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Nelle mani dei russi, tra torture e prigioni da costruire con le proprie mani

Olena Yahupova, ex prigionera in mano ai russi
Olena Yahupova, ex prigionera in mano ai russi Diritti d'autore via AP video
Diritti d'autore via AP video
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il racconto di un'ex prigioniera ucraina, picchiata e costretta a scavare trincee ed erigere un carcere per i propri connazionali

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Olena Yahupova è una delle migliaia di civili ucraini che sono o sono stati detenuti nelle prigioni russe dall'inizio della guerra. Un'inchiesta dell'Associated Press ha scoperto una rete di prigioni formali e informali in Russia e nei territori occupati. 

I detenuti denunciano torture, abusi psicologici e persino lavori forzati: "Mi hanno legato mani e piedi a una sedia da ufficio e mi hanno picchiato sulla testa con una bottiglia d'acqua da due litri", racconta a fatica Olena. "Mi facevano questo e poi mi mettevano un sacchetto di plastica in testa. Mi hanno avvolto il collo con del nastro adesivo. E una persona mi teneva il naso in questo modo attraverso il sacchetto, in modo che non potessi inalare".

Insieme ad altri prigionieri, Olena fu costretta a scavare delle trincee per l'esercito russo. Le immagini satellitari rivelano anche la costruzione di prigioni come questa, eretta nella regione russa di confine di Rostov.

Planet Labs PBC
Una foto di una prigione costruita nella regione russa di Rostov, al confine con l'UcrainaPlanet Labs PBC

Il ritiro delle truppe russe durante la controffensiva dello scorso settembre ha messo in luce l'esistenza di camere di tortura in edifici e scantinati di numerose località.

Il padre di Anna Vuiko è scomparso durante l'occupazione russa. La sua casa ora è vuota. Grazie alla soffiata di un ex prigioniero, ha saputo che si trova in un centro di detenzione a Kursk, in Russia. "Sono molto stressata, ci penso ogni giorno", dice la donna. "È passato un anno, anche di più, ma quanto deve passare ancora? Ci sono molti civili lì, non solo mio padre".

Circa 400 civili sono stati rilasciati insieme ai soldati che hanno beneficiato dello scambio di prigionieri. L'Ucraina stima che ci siano ancora circa 10.000 civili nelle prigioni russe.

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