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Spagna, elezioni Catalogna: vincono i socialisti, coalizione di sinistra più probabile maggioranza

Il candidato socialista Salvador Illa parla con i giornalisti dopo aver votato in un seggio a La Roca del Valles, per le elezioni regionali della Catalogna (12 maggio 2024)
Il candidato socialista Salvador Illa parla con i giornalisti dopo aver votato in un seggio a La Roca del Valles, per le elezioni regionali della Catalogna (12 maggio 2024) Diritti d'autore Emilio Morenatti/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Emilio Morenatti/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Di Euronews
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Il partito Socialista della Catalogna vince le elezioni. Sorridono gli indipendentisti: exploit di Junts di Puigdemont ma i partiti secessionisti catalani non raggiugono la maggioranza assoluta come indicato dai primi exit poll

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Il partito Socialista della Catalogna (Psc), guidato da Salvador Illa, con oltre il 99 per cento dei voti scrutinati ha vinto le elezioni nella Regione autonoma, conquistando il 27,94 per cento delle preferenze, ovvero 42 dei 135 seggi da assegnare. Ben lontano dalla maggioranza di 68 seggi necessaria a governare il Parlamento.

Junts, il partito indipendentista di Carles Puigdemont ha incassato il 21,64, conquistando tra i 35 seggi, superando Esquerra Republicana de Catalunya (Erc), attualmente al governo a Barcellona, che con il 13,68 dei voti si è fermato a 20 deputati.

Risultati meno roboanti ma attesi per due dei principali partiti spagnoli: il Partito popolare avrebbe infatti ottenuto 15 seggi, un notevole aumento rispetto ai 3 del 2021, mentre Vox starebbe 11.

Subito dopo il partito di sinistra Comuns Sumar con sei seggi. Insieme a Psc e Ecr raggiunge 68 deputati, rappresentando la coalizione di governo più probabile.

Il partito indipendentista di sinistra radicale Cup conquista 4 seggi, facendo sfumare la possibilità di una maggioranza assoluta per i partiti favorevoli alla secessione della Catalogna che si era profilata in base agli exit polls dei media spagnoli.

Nel nuovo Parlament entra con due rappresentanti la forza di estrema destra, Aliança Catalana, ma Junts, Erc e Cup hanno firmato un patto in cui si impegnano a non siglare accordi con l'ultradestra.  

Test elettorale in Catalogna per Sanchez dopo la minaccia di dimissioni

La regione della Catalogna ha votato domenica in elezioni amministrative, il cui esito potrebbe avere un peso nella politica nazionale spagnola.

Il voto è arrivato come un test sia per la tenuta della maggioranza politica del governo di Pedro Sánchez sia per vedere la forza del movimento separatista nella ricca parte nord-orientale della Spagna, incrinatasi dopo che l'ex presidente regionale Carles Puigdemont tentò un colpo di mano sull'indipendenza nel 2017.

Una mancata maggioranza indipendentista a Barcellona sarebbe un successo per Sánchez, criticato per la sua posizione morbida nei confronti della Catalogna. Lo stesso via libera al governo di Madrid a novembre è arrivato con il benestare dei nazionalisti catalani (e baschi) che hanno ottenuto in cambio un'amnistia per quanti sono stati condannati nei fatti seguiti alla referendum di sette anni fa. 

Più di 5,7 milioni di elettori erano chiamati a votre a scegliere i legislatori per il Parlamento regionale con sede a Barcellona. Alle 18 l'affluenza era poco sotto il 50 per cento.

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