Qatargate: lo scandalo di corruzione che travolge il Parlamento europeo

Access to the comments Commenti
Di Vincenzo Genovese  & Maria Psara, Efi Koutsokosta
Roberta Metsola è presidente del Parlamento europeo dal gennaio 2022
Roberta Metsola è presidente del Parlamento europeo dal gennaio 2022   -   Diritti d'autore  European Union, 2022.

Uno scandalo legato a presunte tangenti e corruzione di alto livello agita il Parlamento europeo: probabilmente il più grande nella storia delle istituzioni comunitarie: "La democrazia europea è sotto attacco", ha detto la presidente dell'Eurocamera Roberta Metsola.

Lo stato dell'indagine

Al momento è aperta un'indagine per corruzione, riciclaggio di denaro e partecipazione a un'organizzazione criminale. Coinvolge sei persone in Belgio e due in Italia, alcune delle quali avrebbero ottenuto "grosse somme di denaro" e "regali di valore" per difendere al Parlamento europeo gli interessi di un Paese del Golfo Persico, con ogni probabilità il Qatar. Dalle ammissioni degli indagati, emerge come fosse coinvolto anche il Marocco. Nel complesso, durante le perquisizioni effettuate tra il 9 e il 12 dicembre, la polizia belga ha trovato e sequestrato un milione e mezzo di euro in contanti.

Federal Police
Un'immagine dei contanti sequestrati fornita dalla polizia belgaFederal Police

Le persone al centro dell'indagine sono tutte in qualche modo legate all'assemblea comunitaria. La polizia belga non ha reso esplicitamente noti i nominativi degli indagati, ma quattro persone rimangono detenute in Belgio. Per altre due, deputati attualmente in carica al Parlamento europeo, è stata richiesta la sospensione dell'immunità parlamentare.

Il nome più rilevante è quello di Eva Kaili, deputata socialista greca e (ormai ex) vicepresidente dell'Eurocamera. In un suo appartamento sono stati rinvenuti 150mila euro. Resta detenuta dopo essere comparsa davanti alla Camera di pre-consiglio del Tribunale di prima istanza di Bruxelles il 22 dicembre.

I suoi avvocati, che ne proclamano l'estraneità alle accuse di corruzione, avevano chiesto che venisse messa in libertà vigilata fino all'inizio di un possibile processo, visto che non sussisterebbe pericolo di fuga o inquinamento delle prove

In carcere ci sono anche Francesco Giorgi, compagno di Eva Kaili e assistente parlamentare dell'eurodeputato del Pd Andrea Cozzolino e e l'ex eurodeputato eletto con il Partito democratico Pier Antonio Panzeri, titolare di un seggio al Parlamento per tre legislature tra il 2004 e il 2019 e ora presidente dell'Ong Fight Impunity. Sarebbe lui la persona a casa della quale è stata rinvenuta la somma in contanti più grossa, 600mila euro

Panzeri, ha firmato un "accordo di pentimento" con le autorità belghe, con cui si impegna a rivelare nomi, funzionamento e canali finanziari dell'organizzazione criminale, in cambio di un sostanzioso sconto di pena. Come ha spiegato il suo avvocato in un'intervista a Euronews, l'ex-eurodeputato ha ammesso di essere a capo dell'organizzazione criminale che riceveva denaro da Qatar e Marocco.

A Niccolò Figà-Talamanca, segretario generale dell’Ong No Peace Without Justice, era stata inizialmente concessa la libertà vigilata, con sorveglianza tramite braccialetto elettronico. In seguito la decisione è stata revocata e anche lui si trova in carcere in Belgio. I tre uomini sono stati ascoltati il 14 dicembre durante la prima udienza

In contemporanea, in Italia sono state arrestate la moglie e la figlia di Pier Antonio Panzeri: Maria Dolores Colleoni e Silvia Panzeri. Nella casa dell'exeurodeputato a Calusco d'Adda, in provincia di Bergamo, sono stati trovati altri 17mila euro in contanti. 

Secondo i documenti trasmessi dalle autorità belghe, le due donne sembrano essere pienamente consapevoli delle attività dell'ex eurodeputato. Per entrambe è stata in un primo momento richiesta l'estradizione in Belgio, dove è in corso l'indagine. A seguito dell'accordo di collaborazione sottoscritto da Panzeri, la richiesta della procura belga è stata ritirata e le due  sono state rimesse in libertà.

