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Rifugiati climatici: quando è necessario scappare da siccità e inondazioni

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Rifugiati climatici: quando è necessario scappare da siccità e inondazioni
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Sono passati 3 mesi da quando Bernadette Leemans e i suoi vicini hanno dovuto fare i bagagli e cambiare città a causa delle pericolose inondazioni che hanno colpito Chaudfontaine, nel Belgio sud-orientale.

Ma la madre di due bambini racconta quel giorno come se fosse ieri: "L'acqua ha cominciato a venire dalla strada laggiù, così abbiamo deciso di mettere sacchi di sabbia davanti alle nostre porte. Tutti i vicini si sono riuniti, ma a poco a poco l'acqua ha iniziato ad allagare il parcheggio, così abbiamo messo i bidoni della spazzatura in alto. Fino a quel momento, è stato anche divertente".

Inondazioni: scappare dalle proprie case per evitare il peggio

Ma, nel tardo pomeriggio, Bernadette stava raccogliendo i suoi effetti personali in grande fretta. La gente del posto, che non aveva mai assistito a una cosa del genere, era scioccata: l'acqua montava a una velocità impressionante.

Gli studi dicono che le violente inondazioni sono rese più probabili dal cambiamento climatico. Gli scienziati avvertono che eventi come questo si verificheranno più frequentemente in futuro.

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Per Bernadette Leemans, che ha lavorato sui problemi del cambiamento climatico per 17 anni, questo è il momento per lanciare l'allarme. Sta scrivendo un libro per condividere la sua storia e il suo nuovo status. "Mi sento come una 'rifugiata climatica' perché a causa del cambiamento climatico ho dovuto lasciare la mia casa" spiega la donna.

La crisi incombente dei 'rifugiati climatici'

Il termine legale di 'rifugiato climatico' deve ancora essere definito.

Un uomo che studia questo fenomeno è il professore tedesco Frank Biermann.

La sua ricerca rivela che il cambiamento climatico potrebbe causare la più grande crisi di rifugiati nella storia dell'umanità: principalmente flussi dall'Asia e dall'Africa verso l'Europa.

A meno che la politica e le politiche non si adattino.

"Nella seconda metà del secolo, potremmo affrontare una grande crisi migratoria a causa del cambiamento climatico - sostiene Biermann - A seconda, e questo è molto importante da aggiungere, a seconda delle politiche climatiche che vengono attuate e sviluppate oggi. Quindi, non è troppo tardi. Non sono un allarmista, non sono totalmente negativo. C'è la possibilità di fermare il cambiamento climatico. C'è la possibilità di uscire da questa crisi. Ma se non succede, la migrazione climatica potrebbe diventare un problema".

Per fare questo è che i leader mondiali alla COP26 di Glasgow decidano di portare avanti obiettivi ambiziosi.