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Berlusconi e l'Europa: un anno dalla scomparsa di un leader che ha spiazzato l'Ue

L'ex presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi arriva a Bruxelles per una riunione dei leader del Ppe  (14 dicembre 2017)
L'ex presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi arriva a Bruxelles per una riunione dei leader del Ppe (14 dicembre 2017) Diritti d'autore Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2017 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2017 The AP. All rights reserved.
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'ex presidente del Consiglio è stato ricordato mercoledì in Italia, ma sembra non sia mai scomparso: per l'eredità che ha lasciato da noi e in Europa. L'Ue e la Nato sono stati spesso per Berlusconi la scena di rapporti ed episodi discutibili

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La memoria di Silvio Berlusconi è ancora viva in Italia e non solo nel simbolo che ne riporta il cognome con cui il partito da lui fondato, Forza Italia, si è presentato alle ultime elezioni europee.

A un anno dalla sua scomparsa, il 12 giugno del 2023, Berlusconi è stato commemorato mercoledì in una cerimonia in Parlamento e diversi politici hanno espresso rispetto e riconoscimento. La stessa premier Giorgia Meloni ha ricordato su Facebook l'uomo "che ha lasciato un segno indelebile nella storia politica" nazionale, dando "visione e grandezza all'Italia".

Ma anche in Europa non si è dimenticato il quattro volte primo ministro italiano (1994-95, 2001-05, 2005-06, 2008-11) per il suo ruolo nell'Ue e per una serie di episodi rimasti celebri.

Berlusconi e l'Europa: dal famoso "Kapò" agli ultimi anni da europarlamentare

Dopo quasi vent'anni alla guida dell'Italia, Berlusconi è stato eletto al Parlamento Europeo nella scorsa legislatura, nel 2019, prima di lasciare il seggio a ottobre 2022.

Tra i meriti del Cavaliere (come è stato sempre chiamato per l'onoreficenza da cavaliere del lavoro ricevuta nel 1977, in alternativa a "Presidente" per i suoi incarichi di governo e per il ruolo nella squadra di calcio Ac Milan) c'è quello di avere affiliato sin dal 1999 Forza Italia al gruppo dei Popolari Europei (Ppe), vittoriosi al voto chiusosi domenica.

Tra le ombre si annoverano invece la propensione che ebbe verso la fine per un'alleanza del Ppe con l'estrema destra, come fatto da lui in Italia, e i rapporti mai idilliaci con i maggiori leader europei.

La battuta a Schulz nel 2003: "La suggerirò per il ruolo di kapò"

La gaffe più ricordata è forse la frase che Berlusconi rivolse il 2 luglio 2003 al socialdemocratico tedesco Martin Schulz, che una decina di anni dopo sarebbe diventato presidente del Parlamento Europeo.

L’Italia aveva appena assunto la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue e nell'aula del Parlamento il deputato Schulz accusava il premier italiano di conflitto di interessi.

“Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti" replicò Berlusconi.

"La suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto!" aggiunse poi, associando la nazionalità dell'interlocutore al ruolo di comando affidato ad alcuni prigionieri sugli altri internati nei campi nazisti.

Italia, Francia e Germania: Berlusconi mai digerito da Merkel e Sarkozy

I rapporti amichevoli, o comunque ostentati come tali, con il presidente russo Vladimir Putin e con George W. Bush (che fece incontrare a Pratica di Mare nel maggio 2002 parlando di "fine della guerra fredda") o con il leader libico Gheddafi, non hanno certamente entusiasmato in Europa.

Non andavano a genio in particolare ad Angela Merkel, irritata già al vertice Nato di Baden Baden del 2009 quando Berlusconi lasciò la cancelliera tedesca ad aspettarlo sulla guida rossa per terminare una telefonata.

Un anno prima, quando lui era il padrone di casa e Merkel l'ospite principale a Trieste per un vertice italo-tedesco, Berlusconi l'aveva sorpresa con un "Cucù!" sbucando da dietro il pennone portabandiera.

Violazioni del protocollo eccessive per la politica cresciuta nella Germania orientale, forse, guasconerie magari che l'ex imprenditore diventato leader aveva già mostrato in Europa al vertice di Caceres in Spagna nel 2002 (a cui partecipava da ministro degli Esteri a interim): delle corna che spuntavano nella foto di gruppo.

L'antipatia personale di Frau Merkel forse crebbe ulteriormente nel 2011, quando insulti sessisti al suo riguardo fecero il giro del mondo, come molte altre volte prima e dopo (per esempio con il premier danese Rasmussen, la presidente finlandese Atonen, o la battuta razzista su Barack Obama sulla sua presunta abbronzatura).

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La frase incriminata era stata detta anni prima in una conversazione telefonica intercettata ("culona inc.....le" disse, secondo quanto riportò il giornale Il Fatto quotidiano): Berlusconi negò allora e in seguito.

A quei tempi anche l'ex presidente francese Nicolas Sarkozy, altro alleato di Berlusconi nel Ppe, mostrava appena possibile il suo scetticismo nei confronti del collega italiano.

Celebre  il siparietto nell'ottobre 2011, proprio con Merkel, in una conferneza stampa congiunta a Bruxelles. A una domanda sull’affidabilità dell’Italia, allora nel mirino degli speculatori e delle agenzie di rating, nel rispettare gli impegni presi i due si scambiarono sorrisi ironici.

L'ultimo suo governo cadde un mese dopo ma la carriera politica di Berlusconi, che ripercorse in un'intervista con Euronews nel 2013, sarebbe continuata fino alla sua morte.

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Gli ultimi anni di Berlusconi da eurodeputato e lo screzio sull'Ucraina

Il Cavaliere tornò al Parlamento Europeo da deputato nel 2019 a quasi 83 anni, dopo un breve mandato tra il 1999 e il 2001. Fece in tempo a distinguersi per le dichiarazioni su Russia e Ucraina.

"Se fossi premier non lo avrei incontrato" disse nel febbraio 2023 riferendosi al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e ai propri trascorsi privilegiati con Putin.

Parole che costarono uno strappo con Berlusconi da parte del presidente del Ppe Manfred Weber, che pochi mesi dopo fu però tra i primi in Europa a esprimere le proprie condoglianze per la sua morte.

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