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Afghanistan, migliaia in coda per ottenere il passaporto. Riapre dopo mesi l'ufficio di Kabul

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Di Debora Gandini
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Afghanistan, migliaia in coda per ottenere il passaporto. Riapre dopo mesi l'ufficio di Kabul
Diritti d'autore  Ahmad Halabisaz/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

In fila, al freddo e con una sola speranza, accedere all'ufficio passaporti a Kabul che ha riaperto. Sono centinaia le persone che aspettano di ricevere il documento per poter lasciare l’**Afghanistan** e raggiungere i loro familiari all’estero, partiti dopo il ritorno dei talebani al potere.

Il nuovo governo ha annunciato la ripresa delle attività dell’ufficio, fermo da metà agosto scorso e riaperto solo per qualche giorno in ottobre, prima della chiusura ad ottobre per problemi tecnici.

Donne, uomini con in braccio i loro bambini. Giovani e anziani in piedi per ore e ore pur di ottenere quello che desiderano. "Sono qui perché voglio raggiungere mio marito che è in Iran. Nel paese la situazione al momento non è stabile, dice una donna. Dobbiamo riuscire ad avere i passaporti. Se la situazione peggiora dobbiamo essere in grado di fuggire.”

Il rilascio del documento è ripreso in tre regioni dell’Afghanistan, come ha sottolineato anche il capo del servizio nazionale passaporti, Alam Gul Haqqani: “Tutti i problemi tecnici sono risolti e le strumentazioni biometriche sono state riparate” ha assicurato, aggiungendo che i passaporti saranno rilasciati in una prima fase a chi ha già presentato la domanda, mentre le nuove richieste saranno accettate a partire dal 10 gennaio prossimo.”

In coda tra speranze e paure

Con tutte le carte richieste, fogli e fogli precompilati, migliaia di afghani stazionano per strada sotto gli occhi vigili degli addetti alla sicurezza del nuovo governo. Ottenere i passaporti non è un’impresa semplice, ma sono in tanti a temere ritorsioni per aver lavorato o collaborato con gli stranieri.

Molti hanno bisogno di recarsi all’estero per cure mediche urgenti che a Kabul non posso ricevere, basta anche raggiungere il vicino Pakistan. La crisi economica attanaglia l’Afghanistan allo stremo tanto che l’Onu teme una vera e propria catastrofe umanitaria. Un’emergenza che si intensifica ogni giorno. La fame nel paese è arrivata a livelli esasperanti. Secondo l’UNCHR quasi 23 milioni di persone, il 55 per cento della popolazione, sta affrontando una carestia senza precedenti e quasi nove milioni di loro sono a rischio.

Storia di un Paese martoriato

Negli ultimi quattro decenni l'Afghanistan è diventato l'emblema delle rovine causate dalla guerra. Dall'invasione dell'Unione Sovietica nel 1979 all'ascesa dei talebani negli anni '90, fino al caos politico che di recente ha visto il ritorno del gruppo al potere: le potenze mondiali non sono riuscite a creare le condizioni che permettano al popolo afghano di poter ricostruire il proprio paese e pianificare il futuro.

Nel corso degli anni sono stati promessi miliardi di dollari, sono stati organizzati innumerevoli colloqui di pace e schierate decine di migliaia di truppe per combattere e mantenere la pace. Eppure l'Afghanistan rimane un paese sull'orlo del baratro.

Nel 2021 gli afghani hanno assistito al fallimentare ritiro degli Stati Uniti e al ritorno al potere dei talebani, in un momento decisivo per la regione e per il mondo.