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Kaja Kallas pronta a diventare Alto rappresentante dell'Ue

La prima ministra estone Kaja Kallas
La prima ministra estone Kaja Kallas Diritti d'autore Petr David Josek/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Petr David Josek/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Mared Gwyn JonesAïda Sanchez Alonso
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Nonostante le sue posizioni estremamente dure contro la Russia, per la cui giustizia è una ricercata, Kaja Kallas dovrebbe essere la prossima Alta rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri e la Sicurezza

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La prima ministra estone Kaja Kallas, tra gli esponenti dell'Unione europea che si è schierata più duramente nei confronti della Russia, è pronta a ricoprire il ruolo di Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera e di Sicurezza. Una nomina che, in questo senso, potrebbe rappresentare un segnale all'indirizzo di Mosca.

I 27 leader dell'Ue hanno concordato sul nome di Kallas per l'incarico diplomatico che, attualmente, è ricoperto dallo spagnolo Josep Borrell. La nomina, confermata dai leader dell'Ue giovedì, dovrà poi essere approvata dalla commissione Affari esteri del Parlamento europeo. Kallas diventerà la prima europea dell'Est a ricoprire questo ruolo e la prima personalità estone ad aver mai ottenuto una delle massime cariche dell'Ue.

La campagna anti-Russia di Kallas

Da quando la Russia ha lanciato la sua operazione militare in Ucraina, nel febbraio del 2022, Kallas ha sempre spinto affinché la posizione dell'Ue ne confronti di Mosca fosse particolarmente dura, e comprendesse sanzioni e invio di sostegno militare a Kiev. Al contempo, l'esponente liberale si è detta a più riprese favorevole al rafforzamento della capacità di difesa dell'Unione.

Si tratta di fatti che non sorprendono, poiché Kallas si era mostrata dura nei confronti del Cremlino anche prima della guerra. Tanto che in passato si era pensato che la sua candidatura per il posto di Alto rappresentante potesse essere scartata proprio per evitare il rischio di provocare Mosca.

Le posizioni di Kallas, d'altra parte, l'hanno perfino portata ad essere ricercata dalla polizia russa, dopo che la prima ministra estone ha lanciato una campagna per rimuovere i monumenti della Seconda Guerra Mondiale di epoca sovietica nella nazione baltica. Un fatto che il Cremlino ha bollato come "un'azione ostile nei confronti della memoria storica".

Ciò nonostante, fonti diplomatiche hanno spiegato a Euronews che le sue posizioni nei confronti di Mosca non hanno rappresentato un grosso ostacolo alla sua nomina. La scelta di Kallas arriva anche nonostante il gruppo liberale europeo a cui appartiene sia scivolato al quarto posto tra le forze politiche del Parlamento europeo dopo i risultati deludenti delle elezioni europee di giugno.

Kallas popolare all'estero ma calano i consensi in Estonia

La prospettiva di trasferirsi a Bruxelles arriva mentre Kallas sta lottando contro un calo di consensi in patria, pur mantenendo un forte profilo a livello internazionale. Il suo indice di gradimento è crollato al 16 per cento a gennaio, dopo mesi di declino dall'estate scorsa, quando sono emerse le prime notizie sui legami commerciali del marito con la Russia.

Nell'agosto 2023 è emerso che quest'ultimo, Arvo Hallik, deteneva una partecipazione in una società di logistica che aveva continuato a operare in Russia dallo scoppio della guerra in Ucraina. Da allora, Kallas ha negato di essere a conoscenza dei legami della società con la Russia e ha descritto il tutto come una caccia alle streghe.

Ma lo scandalo ha suscitato reazioni minime a livello internazionale, con l'eccezione di una battuta del ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto, che ha accusato la Kallas di "ipocrisia" quando ha censurato la stretta di mano di Viktor Orbán con Vladimir Putin durante un incontro in Cina.

