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Covid-19: le donne sono meno esposte al virus grazie a una migliore risposta immunitaria

Di Euronews
Una foto scattata fuori da un centro commerciale di Pechino il 2 luglio 2020
Una foto scattata fuori da un centro commerciale di Pechino il 2 luglio 2020   -   Diritti d'autore  Ng Han Guan/AP
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Il 60% delle persone morte a causa del COVID-19 in tutto il mondo sono uomini. A rivelarlo è uno studio dei ricercatori dell'Università di Yale, che nel tentativo di trovare una spiegazione biologica per la discrepanza hanno scoperto che le donne hanno una migliore risposta immunitaria al virus.

"Abbiamo ora dati chiari che suggeriscono che il panorama immunitario nei pazienti affetti da COVID-19 è notevolmente diverso tra i sessi e che queste differenze possono essere alla base di una maggiore suscettibilità alla malattia negli uomini", ha spiegato il professore di Immunobiologia Akiko Iwasaki.

I ricercatori hanno raccolto campioni di saliva e di sangue e hanno osservato differenze chiave nel sistema immunitario durante la fase iniziale dell'infezione.

Le pazienti di sesso femminile hanno avuto un'attivazione più "robusta" dei cosiddetti linfociti T, che sono globuli bianchi che rilevano i virus e li eliminano, anche in età avanzata.

Al contrario, lo studio ha suggerito che la scarsa risposta dei linfociti T negli uomini ha portato ad un peggioramento della malattia.

Sulla base di questi risultati i ricercatori hanno detto che un ipotetico vaccino dovrebbe "elevare la risposta immunitaria delle cellule T" nei pazienti maschi, suggerendo diversi approcci basati sul sesso del paziente.

"I ricercatori che lavorano per sviluppare trattamenti e vaccini dovrebbero prendere in considerazione strategie separate per donne e uomini in modo che tutti possano beneficiarne", ha detto il direttore della ricerca sulla salute delle donne di Yale, Carolyn M. Mazure.