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Rafah, Israele controlla corridoio Philadelphi tra Gaza e Egitto: aiuti ridotti del 70%

Mezzi corazzati egiziani vicino al valico di frontiera di Rafah tra l'Egitto e la Striscia di Gaza (23 marzo 2024)
Mezzi corazzati egiziani vicino al valico di frontiera di Rafah tra l'Egitto e la Striscia di Gaza (23 marzo 2024) Diritti d'autore Amr Nabil/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Amr Nabil/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Gabriele Barbati
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Israele ha pieno controllo del confine con l'Egitto, mentre l'esercito avanza strada per strada a Rafah. Altri morti nei campi profughi della Striscia, situazione grave anche in Cisgiordania

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Israele ha preso il pieno controllo del corridoio Philadelphi, il confine di 14 chilometri tra la Striscia di Gaza e l'Egitto, su cui insiste il valico di Rafah già occupato a inizio maggio.

L'esercito (le Forze di Difesa Israeliane, o Idf nell'acronimo inglese) ha riferito di avere trovato gallerie sotterranee per l'acquisizione di armi da parte di Hamas e che intende farne del confine una zona cuscinetto di sicurezza.

Fino alla chiusura dal lato egiziano una decina di anni fa, da quei tunnel passava ogni sorta di prodotto per i circa due milioni di palestinesi di Gaza, i cui accessi sono controllati e bloccati su tre lati da Israele sin dal 2007.

Ma anche in questa guerra era dal valico di Rafah che passava la maggior parte degli aiuti umanitari per la popolazione. L'ufficio dell'Onu per il coordinamento umanitario dell'Onu (Ocha) ha riferito che dal 7 maggio il flusso di aiuti verso la Striscia di Gaza “già insufficiente a soddisfare le crescenti necessità” si è ridotto di quasi il 70 per cento.

Si combatte strada per strada a Rafah, altri morti nei campi profughi

Le operazioni militari a Rafah, per cui Israele è stato messo in guardia da gran parte della comunità internazionale inclusa l'Unione Europea e gli Stati Uniti, sono ormai in pieno svolgimento e procedono strada per strada trovando l'opposizione di miliziani armati palestinesi. 

I soldati stanno facendo esplodere edifici nella parte orientale della città, mentre l'artiglieria ha preso di mira le zone occidentali e centrali durante la notte tra mercoledì e giovedì, secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa.

Media locali parlano di 37 vittime, la maggior parte profughi nelle tende. Tra i soldati israeliani ci sono invece un morto e diversi feriti nel nord della Striscia, con il bilancio ufficiale delle perdite delle Idf che sale a 292 vittime e circa 1800 feriti.

La Mezzaluna rossa palestinese ha confermato la morte di due paramedici intervenuti mercoledì in ambulanza a Tal as-Sultan, l'area dove erano accampati migliaia di profughi attaccata più volte dalla scorsa domenica al costo di decine di vite.

Secondo le Nazioni Unite, circa 75 persone ferite nel rogo causato dal bombardamento che ha ucciso 45 persone stanno ricevendo cure presso l'ospedale da campo dell'International Medical Corps nel sud di Gaza, ma almeno un terzo sono in condizioni critiche a causa dell'impossibilità di fare venire dall'Egitto i medicinali necessari a trattare le ustioni.

Raid di Israele in Cisgiordania, sfratto per l'Unrwa a Gerusalemme

Con tutti gli occhi puntati su Rafah e sul resto di Gaza, passa in secondo piano la crisi che sta attraversando la Cisgiordania. Nelle ultime ore sono stati registrati raid militari nelle zone di Nablus, Tulkarem, Ramallah, Betlemme e Hebron. Due soldati israeliani sono stati investiti di proposito da un'auto e uccisi nei pressi dell'insediamento di Itamar, vicino Nablus.

L'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per il supporto dei rifugiati palestinesi, ha ricevuto invece un ordine di sfratto entro trenta giorni dal suo quartiere generale di Gerusalemme. 

L'agenzia, già al centro di un caso internazionale per il presunto supporto a Hamas che ha portato alla sospensione dei finanziamenti, è stata attaccata e vandalizzata da residenti israeliani più volte negli ultimi mesi.

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