Il procuratore Michel Claise, che dirige l'inchiesta, ha chiesto al Parlamento la sospensione dell'immunità per altri due eurodeputati, appartenenti al gruppo dei Socialisti e Democratici: l'italiano Andrea Cozzolino e il belga (di origini italiane) Marc Tarabella

Entrambi si sono proclamati estranei ai fatti e favorevoli alla sospensione della propria immunità, che è avvenuta formalmente il 2 febbraio con un voto per alzata di mano da parte****dell'Eurocamera in seduta plenaria.

Coinvolto nell'indagine ma in libertà c'è il padre di Eva Kaili, in un primo momento fermato davanti al suo hotel con una valigia piena di banconote. In un'intervista concessa a Euronews, il legale di Kaili Michalis Dimitrakopoulos ha esposto la versione della sua assistita. Che sarebbe venuta a conoscenza del denaro nascosto in casa solo dopo l'arresto del compagno Francesco Giorgi e avrebbe poi tentato di restituirlo, proprio tramite il padre, a quello che riteneva il proprietario, cioè Pier Antonio Panzeri.

Appare differente la situazione dell'ultima figura fermata e interrogata dalla polizia: il sindacalista Luca Visentini, da poco eletto segretario generale della Confederazione Internazionale dei Sindacati, che è stato rilasciato sotto cauzione senza accuse formali e si proclama estraneo ai fatti. A suo dire, sarebbe stato fermato per aver collaborato in passato con l'Ong Fight Impunity.

Le indagini della polizia sono ancora in corso e finora hanno coinvolto diverse residenze personali e uffici del Parlamento europeo di Bruxelles e Strasburgo. Tra gli uffici parlamentari perquisiti ci sono anche quelli di assistenti degli europarlamentari Maria Arena (Parti socialiste), Alessandra Moretti e Pietro Bartolo (Partito democratico) e Lara Comi (Forza Italia), che non risultano coinvolti nell'indagine.

La vice-presidente destituita

Dopo il suo arresto, Kaili è stata destituita come vice-presidente edal suo gruppo politico, espulsa dal suo partito di appartenenza, il greco Pasok, e ha visto tutti i suoi beni congelati dall'autorità antiriciclaggio greca

La procedura avviata per revocare il suo ruolo di vice-presidente è stata approvata a larghissima maggioranza: 625 voti favorevoli, due astenuti, un solo voto contrario (il croato non affilaito a nessun gruppo politico Mislav Kolakušićà). 

Abbondantemente raggiunta, dunque, la maggioranza dei due terzi dell'aula necessaria per sostituire la vice-presidente: Kaili conserverà comunque il seggio di europarlamentare, che può essere revocato solo dalle autorità nazionali.

Nel suo ultimo intervento sul tema, l'ex vice-presidente aveva difeso il governo del Qatar in un dibattito sui diritti dei lavoratori nel Paese mediorientale.

"Il Mondiale in Qatar è la prova di come la diplomazia sportiva possa realizzare la trasformazione storica di un Paese, con riforme che hanno ispirato il mondo arabo", le parole di Kaili. "L'Organizzazione internazionale del lavoro ha affermato che il Qatar è all'avanguardia nei diritti dei lavoratori, con l'abolizione della Kafala e l'istituzione di un salario minimo".

Le conseguenze politiche in Parlamento

L'indagine ha ovviamente provocato un terremoto in ambito comunitario. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito la situazione come fonte di "estrema preoccupazione".

Il Parlamento europeo è sotto attacco, da parte di alcuni Paesi "nemici della democrazia", ha detto invece la presidente dell'Eurocamera Roberta Metsola aprendo la sessione plenaria di Strasburgo, nella sua prima apparizione pubblica dall'inizio scandalo che ha colpito l'assemblea comunitaria.

"Degli attori malintenzionati, legati a Paesi terzi autocratici, hanno presumibilmente utilizzato Ong, sindacati, individui, assistenti e deputati del Parlamento europeo nel tentativo di influire sui nostri processi. I loro piani malvagi sono falliti. I nostri servizi, di cui sono incredibilmente fiera, collaborano da tempo con le autorità competenti nazionali, giudiziarie e di polizia, per smantellare questa presunta rete criminale".

In concreto, la presidente ha proposto una serie di misure per prevenire ingerenze indebite e corruzione e garantire trasparenza all'interno dell'Eurocamera.

Tra queste, il divieto per i parlamentari di lavorare per aziende in conflitto di interessi nei due anni successivi al loro mandato e l'obbligo di registrare tutti i propri incontri (e quelli dei propri assistenti) con i lobbisti.

