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L'Unione Europea ricorda in Ruanda i 30 anni dal genocidio e della pulizia etnica dei Tutsi

Paul Kagame alla cerimonia per l'anniversario del genocidio del Ruanda
Paul Kagame alla cerimonia per l'anniversario del genocidio del Ruanda Diritti d'autore Brian Inganga/AP
Diritti d'autore Brian Inganga/AP
Di Euronews Agenzie:  AP
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Il Ruanda ha commemorato alla presenza di vari leader mondiali la tragedia di 30 anni fa, in cui morirono circa 800mila persone. Un genocidio e una pulizia etnica degli Hutu ai danni dei Tutsi. Il Paese deve ancora chiudere i conti con il passato

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L'Unione europea ha ricordato domenica insieme con la comunità internazionale il genocidio che nel 1994 causò la morte di circa 800mila persone in Ruanda.

"Dobbiamo ricordare, non dimenticare e imparare dai nostri errori" ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, presente alle commemorazioni a Kigali, la capitale ruandese.

Michel ha fatto anche ammenda per l'inazione e ritardi del mondo, mentre trent'anni fa si compieva quella tragedia, un'accusa sollevata a lungo dalle autorità del Ruanda.

Il Ruanda ha accusato il mondo di non avere fermato il genocidio

"È stata la comunità internazionale ad avere fallito, per disprezzo o per codardia", ha detto il presidente Paul Kagame in un discorso al memoriale del genocidio nella capitale, dopo aver deposto una corona di fiori sul monumento che custodisce i resti di 250mila vittime.

Un mea culpa è arrivato domenica anche da parte del presidente francese Emmanuel Macron, che non era alla cerimonia. La Francia e i suoi alleati europei e africani "avrebbero potuto evitare" il massacro, ha dichiarato Macron, ma ne è "mancata la volontà".

Il piccolo Paese dell'Africa orientale continua a confrontarsi con la terribile eredità dei massacri. Nonostante una forte crescita economica, infatti, non si sono ancora chiusi i conti con quel periodo e non è stata raggiunta una vera riconciliazione sotto il lungo governo del presidente Paul Kagame, il cui movimento si ribellò al regime degi Hutu e riuscì a fermare i massacri, per poi prendere il potere. 

Kagame, lodato da molti per aver portato una relativa stabilità in questi decenni e altrettanto criticato per la reppressione del dissenso, ha guidato gli eventi di commemorazione domenica a cui hanno partecipato anche una delegazione guidata da Bill Clinton, presidente degli Stati Uniti nel 1994, e il presidente israeliano Isaac Herzog.

Come e quando iniziò il genocidio in Ruanda

Il genocidio cominciò dopo che l'aereo sui cui viaggiava l'allora presidente Juvénal Habyarimana, dell'etnia maggioritaria Hutu, fu abbattuto sopra Kigali. La minoranza etnica Tutsi fu additata come responsabile dell'abbattimento e della morte del presidente.

Il 7 aprile 1994 Iniziò una caccia all'uomo da parte degli estremisti Hutu che durò per 100 giorni e sfociò in una pulizia etnica, che incluse anche Hutu moderati che cercavano di indurre la folla alla ragionevolezza.

Gli equilibri etnici del Ruanda sono rimasti sostanzialmente invariati da allora. Gli Hutu rappresentano la maggioranza dei 14 milioni di abitanti del Ruanda. I Tutsi sono il 14 per cento e i Twa solo l'un per cento. 

Il governo di Kagame, dominato dai Tutsi, ha bandito qualsiasi forma di organizzazione su base etnica come parte degli sforzi per costruire un'identità ruandese comune.

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