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Pressione militare cinese su Taiwan, Macron si smarca dagli Usa

Esercitazioni militari nel sud est asiatico
Esercitazioni militari nel sud est asiatico Diritti d'autore An Ni/Xinhua
Diritti d'autore An Ni/Xinhua
Di Euronews
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Taiwan ha rilevato 26 jet militari e 9 navi da guerra cinesi intorno all'isola. Macron: "No all'escalation verbale. Gli Usa? Siamo alleati, non vassalli"

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Prove di forza e di posizione intorno a Taiwan.
La Cina continua a esercitare pressioni militari nonostante la conclusione formale delle recenti esercitazioni. 

Mercoledì Taipei ha rilevato 26 jet militari e 9 navi da guerra cinesi intorno all'isola.

Esercitazioni congiunte Usa-Filippine

Le tensioni regionali sono anche alimentate dalle esercitazioni militari congiunte di Stati Uniti e Filippine, le più grandi di sempre nel Paese del sud est asiatico.
Circa 18.000 soldati sono mobilitati per l'operazione. La Cina ha definito il dispiegamento di uomini e mezzi nell'area una ''provocazione''. 

La Germania ha lanciato un appello alla calma: "Siamo molto preoccupati per la situazione nello Stretto di Taiwan, ci aspettiamo naturalmente che tutti gli attori della regione contribuiscano alla stabilità e alla pace, e lo stesso vale per la Repubblica Popolare Cinese" ha dichiarato Andrea Sasse, portavoce del ministero degli Esteri tedesco.

La posizione di Emmanuel Macron

Durante una visita nei Paesi Bassi, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che non si unirà all'"escalation verbale" che accresce l'attrito nella regione.

"La Francia è per lo status quo a Taiwan. La Francia sostiene la politica di una sola Cina e la ricerca di una soluzione pacifica della situazione. Questa è, inoltre, la posizione degli europei ed è una posizione che è sempre stata compatibile con il ruolo di alleato - ha detto Macron - Ma è proprio qui che insisto: insisto sull'importanza dell'autonomia strategica. Essere alleati non significa essere vassalli. Non è perché siamo alleati che non abbiamo il diritto di pensare da soli".

Taiwan è indipendente dal 1949 ma è da sempre rivendicata dalla Cina, che ha come obiettivo quello di portare un giorno l'isola democratica sotto il suo controllo.

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