Ma anche l'istituzione di una nuova sezione del sito del’Eurocamera in cui sarà possibile consultare tutte le attività, i viaggi, i discorsi, gli incontri e le sanzioni ricevute di ogni eurodeputato. O anche una stretta sui "gruppi di amicizia" bilaterale tra Paesi terzi ed eurodeputati (ne esiste anche uno con il Qatar, attualmente sospeso, con tredici parlamentari): saranno vietati se ritenuti d’intralcio al lavoro del Parlamento, e in ogni caso non potranno fregiarsi del logo dell’Eurocamera.

In un'intervista a Euronews, Metsola ha spiegato gli obiettivi di queste misure, sottolineando i concetti di "responsabilità, integrità e indipendenza". 

La risoluzione "anti-Qatar"

Con una risoluzione votata giovedì 15 dicembre praticamente all'unanimità (541 voti favorevoli, due contrari e tre astensioni), il Parlamento ha pure deciso di sospendere tutti i lavori sui fascicoli legislativi relativi al Qatar: in particolare la liberalizzazione dei visti ai cittadini qatarioti, l'accordo sul trasporto aereo tra Unione Europea a Qatar, e le missioni nel Paese.

Il testo, non legislativo, contiene anche l'impegno degli europarlamentari a garantire la piena trasparenza sui loro redditi aggiuntivi, dervianti da eventuali lavori secondari, e vietare qualsiasi finanziamento esterno al personale dei deputati e dei gruppi politici.

Il Parlamento vorrebbe introdurre un divieto a livello europeo sulle donazioni da Paesi terzi ai deputati e ai partiti politici e chiede alla Commissione di preparare una proposta in questo senso. Si dovrebbe poi introdurre un periodo di cooling-off per gli ex deputati prima che si imbarchino in altre avventure professionali.

I deputati vogliono anche rendere obbligatorio il Registro per la trasparenza dell'Unione Europea, estendendolo ai rappresentanti dei Paesi terzi e ex deputati e rafforzando il processo di verifica della correttezza delle informazioni.

Infine, devono essere regolamentati i cosiddetti friendship group, gruppi di eurodeputati particolarmente vicini a diversi Paesi: quello con il Qatar, che comprende 13 parlamentari, è stato ora sospeso dal suo presidente, il liberale spagnolo José Ramón Bauzá Díaz.

Terremoto nei Socialisti

Il gruppo dei Socialisti e democratici, a cui appartiene Kaili, ha subito tenuto una riunione d'emergenza e secondo la sua presidente, Iratxe García Pérez, dovrebbero dimettersi anche gli eurodeputati i cui assistenti sono coinvolti nello scandalo.

"Oggi è un giorno buio per le istituzioni europee e, naturalmente, per il Parlamento europeo e per la nostra famiglia politica. Ma potete star certi che manterremo il nostro chiaro impegno a combattere la corruzione, ad essere trasparenti e ad assumere una posizione ferma e decisa".

Per ora, Marc Tarabella e Andrea Cozzolino si sono autosospesi dal gruppo; la deputata belga Maria Arena si è dimessa dalla presidenza della sottocommissione per i diritti umani e Pietro Bartolo ha lasciato il suo ruolo come shadow rapporteur sul dossier della liberalizzazione dei visti ai cittadini qatarioti. Cozzolino è stato anche sospeso dal Partito democratico, "fino alla chiusura delle indagini in corso da parte della magistratura".

La reazione dei deputati

I parlamentari degli altri gruppi sono costernati e chiedono di non generalizzare, come spiega a Euronews Viola von Cramon-Taubadel, dei Verdi tedeschi.

"Non siamo tutti uguali. Penso che sia importante dire che ci sono alcuni individui pronti a ricevere denaro ed essere corrotti... ma in generale la maggior parte di questo parlamento è composta da persone che lavorano duro, membri del parlamento guidati dalla propria causa politica e non dal denaro".

"La decisione di Panzeri di collaborare con le autorità belghe potrebbe aprire uno spiraglio, per accelerare lo scioglimento di questo enorme scandalo di corruzione. Speriamo che vengano fatti più nomi e di avvicinarci alla verità il prima possibile", ha detto invece Dimitris Papdimoulis, del gruppo della Sinistra.

Il Parlamento europeo sembra consapevole della minaccia che questo scandalo di corruzione rappresenta per la sua reputazione. Non a caso, nel suo discorso la presidente Metsola ha assicurato che nessuna impunità sarà  prevista per i responsabili.