Dove costano di più le case in Europa e quanto sono disposti a spendere gli acquirenti?

Palazzi residenziali a Duesseldorf, in Germania
Palazzi residenziali a Duesseldorf, in Germania Diritti d'autore Associated Press
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Di Eloise Hardy
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Ecco i dati che indicano in quali zone d'Europa costano di più le case. L'importo che occorre sborsare per avere un tetto sopra la testa varia in modo significativo da Paese a Paese

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Secondo un'analisi della Resolution Foundation, sono i finlandesi a spendere di più per la casa in Europa, seguiti dai britannici. Il think tank britannico ha scoperto che i cittadini della nazione scandinava sborsano in media il 24% delle loro uscite totali per l'alloggio: una percentuale di gran lunga superiore alla media europea, che si attesta al 15%. È invece in Polonia che i costi per la casa risultano i più bassi. E ciò in tutti i Paesi OCSE: per l'abitazione si spende solo il 6%.

I dati sono frutto della combinazione del costo dell'affitto effettivo pagato dagli inquilini, assieme ad una stima del costo dell'alloggio che i proprietari pagherebbero se affittassero la loro casa sul libero mercato. Ciò al fine di perequare eventuali dati che si discostino dalla media. Il tutto sulla base di dati forniti dall'OCSE.

In generale, quella per la casa è la voce di spesa più consistente in tutti i Paesi, tranne appunto il caso della Polonia. Paese nel quale a costare di più sono le bollette elettriche, del gas e le spese sostenute per altri combustibili. La forte dipendenza della Polonia dai combustibili fossiliha portato a prezzi all'ingrosso dell'elettricità tra i più alti in Europa dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.Le prospettive abitative della Fondazione hanno utilizzato i dati dell'OCSE per confrontare le statistiche abitative tra le economie nazionali.

I dati relativi ai metri quadrati a cui possono accedere i cittadini delle varie nazioni non sono molti. Tuttavia, si sa che la Francia e la Germania - entrambi relativamente simili in termini di dimensioni, per popolazione e sviluppo economico - consumano una quantità simile di spazio abitativo: 43m2 in Francia (nel 2020) e 46m2 in Germania (nel 2017).

Anche la percentuale di abitazioni più vecchie e anteguerra (costruite prima del 1946) ha un effetto marcato sulla qualità degli alloggi. Le case costruite prima della guerra, ad esempio, spesso non sono ben isolate e quindi sono più soggette all'umidità. In questo senso, laGrecia è il Paese europeo con la più bassa percentuale di alloggi costruiti prima della guerra, solo l'8%, in gran parte a causa delle politiche abitative adottate dopo la fine del conflitto mondiale.

Ma l'impennata dei prezzi delle case e degli affitti - dovuta in gran parte all'aumento della domanda da parte di acquirenti stranieri e alla crescita economica - sta rendendo più difficile per i greci accedere al mercato immobiliare. Non a caso, secondo un recente sondaggio di Euronews, la battaglia contro l'aumento dei prezzi è la questione più sentita dagli elettori per le prossime elezioni europee, con il 68% degli intervistati che la considera una priorità.

Una manifestazione per l'accesso alla casa a Lisbona, nel 2023
Una manifestazione per l'accesso alla casa a Lisbona, nel 2023Associated Press

Il Regno Unito presenta invece il maggior numero di abitazioni costruite prima della Seconda guerra mondiale: al secondo posto figura il Belgio e al terzo la Danimarca.

Dove il prezzo degli alloggi è più alto?

Complessivamente, è proprio nel Regno Unito che i prezzi delle abitazioni, in termini assoluti, risultano più alti. Seguono Nuova Zelanda, Australia e Irlanda. Polonia e Grecia, invece, si collocano entrambe ben al di sotto della media OCSE, e il basso costo degli alloggi spiega in parte il loro elevato consumo di abitazioni.

In Europa, i prezzi delle case sono aumentati maggiormente in Turchia, dove i dati mostrano che i prezzi delle case sono dodici volte superiori rispetto a quelli di nove anni fa in termini nominali. Ciò pone un appartamento a Istanbul in concorrenza con le notoriamente costose Parigi e Londra. Al secondo posto figura l'Ungheria, dove gli aumenti sono stati del 166% rispetto al 2015.

Tra gli Stati membri dell'OCSE, i Paesi dell'Europa settentrionale come la Svezia e la Finlandia sono quelli che hanno registrato i cambiamenti più contenuti, con aumenti attorno al 4% dei prezzi nominali delle abitazioni dal 2015.

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