Gaza: sdegno internazionale per l'attacco agli operatori di Wck, Gantz chiede elezioni anticipate

Aiuti umanitari vengono paracadutati sulla Striscia di Gaza
Aiuti umanitari vengono paracadutati sulla Striscia di Gaza Diritti d'autore AP Photo/Mahmoud Essa
Diritti d'autore AP Photo/Mahmoud Essa
Di Michela Morsa
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È unanime la condanna di Israele per l'uccisione dei sette operatori umanitari della ong World central kitchen. In giornata attesa telefonata tra il presidente Usa Biden e il premier israeliano Netanyahu, sempre più sotto pressione anche all'interno del Paese

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Aumentano le pressioni interne sul primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu perché accetti di lasciare il suo posto a capo dell'esecutivo. Mentre continuano da sabato le proteste di massa delle famiglie degli ostaggi e del movimento antigovernativo, mercoledì il ministro del Gabinetto di guerra Benny Gantz ha invitato Netanyahu ad accettare elezioni anticipate entro la fine dell'anno.

Gantz ha fatto il suo appello durante una conferenza stampa, dicendo che le elezioni sono necessarie per rinnovare la fiducia della popolazione nel governo, in una società che in questi mesi di guerra si è sempre più divisa. