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Covid: restrizioni allentate in Regno Unito, Grecia e Portogallo

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Di Debora Gandini
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Covid: restrizioni allentate in Regno Unito, Grecia e Portogallo
Diritti d'autore  Frank Augstein/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

La Gran Bretagna esce dal lockdown. Anche grazie agli effetti della massiccia campagna vaccinale anti-Covid, il Primo ministro Boris Johnson ha annunciato dal 12 aprile l’allentamento delle misure restrittive. Riapriranno i negozi non essenziali, i ristoranti all'aperto e i parrucchieri. Forse da metà maggio via libera anche per i viaggi all’estero. Nel mezzo la proposta del passaporto vaccinale e la possibilità di effettuare gratis due tamponi a settimana.

La cautela resta d’obbligo, il protocollo sanitario va sempre rispettato, ha detto il Premier britannico. La guardia non va abbassata. "Vediamo come la pandemia sta affliggendo altri paesi. Al momento non sappiamo ancora la durata e la potenza dell’immunità data dal vaccino. Quello che raccomando a tutti è di vaccinarsi. Solo quando tutti avranno fatto anche la seconda dose si potrà fare un bilancio. Nel frattempo bisogna continuare anche gli screening.”

Quello stilato da Londra è un ulteriore allentamento delle misure restrittive secondo la roadmap tracciata nei mesi scorsi e supportata dal successo della campagna vaccinale. Il governo britannico offrirà da questo venerdì all'intera popolazione la possibilità di effettuare due test rapidi anti Covid alla settimana nell'ambito di un rafforzamento del piano nazionale di prevenzione. Un'iniziativa volta a a sopprimere qualsiasi focolaio del virus nel momento in cui il Paese esce gradualmente dal suo lungo periodo di lockdown. Finora sono in tutto oltre 31 milioni i britannici vaccinati.

Allentamento misure in Grecia e Portogallo

Anche in Grecia diverse attività non considerate essenziali hanno riaperto in alcune regioni. Ciascun cliente avrà un limite di tempo per restare nei negozi mentre i grandi centri commerciali per ora sono sempre off-limits. Misure sempre rigide ma è pur sempre l’inizio di un lento ritorno alla normalità. “Siamo rimasti così tanto tempo chiusi in casi che ora vogliamo solo uscire a rilassarci e divertirci un po’, dice un ateniese.

Mentre la Grecia pensa di riaprire ai turisti internazionali dal prossimo 14 maggio anche il Portogallo inizia a guardare al futuro con un certo ottimismo. Hanno riaperto musei, bar con terrazze e scuole secondarie. Il protocollo sanitario prevede sempre dei paletti: uso della mascherina, distanziamento e solo un massimo di quattro persone potranno sedersi insieme ai tavoli dei bar all'aperto. Palestre e discoteche sempre vietate per ora così come i voli da e per la Gran Bretagna e il Brasile rimangono sospesi. Il governo prevede di riaprire i licei, le università e le sale da concerto alla fine di questo mese, mentre i ristoranti dovranno aspettare fino a maggio.

La situazione in Francia e Italia

Chi apre e chi resta chiuso. Per la Francia lockdown fino al 30 aprile con chiusura delle scuole per tre settimane. Restano chiusi i negozi non essenziali e su tutto il territorio continuerà a essere in vigore il coprifuoco a partire dalle 19, mentre per gli spostamenti di oltre 10 chilometri dal proprio domicilio sarà necessario presentare un’autocertificazione.

L'Italia torna ad essere divisa tra il rosso e l'arancione è in attesa del prossimo monitoraggio e dell'eventuale verifica a metà aprile.

ZONA ROSSA (Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Valle d'Aosta e Campania). Sono nove le regioni sottoposte alle misure di contenimento più rigide, dove è consentito spostarsi soltanto per motivi di lavoro, salute o necessità e non è concesso andare a trovare parenti o amici. Chiuse tutte le attività non essenziali mentre le scuole sono in presenza fino alla prima media. ZONA ARANCIONE - (Veneto, Marche, provincia di Trento, Lazio, Abruzzo, Liguria, Basilicata, Sicilia, Molise, Sardegna, Umbria e provincia autonoma di Bolzano) -

ZONA ARANCIONE - (Veneto, Marche, provincia di Trento, Lazio, Abruzzo, Liguria, Basilicata, Sicilia, Molise, Sardegna, Umbria e provincia autonoma di Bolzano).

IN TUTTA ITALIA. E' vietato uscire di casa dalle 22 alle 5. Il divieto non vale in caso di lavoro, salute o necessità. Bar e ristoranti restano chiusi: possibile solo l'asporto, fino alle 18, e la consegna a domicilio, fino alle 22. SPOSTAMENTI. Restano vietati gli spostamenti tra le Regioni, a meno che non si abbia una seconda casa. La mobilità è consentita solo per motivi di lavoro, salute e necessità. Sarà sempre possibile rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione. VIAGGI. E' possibile viaggiare in Europa, ma almeno fino alla fine del mese sono previste limitazioni per tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei quattordici giorni antecedenti all'ingresso in Italia in uno o più Stati e territori Ue.