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In Europa la sterilizzazione forzata delle persone disabili è ancora una realtà

In Europa la sterilizzazione forzata delle persone disabili è ancora una realtà
Diritti d'autore euronews
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Di Lucia Riera BosquedLaura Llach
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La pratica è illegale solo in nove Paesi - tra cui l'Italia - ma, come ha scoperto Euronews, anche in quei Paesi ci sono state sterilizzazioni forzate. L'Ue discute una legge per metterla al bando

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Rosario non ha mai pensato di voler diventare madre finché non ha incontrato Antonio. Se n'è innamorata a prima vista quando lo ha incontrato in un centro per l'impiego. Aveva da poco compiuto 20 anni e da allora stanno insieme. Entrambi hanno una disabilità intellettiva del 67% che gli consente di essere indipendenti e di lavorare.

L'idea di diventare madre è stata uno shock per i suoi genitori, che non la consideravano in grado di crescere un bambino. Dopo avere fatto pressione affinché ponesse fine alla sua relazione con Antonio, hanno deciso di infrangere il suo sogno. Consigliati dal medico di famiglia, hanno scelto di sottoporre Rosario a sterilizzazione. Nessuno le spiegò l'operazione o le sue conseguenze. La madre minacciò di impedirle di rivedere Antonio e di metterla in un istituto se si fosse rifiutata di andare in ospedale.

Fino a due anni fa la sterilizzazione forzata delle persone con disabilità era legale in Spagna, quindi ai genitori di Rosario è bastata un'autorizzazione giudiziaria per avviare la procedura. Tuttavia la pratica rimane legale in gran parte dell'Unione europea. È una pratica illegale solo in nove Paesi, nonostante sia in contrasto con la Convenzione di Istanbul e la Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità.

Portogallo, Ungheria e Repubblica Ceca sono gli unici tre Stati membri che consentono la sterilizzazione dei minori. Il giorno dopo l'intervento, Rosario ha visto la cicatrice sul suo corpo. "Mi sono chiesta: 'Cosa hanno fatto della mia vita? Sono inutile? Tutte possono essere madri tranne me?' Da allora mi sento vuota ogni giorno della mia vita", ha raccontato a Euronews. Il "poco affetto" che aveva per i suoi genitori è scomparso dopo la sterilizzazione. "Non ho una conversazione come quella tra padre e figlia. Non mi fido più di nessuno, né voglio farlo", aggiunge Rosario.

L'Europa discute la sua messa al bando

L'assenza di una legislazione comune in Europa lascia la decisione di mettere fuori legge la pratica della sterilizzazione forzata delle persone con disabilità nelle mani dei singoli Stati membri. Solo Svezia, Irlanda, Belgio, Francia, Germania, Italia, Slovenia, Polonia e Spagna criminalizzano la pratica. La Spagna è l'ultimo Paese europeo ad averlo fatto.

Ma, come ha scoperto Euronews, anche in questi Paesi si sono verificate talvolta sterilizzazioni forzate. "È una forma molto crudele di dominio, sia sulla sessualità che sulla riproduzione", ha detto a Euronews María Eugenia Rodríguez Palop, membro del Parlamento europeo. La chiave per porvi fine è Bruxelles. Nel luglio 2023 il Parlamento europeo discuterà se mettere fuori legge questa pratica, una decisione che sarebbe vincolante per tutti gli Stati membri, ma che deve essere successivamente votata dal Consiglio europeo.

La contraccezione forzata è "la regola" in Ungheria

Un'istituto di Tordas, a un'ora dalla capitale ungherese, ospita più di 250 pazienti. Ci sono circa 50 coppie che convivono, ma secondo Melinda Bartók, la responsabile delle infermiere, solo cinque donne fanno uso di contraccettivi. Tuttavia Bartók sostiene che "negli ultimi 20 anni non ci sono state né nascite né aborti".

"È strano che in istituti dove vivono 200 o 300 persone con disabilità non ci siano gravidanze - afferma Sándor Gurbai, portavoce della Validity Foundation -. La contraccezione forzata è la regola. Non è scritto nel contratto che i tirocinanti firmano, ma c'è un accordo verbale. In caso contrario non si viene ammessi".

L'istituto di Tordas è stato l'unico nel Paese che ha aperto le porte ad Euronews. Guarda il reportage completo nel player in alto.

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