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Lukashenko vede Putin e accusa l'Occidente: "Vuole destabilizzare la Bielorussia"

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Di Debora Gandini
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Lukashenko vede Putin e accusa l'Occidente: "Vuole destabilizzare la Bielorussia"
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Sempre più isolato e nel mirino della comunità internazionale a Sochi il Presidente della Bielorussia Aleksandr Lukashenko ha incontrato il leader del Cremlino Vladimir Putin puntando il dito contro l’Occidente accusato di aver tentato di destabilizzare la situazione nell'ex repubblica sovietica.

All'inizio dell'incontro con Putin, Lukashenko ha mostrato una valigetta con "alcuni documenti" sul volo incriminato, quello dirottato a Minsk, sostenendo che quella deviazione di rotta da Atene alla Bielorussia si è svolta nella totale legalità, respingendo tutte le accuse di violazione dei diritti umani rivolte al suo regime.

L’aiuto di Mosca potrebbe costare caro

A tendergli la mano il presidente russo che ha definito gli eventi che hanno coinvolto la Bielorussia l'ennesima "spirale" che ha generato un'"ondata emotiva", facendo perfino riferimento al caso dell’aereo dell’ex presidente boliviano Morales bloccato a Vienna nel 2013. Mentre non è ancora chiara la linea russa sugli aerei europei che aggirano la Bielorussia, il Cremlino si schiera a difesa di Minsk nel mirino per il volo Ryanair e il conseguente arresto del giornalista Roman Protasevich.

Questo è il terzo incontro fra i due leader da inizio anno. Russia e Bielorussia sono unite dal Trattato dell'Unione che regola certi principi di cooperazione e integrazione tra i due Paesi. Da tempo, in Russia, si discute dell'opportunità di rafforzare il Trattato, puntando all’annessione della Bielorussia, questione sempre rispinta da Minsk.

Il crescenti isolamento di Lukashenko a partire dall'agosto scorso, dalle proteste di piazza contro la sua rielezione, ora le nuove sanzioni e le indagini aperte sul caso Protasevich, potrebbero portare a un rafforzamento del Trattato tra i due paesi, creando un nuovo potente asso geo-politico.

La voce dell’opposizione

Mentre a Sochi i due alleati discutevano anche di economia e della situazione della cittadina russa Sofia Sapega, attualmente internata in un centro di detenzione a Minsk, la leader dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskayaincontrava il premier olandese Mark Rutte. L'ex candidata alle presidenziali ha lanciato un forte appello all'Unione europea, chiedendo una risposta più forte e coraggiosa, anche nei fatti, contro il regime di Lukashenko per il ripristino della democrazia nel Paese.