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La Nuova Caledonia potrebbe separarsi dalla Francia

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La Nuova Caledonia potrebbe separarsi dalla Francia
Diritti d'autore  AFP
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Chiusi i seggi del referendum indipendentista in Nuova Caledonia. I risultati si conosceranno in serata, ora dell'Europa Centrale.

Per la collettività territoriale d'oltremare potrebbe essere una svolta storica. Dopo due anni, gli abitanti del piccolo arcipelago in mezzo all’Oceano Pacifico, tornano alle urne questa domenica per decidere se staccarsi da Parigi.

I kanak sono l’etnia autoctona che sostiene il progetto separatista. La sfida è ribaltare i numeri del passato referendum di due anni fa quando vinsero i No. Il nome per il nuovo Paese intanto è già pronto: Kanaky-Nuova Caledonia. Così come la nuova bandiera multicolore che la collettività d’Oltremare ha affiancato al tricolore francese.

C’è chi sventola già la nuova bandiera come Patrick, uno studente di 22 anni: "Da un punto di vista morale non dobbiamo dimenticare tutto il sangue versato, non dobbiamo dimenticare la storia. Il nostro obiettivo è l'indipendenza. Non scordiamoci delle persone che sono morte durante i passati conflitti. Questo voto è la risposta migliore.”

Un'indipendenza sostenuta dai giovani

Chi guarda già a uno scenario e chi invece ha dubbi e perplessità. "Se devo essere sincero, prendendo anche in considerazione la vita che facciamo qui, sarebbe assurdo cambiare rotta, fa notare un altro abitante. "Soprattutto perché non c'è risposta da parte di chi è a favore dell'indipendenza su ciò che ci potrebbe riservare il futuro. C’è molta incertezza. Abbiamo avuto 30 anni per discutere di indipendenza e non è stato concluso nulla.”

L'arcipelago oceanico, abitato da circa 280mila persone, è territorio francese dal 1853. Negli anni Ottanta, ha attraversato un momento particolarmente delicato, con scontri e proteste tra gli indipendentisti kanaki furiosi contro il potere centrale della Francia e i suoi sostenitori locali, di origine europea. Ci furono più di 70 morti, il momento più difficile fu il rapimento e la detenzione di ostaggi nella grotta di Ouvéa, nel 1988, dove alla fine furono uccisi 19 militanti kanaki e 6 militari francesi.

In quello stesso anno furono firmati gli accordi di Matignon che diedero il via alla riconciliazione e a un riequilibrio economico e politico. Sempre nel 1998 il governo locale firmò un accordo con quello francese per concedere maggiore autonomia alla Nuova Caledonia, accordando la possibilità di indire fino a tre referendum per l'indipendenza. Il primo era stato nel 2018 e aveva vinto il "no". Intanto, anche stavolta, Come Parigi ha assicurato che resterà neutrale di fronte alla consultazione. In caso di vittoria dei "sì", la Nuova Caledonia diventerebbe lo stato più giovane al mondo.