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2022, l'annus horribilis per il clima

2022, l'annus horribilis per il clima
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Segretario generale Onu, Guterres: "Siamo su un'autostrada verso l'inferno climatico con il piede ancora sull'acceleratore"

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Il cambiamento climatico non è più un concetto astratto, siamo tutti in grado di vederlo e sentirlo. Il 2022 è stato caratterizzato da ondate di calore, siccità, incendi e inondazioni. Questi fenomeni meteorologici estremi hanno colpito milioni di persone in tutto il mondo e stanno costando miliardi di euro.

Le devastanti inondazioni in Pakistan hanno causato quasi 8 milioni di sfollati. Secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), a soffrire maggiormente sono le popolazioni del Sud del mondo, le meno responsabili dei cambiamenti climatici.

La temperatura media globale è già salita di 1,2 gradi rispetto alla media preindustriale. Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) ha avvertito che andiamo verso il superamento di 3°C di riscaldamento globale entro il 2030, oltre il doppio del limite di 1,5°C previsto dall'accordo di Parigi.

La Terra si avvia ad attraversare molteplici e pericolose sfide, con effetti disastrosi. Potrebbe essere già troppo tardi per evitare il collasso della calotta glaciale della Groenlandia, che a lungo andare provocherebbe un enorme innalzamento del livello del mare.

Il permafrost settentrionale è un'altra bomba a orologeria, poiché contiene circa 1.600 miliardi di tonnellate di carbonio (più del doppio della quantità presente oggi nell'atmo c c csfera). Al momento, questo carbonio è bloccato nel terreno, ma se il permafrost si scongelasse, verrebbe rilasciato nell'atmosfera e accelererebbe ulteriormente il riscaldamento globale.

Il cambiamento climatico non sta solo distruggendo la natura come la conosciamo, ma scatena anche una crisi umana ed è un fattore chiave delle migrazioni. L'Institute of Economics and Peace prevede che entro il 2050 ci saranno almeno 1,2 miliardi di rifugiati climatici. È la crisi silenziosa del mondo, perché chi fugge a causa dei disastri climatici non ottiene lo status di rifugiato.

Per evitare gli effetti peggiori della crisi climatica dobbiamo dimezzare le emissioni entro il 2030. Questo richiederebbe un cambiamento radicale, in particolare per i 10 Paesi che sono responsabili dei due terzi delle emissioni di CO2.

Le ong deplorano la differenza tra le azioni necessarie e ciò che sta effettivamente accadendo. La COP27 in Egitto ha ospitato un numero record di lobbisti dei combustibili fossili e un rapporto ha rivelato che le compagnie petrolifere e del gas stanno pianificando un'espansione "spaventosa", che porterebbe a pompare 115 miliardi di tonnellate di CO2.

Siamo su un'autostrada verso l'inferno climatico con il piede ancora sull'acceleratore
Antonio Guterres
Segretario generale delle Nazioni Unite

Per protestare contro i combustibili fossili, gli attivisti climatici hanno preso di mira le opere d'arte nei musei. Finora non hanno fatto molti danni, ma se i politici non attueranno cambiamenti, il movimento ecologista potrebbe ricorrere a mezzi più radicali.

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