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Pieno sostegno dei grandi della terra al Presidente Zelensky. Pressioni su Mosca e alleati

Summit del G7 in Germania
Summit del G7 in Germania Diritti d'autore Diritti d'autore: AFP
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Di Debora Gandini Agenzie:  ANSA
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I leader di Regno Unito, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone e Usa hanno fatto sapere che si impegneranno per fare in modo che l'Ucraina mantenga la sovranità e l'integrità territoriale

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Totale supporto all’Ucraina e maggiore pressione su Mosca. Da Elmau in Germania i paesi del G7 rassicurano il presidente Volodymyr Zelensky, in video collegamento, ribadendo il loro pieno supporto finché sarà necessario. Un sostegno economico e militare. 

Dal summit i leader di Regno Unito, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone e Usa hanno fatto sapere che aumenteranno la pressione sulla Russia per cercare di mitigare gli impatti negativi del conflitto, impegnandosi per fare in modo che la guerra finisca il prima possibile e che l’Ucraina mantenga la sovranità e l'integrità territoriale.

Un atto dovuto sostenere il governo di Kiev, ha sapere il primo ministro britannico **Boris Johnson:**“Non c'è accordo che il presidente Zelensky possa davvero fare, quindi in queste circostanze dobbiamo continuare ad aiutare gli ucraini a ricostruire la loro economia, ad esportare di nuovo il loro grano e dobbiamo proteggerli sempre."

Se da un lato il G7 ha attribuito alla Russia l’enorme responsabilità per le crescenti minacce a livello globale e alla sicurezza alimentare dall’altra c’è anche la determinazione a ridurre le entrate del Paese comprese quelle provenienti dall'oro, oltre ad aumentare la pressione sul presidente Vladimir Putin e i sui complici in Bielorussia. 

Aiuti militari e aiuti economici

Gli aiuti all’Ucraina passano anche attraverso le armi per questo gli Stati Uniti invieranno, come richiesto da Zelensky, missili antiaereo a medio e lungo raggio. Intanto, dopo la richiesta di Kiev di attrezzature mediche, equipaggiamento protettivo e attrezzature specializzate, la Commissione Europea ha mobilitato le sue riserve di emergenza. Un pacchetto di assistenza da circa 12 milioni di euro. 

"Tutti i paesi del G7 sono preoccupati per gli effetti della crisi. L'economia che rallenta, l'inflazione in continua crescita e le carenze nelle materie prime e nella catena di produzione sono le difficoltà che dobbiamo affrontare ed è per quedsto che dobbiamo assumerci delle responsabilità insieme" ha affermato il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Ma oltre a discutere della guerra in corso, dal castello di Elmau, i 7 grandi della Terra hanno annunciato un piano a sostegno delle infrastrutture del mondo finanziato con 600 miliardi di dollari fino al 2027, un terzo del quale sarà coperto dagli Stati Uniti.

"Siamo qui per assumerci un impegno condiviso per massimizzare l'impatto del nostro lavoro", ha detto il presidente Joe Biden annunciando il piano volto a contrastare l'influenza della Cina nei Paesi in via di sviluppo, sebbene Pechino non sia stata esplicitamente menzionata nella conferenza stampa che ha seguito la prima giornata di vertice. 

L'iniziativa (battezzata "Partnership for Global Infrastructure"), ha risentito dell'emergenza energetica rispetto alla sua versione originale lanciata annunciata un anno fa. In contrasto con le maggiori ambizioni di sostenibilità ambientale avanzate in passato, i miliardi stanziati andranno a favore anche dei progetti utili a combattere la carenza di fonti energetiche a basso costo.

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