Corea del Sud, sciopero dei medici: sospese le licenze di circa cinquemila medici tirocinanti

Sciopero dei medici in Corea del Sud
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Lo sciopero dei medici in Corea del Sud ha portato il governo a decidere di sospendere le licenze di quasi cinquemila tirocinanti. La protesta contro l'aumento del limite massimo di iscrizioni a Medicina ha portato all'assenza del 93% dei tredicimila dottori in formazione

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La Corea del Sud ha annunciato l'avvio delle procedure per sospendere le licenze di 4.900 medici tirocinanti che si sono rifiutati di tornare al lavoro in seguito a una protesta nazionale contro le riforme governative sulla formazione medica.

Chun Byung-wang, direttore per le Politiche mediche e della salute del ministero della Salute, ha dichiarato che le notifiche amministrative sono state inviate a partire dall'8 marzo dopo una protesta durata circa tre settimane. Il ministro della Salute, Cho Kyoo-hong, ha affermato che il governo sarà indulgente con chi tornerà al lavoro prima del completamento delle procedure amministrative.

Il sistema sanitario coreano in crisi a causa dello sciopero

La prolungata azione sindacale contro l'aumento delle iscrizioni alle scuole di medicina ha portato all'assenza del 93 per cento dei tredicimila dottori in formazione dai loro luoghi di lavoro per tre settimane. Gli ospedali hanno subito cancellazioni e ritardi nelle cure, causando disagi significativi.

Per affrontare la carenza di personale medico il governo ha schierato medici militari negli ospedali pubblici, e ha permesso agli infermieri di svolgere attività mediche anche complesse, come la rianimazione cardiopolmonare. Il ministro Cho ha dichiarato: "Se necessario, il governo prevede di impiegare più militari e medici della sanità pubblica, insieme a più fondi di assicurazione sanitaria statale."

Le cause dello sciopero dei medici in Corea del Sud

Il governo sudcoreano aveva recentemente annunciato l'intenzione di incrementare di duemila unità il limite massimo di iscrizioni alle scuole di medicina del Paese a partire dal prossimo anno, rispetto agli attuali 3.058 posti disponibili.

La misura è stata motivata dalla necessità di far fronte al rapido invecchiamento della popolazione e alla carenza di medici, particolarmente critica nelle aree rurali e per specializzazioni considerate essenziali ma poco lucrative, come la pediatria e i reparti di emergenza. La proposta ha però suscitato forte opposizione tra i medici, che sostengono che le università potrebbero non essere in grado di garantire un'istruzione di alta qualità a un così grande aumento di studenti.

Il rapporto medici/popolazione della Corea del Sud figura tra i più bassi tra i Paesi sviluppati. Gli oppositori del piano sostengono che l'arrivo di nuovi medici potrebbe innescare un aumento della spesa pubblica. I medici hanno anche espresso preoccupazione per il fatto che i neolaureati potrebbero preferire specializzazioni più redditizie, come la chirurgia plastica e la dermatologia, rispetto a quelle più utili. 

I critici affermano che molti medici si oppongono al piano governativo principalmente per timore che l'incremento della concorrenza possa tradursi in una riduzione dei loro redditi.

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