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G7 di Monaco, dita puntate su Mosca per la crisi alimentare incombente

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Di Euronews
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la prima giornata del G7 Vertice dei leader al castello bavarese di Schloss Elmau, vicino a Garmisch-Partenkirchen, in Germania, domenica 26 giugno 2022
la prima giornata del G7 Vertice dei leader al castello bavarese di Schloss Elmau, vicino a Garmisch-Partenkirchen, in Germania, domenica 26 giugno 2022   -   Diritti d'autore  Lukas Barth/Reuters

È la guerra in Ucraina il filo rosso che lega quasi tutti i dossier al centro del vertice G7 in corso al castello di Elmau, nella montagne che sovrastano Monaco di Baviera.

All'aggressione lanciata da Mosca andrebbe addebitata, secondo i leader del gruppo dei sette, soprattutto la crisi alimentare nel terzo mondo, per via del blocco delle esportazioni di grano.

Ma secondo il premier inglese Boris Johnson non sarebbe ancora il momento di cercare un compromesso con Mosca, come Johnson ha detto al presidente francese Macron in un faccia a faccia a margine del vertice

In un tweet la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha voluto rassicurare l'Ucraina: "Saremo al fianco dell'Ucraina per tutto il tempo necessario" scrive Von der Leyen. "L'impatto globale negativo della guerra russa sarà al centro dei nostri scambi al G7.

Altrettanto ha fatto Johnson, secondo il quale il paese "ha più bisogno che mai del sostegno del g7".

Intanto, il presidente del consiglio europeo Charles Michel è tornato a puntare il dito contro Mosca, che starebbe proditoriamente bloccando l'export di grano

"Il Cremlino sta usando il cibo come una silenziosa arma da guerra - ha detto Michel - e noi dobbiamo contrastare con forza la propaganda russa sui prezzi di cibo e fertilizzanti. I pericolosi giochi della fame della Russia sono gli unici responsabili della crisi alimentare mondiale. Le famiglie e i bambini che rischiano di morire di fame hanno bisogno di questo cibo adesso. Il tempo sta per scadere e l'UE sta lavorando a percorsi alternativi per i prodotti agricoli ucraini".

Il riferimento è allo scambio di accuse che va avanti dai primi di giugno, con Mosca e diversi paesi dell'Unione africana che puntano il dito sull'impatto che le sanzioni europee avrebbero avuto sul commercio di prodotti agricoli e fertilizzanti. Accuse seccamente respinte da Washington, che nei giorni scorsi ha ribadito come ogni prodotto necessario all'agricoltura africana sia stato esentato dalle misure e come il blocco dell'export di grano russo sia frutto di un preciso calcolo strategico, da parte di Mosca, che vorrebbe giocare la carta della crisi alimentare una volta tornati al tavolo negoziale.

Miliardi per le infrastrutture

Ma è stato il piano mondiale per le isfrastrutture a tenere banco nelle dichiarazioni finali di questa prima giornata del G7: concepito ben prima che l'invasione dell'Ucraina facesse saltare il tavolo, il progetto prevede investimenti miliardari nei paesi in via di sviluppo, come illustrato dal presidente statunitense Joe Biden. 

"Collettivamente puntiamo a mobilitare quasi 600 miliardi di dollari dal G7 entro il 2027" ha detto il capo di stato. "Questi investimenti strategici riguardano aree critiche per lo sviluppo sostenibile e per la nostra stabilità globale condivisa: la salute e la sicurezza sanitaria, la connettività digitale, l'uguaglianza di genere e l'equità, la sicurezza climatica ed energetica".

"Dovremmo lavorare fianco a fianco - ha aggiunto la Presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen - e questo è il solo e unico modo per massimizzare il potenziale dei nostri investimenti e dimostrare il potere dei finanziamenti allo sviluppo quando riflettono i valori democratici: trasparenza, inclusività e sostenibilità, quando abbracciano standard più elevati per l'ambiente e per i lavoratori".