La prima ministra estone Kaja Kallas, a sinistra, e suo marito Arvo Hallik posano per una foto a Tallinn, in Estonia, il 2 maggio 2023
La prima ministra estone Kaja Kallas, a sinistra, e suo marito Arvo Hallik posano per una foto a Tallinn, in Estonia, il 2 maggio 2023Pavel Golovkin/Copyright 2023 The AP. All rights reserved

Kallas è finita sotto esame anche a marzo, quando i diplomatici dell'Ue hanno accusato il suo governo di aver gonfiato artificialmente i rimborsi per le armi inviate all'Ucraina nell'ambito del cosiddetto Fondo europeo per la pace (Epf), che consente agli Stati membri di ottenere un rimborso parziale per le donazioni di armi.

Gli importi richiesti dall'Estonia superano quelli di altri Stati membri che hanno effettuato donazioni simili, il che lascia pensare che Tallinn abbia calcolato i rimborsi in base al prezzo di nuovi equipaggiamenti militari, mentre in realtà ha inviato a Kiev attrezzature più vecchie. Il ministero degli Esteri estone ha replicato alle notizie, sostenendo di aver agito in conformità alle regole e che l'Ucraina "non si è mai lamentata" della qualità delle attrezzature ricevute dall'Estonia.

Una politica "pragmatica", tra le sfide per Kallas anche Gaza

Kallas dovrà in ogni caso mostrare le proprie credenziali quando rappresenterà l'Ue in altre regioni del mondo. Potrebbe essere incaricata di definire la posizione diplomatica dell'Ue sul conflitto che imperversa a Gaza e sull'instabilità che si sta sviluppando in altre regioni come il Sahel africano.

Ma i diplomatici indicano che la sua esperienza di politica "pragmatica" garantisce circa la sua capacità di mediare su questioni spinose. Il ruolo in ogni caso è limitato dal fatto che tutti gli Stati membri dell'Ue dovranno sostenere all'unanimità le decisioni di politica estera, e si ritiene che la Kallas abbia le capacità necessarie per forgiare il consenso tra 27 ministri degli Esteri.

La prima ministra estone Kaja Kallas abbraccia la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen
La prima ministra estone Kaja Kallas abbraccia la presidente della Commissione europea Ursula von der LeyenDati Bendo/ EU/Dati Bendo

Sul Medio Oriente si ritiene che l'Estonia abbia sposato la linea dell'Ue, che punta a sostenere fermamente il diritto di Israele all'autodifesa, pur chiedendo il rispetto del diritto umanitario internazionale a Gaza. Al di là di ciò, Kallas non è considerata né tra i leader dell'Ue più pro-Israele né tra quelli più pro-Palestina.

Tuttavia, la sua voce sull'instabilità del Medio Oriente si è fatta sentire soprattutto quando ha fatto dei parallelismi con la situazione in Ucraina, mettendo in discussione il motivo per cui l'Occidente non è riuscito a respingere gli attacchi russi all'Ucraina nello stesso modo in cui ha fatto quando l'Iran ha lanciato il suo primo attacco aereo contro Israele a metà aprile.

Kallas raccoglie l'eredità del padre Siim, ex commissario Ue

La famiglia Kallas non è nuova alle istituzioni dell'Ue. Suo padre, Siim Kallas, è stato primo ministro dell'Estonia tra il 2002 e il 2003 prima di lasciare Tallinn per Bruxelles nel 2004, dove ha ricoperto il ruolo di commissario per un decennio nei due esecutivi di José Manuel Barroso.

Avvocato di formazione, Kallas è entrata in politica nel 2010 e un anno dopo è stata eletta al Parlamento estone, il Riigikogu. Nel 2014 è diventata membro del Parlamento europeo, dove si è cimentata in diverse aree politiche, dalla tecnologia all'energia alla politica estera.

Da quando è tornata in Estonia ed è diventata primo ministro nel 2021, le è stato riconosciuto il merito di aver rafforzato la statura internazionale del suo Paese, il quarto Stato più piccolo dell'Ue con appena 1,4 milioni di cittadini.

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