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Gaza, esercito Israele decide pausa di 11 ore per aiuti umanitari: governo si oppone

Palestinesi ricevano aiuti alimentari a Khan Younis, nella Striscia di Gaza (15 giugno 2024)
Palestinesi ricevano aiuti alimentari a Khan Younis, nella Striscia di Gaza (15 giugno 2024) Diritti d'autore Jehad Alshrafi/Copyright 2024 The AP All rights reserved
Diritti d'autore Jehad Alshrafi/Copyright 2024 The AP All rights reserved
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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I vertici delle Idf hanno deciso una pausa di undici ore per fare entrare aiuti umanitari nel sud di Gaza. "Inaccettabile" per Netanyahu, sostenuto dagli alleati oltranzisti nel governo. Il premier rassicurato dai militari sulla prosecuzione delle operazioni a Rafah, secondo media israeliani

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L'esercito israeliano (le Forze di Difesa Israeliane, o Idf) ha annunciato che sospenderà i combattimenti ogni giorno tra le 8 e le 19 fino a nuovo ordine, lungo una direttrice per la consegna degli aiuti umanitari nel sud di Gaza.

La pausa dovrebbe consentire ai camion internazionali di raggiungere il valico di Kerem Shalom, il principale punto di ingresso per le merci, e da lì di viaggiare in sicurezza per circa 12 chilometri fino all'ospedale Europeo di Khan Younis lungo la strada Salah a-Din, una delle principali arterie nord-sud della Striscia di Gaza.

Israele, tensione tra esercito e governo sulla pausa umanitaria a Rafah

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato la decisione come "inaccettabile", secondo quanto fatto sapere dal suo ufficio. Gli ha fatto eco su X il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, secondo cui è "delirante" permettere agli aiuti umanitari di continuare a raggiungere Hamas".

Il quotidiano israeliano Haaretz riporta che la leadership militare aveva informato il livello politico e che ha dato al premier rassicurazioni che "non vi è alcun cambiamento nella politica militare e che i combattimenti a Rafah proseguono come previsto".

Gaza, solo 68 camion di aiuti su 500 necessari dopo presa valico di Rafah

Il flusso di consegne umanitarie aveva subito una riduzione drastica dopo l'occupazione il mese scorso del valico di Rafah con l'Egitto da parte dei militari israelieni. Secondo l'Onu e diverse ong, prima dell'invasione dell'estremo sud della Striscia la popolazione di Gaza era già sull'orlo di una carestia a causa della scarsità di cibo.

Nell’ultimo mese, sono passati per Kerem Shalom meno di 68 camion d’aiuti al giorno, contro la media quotidiana di 169 in aprile. Per l'Onu ne servirebbero almeno 500 per evitare carestia ed epidemie.

La sospensione temporanea delle operazioni militari potrebbe consentire l'arrivo degli aiuti in zone dove si rifugia la gran parte degli sfollati, come Al Mawasi, mentre non è chiaro se faciliterà il raggiungimento del nord della Striscia dove la situazione è drammatica.

Altri due soldati israeliani morti, dopo gli otto uccisi in un carro armato a Rafah

Non è chiaro poi che cosa avverrà nel quartiere di Tel Sultan, a ovest di Rafah già colpito in passato e dove nelle ultime ore decine di palestinesi sono stati uccisi e dove sono morti anche otto soldati israeliani.

Le forze di difesa di Israele hanno annunciato nella mattinata di domenica che altri due soldati sono stati uccisi sabato in combattimento, nel nord della Striscia di Gaza.

La pausa tattica a sud potrebbe servire anche a rinforzare le truppe israeliane al confine con il Libano. Domenica sera, a causa di un fronte a nord con Hezbollah sempre più difficoltoso, il gabinetto di guerra israeliano dovrebbe votare un disegno di legge per aggiungere un anno di servizio all’obbligo militare d’ufficiali e riservisti.

In mancanza di un accordo per il cessate il fuoco caldeggiato dagli Usa e approvato dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu che sembra ormai naufragato, è ripartita la diplomazia della guerra.

Dopo il segretario di stato Usa Antony Blinken è uno dei consiglieri del presidente Biden, Amos Hochstein, ad arrivare lunedì in Israele, mentre il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, sarà al Pentagono di Washinton a parlare col collega americano Lloyd Austin.

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