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Orban accusa l'Ue: "Sul grano ucraino ci avete ingannati"

Viktor Orban
Viktor Orban Diritti d'autore Zoltan Mathe/MTI - Media Service Support and Asset Management Fund
Diritti d'autore Zoltan Mathe/MTI - Media Service Support and Asset Management Fund
Di euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Nuova puntata della guerra del grano ucraino. Il leader ungherese Viktor Orban si scaglia contro l'Ue sentendosi ingannato. Il grano che dovrebbe raggiungere i paesi africani attraverso il corridoio ungherese - dice - di fatto viene immesso sul mercato locae a scapito degli agricoltori autoctoni.

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Il primo ministro ungherese Viktor Orban accusa l'Ue di aver "ingannato" il suo Paese sulle importazioni di cereali dall'Ucraina. Accusa che arriva pochi giorni dopo che Kiev ha presentato una denuncia all'Organizzazione mondiale del commercio contro Ungheria, Polonia e Slovacchia per aver vietato le importazioni di prodotti agricoli ucraini.

Orban, dopo che le spedizioni attraverso il Mar Nero sono state ostacolate dalla guerra con la Russia,  ha aperto un "corridoio di solidarietà" per consentire il trasporto di grano ucraino verso l'Africa, ma le derrate - ha tuonato -  finiscono per essere vendute in Ungheria a prezzi concorrenziali rispetto ai produttori nazionali.

Rivolgendosi al Parlamento ungherese,all'apertura della sessione autunnale,  ha parlato della grande pressione a cui sono stati recentemente sottoposti  i  produttori nazionali.

"Bruxelles ha affermato che senza il grano ucraino, i Paesi africani sono minacciati da una grave carestia - ha detto Orban - ma diciamolo chiaramente: ci hanno ingannato. Per questo, insieme a Polonia e Slovacchia, abbiamo ordinato il divieto di importazione di prodotti agricoli dall'Ucraina".
Viktor Orban
Primo ministro ungherese

Un discorso che è stato accolto dalla platea con un lungo applauso. 

Per approfondire la protesta degli agricoltori 

Ma quello del grano non è l'unico fronte aperto. L'Ungheria annuncia infatti che non sosterrà l'Ucraina in nessuna questione internazionale finché non  verranno rispristinati i "vecchi diritti della minoranza ungherese sul suo territorio". Lo scontro - a detta di Orban - riguarda  le limitazioni al diritto di circa 150.000 ungheresi etnici di usare la loro lingua madre, soprattutto  nel campo dell'istruzione.

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