in Brasile, la situazione nel Paese è ancora di grande caos. Specie nelle zone più povere o negli angoli più remoti del bacino amazzonico.