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Slovacchia, reazioni e prospettive dopo il trionfo di Robert Fico

Il leader slovacco Robert Fico, uscito vincitore dalle elezioni
Il leader slovacco Robert Fico, uscito vincitore dalle elezioni Diritti d'autore Darko Bandic/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Darko Bandic/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Andrea Barolini
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La vittoria del social-populista Robert Fico potrebbe modificare una serie di equilibri in Europa, in particolare sul sostegno all'Ucraina e sulla crisi migratoria

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"In conformità con la Costituzione, domani conferirò al vincitore delle elezioni il mandato per formare il governo e informerò i leader dei partiti". In Slovacchia l'iter di formazione di un nuovo esecutivo, dopo le elezioni che hanno visto trionfare il social-populista Robert Fico, è stato avviato dal capo di Stato, Zuzana Caputova. Al leader del partito Smer-Sd sarà conferito un mandato esplorativo, dal momento che occorrerà in ogni caso formare una coalizione con altre formazioni politiche, negoziando un programma di governo. 

Occorrerà verificare, in particolare, fino a che punto Fico sarà disposto a trattare rispetto alle sue posizioni, spesso radicali, su numerosi temi di assoluto rilievo. Nelle ore successive alla vittoria, infatti, l'ex primo ministro della Slovacchia ha ribadito la volontà di cambiare decisamente rotta sulla guerra tra Russia e Ucraina

Guerra in Ucraina e migranti: le posizioni radicali di Robert Fico

Apertamente putiniano, Fico ha affermato di voler arrestare il sostegno militare concesso a Kiev. Bratislava potrebbe perciò smettere di inviare armi all'Ucraina. Una scelta dirompente per la quasi totalità dei partner europei, che difficilmente potranno ritenersi sollevati dalla volontà avanzata dal leader slovacco di promuovere un dialogo finalizzato alla risoluzione del conflitto: "Crediamo - ha spiegato all'emittente Ta3 - che l'Ucraina rappresenti un'enorme tragedia per tutti. Se allo Smer verrà affidato il compito di formare un governo, faremo del nostro meglio per organizzare colloqui di pace il prima possibile".

Con i migranti useremo la forza
Robert Fico
Vincitore delle elezioni in Slovacchia

Un'altra questione sulla quale Fico si è espresso con toni estremi è quella dei migranti. Con lo Smer al governo dalla Slovacchia c'è da attendersi una posizione estremamente rigida: "Useremo anche la forza per proteggere il nostro Paese". Il che, concretamente, dovrebbe tradursi per il ripristino dei controlli alla frontiera con l'Ungheria. 

La vittoria di Fico, insomma, potrebbe rendere ben più complessi i negoziati tra le diplomazie europee. A Bruxelles in molti speravano nella vittoria del filo-occidentale Simecka, che nella serata di sabato era stato dato erroneamente per vincitore dagli exit poll. Lo Smer catapulta invece la Slovacchia su posizioni vicine a quelle dell'Ungheria di Viktor Orban, in particolare in merito al conflitto. Non a caso, da Budapest sono arrivate parole di grande soddisfazione per l'esito della tornata elettorale slovacca.

Per il Partito socialista europeo una questione spinosa

Da comprendere anche quale sarà la posizione del gruppo dei Socialisti e Democratici al parlamento europeo: lo Smer è infatti un partito socialdemocratico, i cui rappresentanti a Strasburgo siedono accanto a quelli - ad esempio - del Pd italiano o del Psoe spagnolo. La possibilità di un allontanamento anche formale di Fico era già stata avanzata in passato, ai tempi dell'omicidio del giornalistaJan Kuciak (che indagava proprio su Fico e sul suo partito): le posizioni radicali annunciate dal nuovo governo potrebbero accelerare lo strappo

In un'intervista al quotidiano Dagens Nyheter, il presidente svedese del Pse, Stefan Löfven, già alla vigilia del voto aveva ammonito: qualora Fico dovesse formare un governo coalizzandosi anche con l'estrema destra slovacca, e qualora dovesse mantenere l'impegno a voltare le spalle all'Ucraina, sarà espulso dal partito. "Non possiamo permetterci doppi standard né tentennamenti", ha sottolineato il capodelegazione del Pd a Strasburgo, Brando Benifei. "Non c'è spazio per chi è asservito a Putin e alla propaganda del Cremlino, per chi propone il ritorno dei nazionalismi e delle piccole patrie", ha rincarato la dose la vicepresidente del parlamento europeo Pina Picierno.

Un nuovo asse tra Budapest, Bratislava e Varsavia?

Al di là delle posizioni politiche, in ogni caso, il rischio concreto in Europa è quello di uno stallo: sulle questioni di politica estera sulle quali è prevista l'unanimità da parte dei Ventisette, Bratislava e Budapest potrebbero giocare la carte dell'ostruzionismo, ponendo di fatto dei veti. Sulla crisi migratoria, a sostenere le due nazioni potrebbe esserci poi la Polonia, soprattutto se il 15 ottobre dovesse venire confermato il conservatore Mateusz Morawiecki alla guida del governo. 

Da parte sua, Ursula von der Leyen ha assicurato che il sostegno europeo a Kiev non potrà essere messo in discussione: "L'alleanza resterà solida", ha affermato. Più cauto il responsabile della politica estera comunitaria Josep Borrell, che ha risposto con "vedremo" alla domanda su possibili cambiamenti legati alla vittoria di Fico in Slovacchia. Che, intanto, da Bratislava promette di riuscire a formare il nuovo governo "in due settimane".

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