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Terremoto, oltre 17.000 vittime tra Turchia e Siria. Erdoğan: "Nessuno resterà per strada"

Kahramanmaras (Turchia), 8 febbraio 2023.
Kahramanmaras (Turchia), 8 febbraio 2023. Diritti d'autore AP/Turkish Presidency
Diritti d'autore AP/Turkish Presidency
Di Euronews - Maria Pirro - Cristiano Tassinari
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Si continua a scavare tra le macerie, ma il bilancio dei morti si aggrava. Visita del presidente turco Erdoğan nelle zone più colpite dal sisma, la popolazione protesta per il ritardo nei soccorsi. Dispersi sette italiani. La situazione più grave è in Siria

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Sono già oltre 17.000 le vittime del terremoto che ha distrutto intere città in Turchia e in Siria
Lo ha reso noto l'Agenzia turca per la gestione dei disastri.

Viene considerato il terremoto più mortale dell'ultimo decennio. 

Tra le macerie si continua a scavare, in una corsa disperata contro il tempo, alla ricerca di sopravvissuti. Diversi bambini sono stati salvati.
Ma il bilancio si aggrava: intere famiglie restano intrappolate e,  per soccorrerle, squadre specializzate sono arrivate da ogni parte del mondo. 

Hussein Malla/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Kahramanmaras (Turchia), 8 febbraio 2023.Hussein Malla/Copyright 2023 The AP. All rights reserved

Italiani dispersi

"Non si riesce ancora a trovare Angelo Zen, l'imprenditore veneto che risulta irrintracciabile a Kahramanmaraş. E non riusciamo a rintracciare una famiglia italiana di origini siriane, tre adulti e tre minori che si trovavano ad Antiochia", ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg1 della sera.

Colpiscono le immagini di madri con bambini che piangono in strada e accendono il fuoco, cercano di riscaldarsi avvolte nelle coperte, ma avvertono il gelo nel cuore: ognuna ha perso una persona cara. E, con il passare delle ore, spera di ritrovare almeno il suo corpo. 

Non bastasse, la terra trema ancora.

La visita di Erdoğan

Mercoledì, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan - accompagnato da alcuni ministri - si è recato a Kahramanmaraş e nella provincia di Hatay, zone particolarmente colpite dal terremoto, dove i residenti hanno criticato gli sforzi del governo, dicendo che i soccorritori sono arrivati ​​in ritardo.

Erdoğan, che a maggio deve affrontare una dura battaglia per la rielezione a presidente della Turchia, ha reagito alla crescente frustrazione riconoscendo i problemi nella gestione dell'emergenza al terremoto di magnitudo 7.8 di lunedì, ma ha affermato che il clima invernale è stato un fattore determinante nel rallentare i soccorsi.

"Certamente ci sono state carenze. Ma è impossibile essere preparati ad affrontare un disastro come questo. Posso garantire che nessuno sarà lasciato per strada".
Recep Tayyp Erdoğan
68 anni, Presidente della Turchia

Il terremoto ha anche distrutto la pista dell'aeroporto di Hatay, creando ulteriori problemi logistici.   

Twitter è tornato a funzionare

Alle prime ore di questo giovedì mattina, il social network Twitter è ripreso a funzionare in Turchia. Lo ha confermato il patron di Twitter, Elon Musk. 

Il social media aveva smesso di funzionare nel pomeriggio di mercoledì, apparentemente per un guasto tecnico, che l'opposizione ha addebitato al desiderio del presidente Erdoğan di bloccare e "oscurare" le critiche, sempre più feroci, nei suoi confronti per i ritardi nei soccorsi post-sisma.

Euronews
La mappa del terremoto.Euronews

Ad Antiochia

I residenti della città di Antiochia (conosciuta anche come Antakya), la capitale della provincia di Hatay, aspettano ancora aiuto per salvare i loro cari.
In mezzo ai falò, stanno al freddo davanti alle loro case crollate, dove sotto le macerie sono ancora sepolti i loro parenti.

Racconta Abdulqader Barakat, un sopravvissuto siriano: 
"Siamo in quattro, in due ci siamo salvati e altri due sono ancora là sotto. Sentiamo le loro voci e stanno reagendo. Abbiamo bisogno di squadre di soccorso, mi appello al mondo intero e alla comunità internazionale, per aiutarci salvare i bambini".

Ma il miracolo può ancora accadere.
Come per il salvataggio di Helen, una neonata estratta dalle macerie dopo 68 ore. E come il salvataggio di un bambino di due anni, dopo 80 ore. 

Parola d'ordine: evacuazione

Quasi 30.000 persone sono state evacuate da Kahramanmaraş, la provincia meridionale della Turchia vicino all'epicentro del terremoto di lunedì.

Lo ha reso noto con un report aggiornato sul suo sito l'Agenzia turca per la gestione dei disastri, Afad. "Alle 11,38, un totale di 28.044 cittadini sono stati evacuati dall'area del disastro, 4.607 attraverso autostrada e ferrovia e 23.437 per via aerea. Questi cittadini sono collocati nelle aree ricettive e nelle foresterie indicate dal coordinamento dei Governatorati e dell'Afad presso le province di destinazione".

Intanto il servizio stampa della compagnia aerea Turkish Airlines ha reso noto che oggi saranno effettuati 170 voli di evacuazione dalle zone del terremoto.

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