Fiona Scott Morton è stata costretta a rinunciare al ruolo di capo economista del dipartimento Concorrenza della Commissione, dopo critiche e proteste per la sua nomina. Contestati la sua nazionalità e il passato nelle Big Tech
Fiona Scott Morton, ex funzionaria dell governo statunitense sotto l'amministrazione di Barack Obama, era stata scelta come capo economista del dipartimento Concorrenza della Commissione europea. Ma è stata costretta a rinunciare, dopo una tempesta di obiezioni.
È stata la vicepresidente della commissione Margrethe Vestager, colei che l'aveva scelta, ad annunciarlo, pubblicando in un tweet la lettera inviatale dalla funzionaria.
Una nomina contestata
La nomina di Scott Morton - consulente di aziende come Microsoft, Apple, Amazon e Pfizer - lo scorso 11 luglio era stata oggetto di molte critiche all'interno dell'Unione europea, per possibili conflitti di interesse e il rischio di interferenze di Washington nelle decisioni di Bruxelles.
All'economista venivano contestate la cittadinanza non europea e il passato da consulente per le grandi aziende del settore tecnologico come Apple e Microsoft, cioè le stesse che avrebbe dovuto tenere ora sotto controllo.
I principali gruppi politici del Parlamento europeo avevano espresso le loro perplessità alla commissaria Vestager, che ha dovuto affrontare pure i dubbi dei suoi colleghi: cinque membri della Commissione europea avevano chiesto di "rivalutare" la nomina.
Rivolta francese
Contro la scelta si era schierato persino il presidente francese Emmanuel Macron, suggerendo apertamente una figura europea per questo incarico, in linea con la l'"autonomia strategica" che auspica per l'Unione europea. E dall'establishment francese si erano levate le voci più critiche.
"Avevamo dei dubbi perché è inedito reclutare alla Commissione Europea un capo economista non europeo, e la sua nazionalità statunitense avrebbe sollevato questioni di accesso alle informazioni riservate e di conflitto d'interessi", dice a Euronews Stéphanie Yon Courtin, europarlamentare francese di Renew Europe.
"Rinunciare a quest'assunzione problematico e imbarazzante è stata una saggia decisione".
"Messaggio sbagliato"
Per altri eurodpeutati, invece, con questo rifiuto di una professionalità straniera di alto profilo si lancia un messaggio sbagliato ai massimi esperti mondiali, nonostante le domande sollevate fossero legittime.
"Penso che la sua cittadinanza abbia giocato un ruolo molto importante e penso che sia stupido utilizzare questo argomento come motivazione principale", spiega a Euronews Rasmus Andresen, eurodeputato tedesco dei Verdi/Ale.
"L'Ue dovrebbe attrarre più esperti da diverse parti del mondo, il messaggio che stiamo inviando ora è che se sei cittadino statunitense o provieni da un Paese asiatico, allora non sei il benvenuto".