Quattro mesi di guerra: Zelensky impegnato su più fronti diplomatici

Giornate frenetiche, dal punto di vista diplomatico, per il presidente ucraino.
Volodymyr Zelensky è impegnato su più fronti: dopo quella che - su Telegram - ha definito una "maratona telefonica" con 11 leader europei (Bulgaria, Lettonia, Grecia, Svezia, Estonia, Repubblica Ceca, Austria, Belgio, Slovenia, Moldova e Lituania) per ottenere il loro "Sì" per la candidatura europea dell'Ucraina, Zelensky parteciperà al vertice della Nato che si terrà a Madrid la prossima settimana, il 29 e e 30 giugno.
Lo ha annunciato mercoledì il governo spagnolo.
Sebbene l'adesione dell'Ucraina alla Nato non sia nè realistica, nè all'ordine del giorno, sarà un'opportunità per il leader ucraino di ottenere ancora maggiore sostegno.
Spiega José Manuel Albares, ministro degli Affari esteri spagnolo:
"L'Ucraina avrà una sessione speciale nell'ambito delle sessioni di lavoro di questo vertice e il presidente ucraino Zelensky sarà presente alla stessa riunione in videoconferenza".
"Il prezzo da pagare se vince Putin..."
Il Segretario Generale della Nato, il norvegese Jens Stoltenberg, ha già dichiarato che si aspetta che i leader dell'Alleanza Atlantica decidano, durante l'incontro di Madrid, di concordare misure per aiutare la transizione delle forze armate ucraine dall'equipaggiamento dell'era sovietica alle armi moderne.
Stoltenberg ha lanciato questo avvertimento durante una tavola rotonda a Bruxelles.
Quattro mesi di guerra
Nel frattempo, dopo 120 giorni di guerra (quattro mesi esatti), gli attacchi russi nell'est dell'Ucraina stanno causando un pesante tributo alle truppe di Kiev, almeno secondo il Ministero della Difesa russo.
Il portavoce Igor Konashenkov ha affermato che circa 500 militari ucraini sono stati uccisi in attacchi contro il cantiere navale Okean a Mykolaiv.
Altri bombardamenti sono continuati sulle città di Severodonetsk e Bakhmut.
Droni ucraini su una raffineria in Russia
Due droni ucraini, intanto, hanno colpito la raffineria di petrolio di Novoshaktinsk, in Russia, di proprietà della moglie di Viktor Medvechuk, oligarca ucraino filo-russo agli arresti in Ucraina per alto tradimento.
Mosca ha negato che l'Ucraina abbia penetrato le sue difese aeree nell'attacco, liquidando il fatto come "un atto terroristico".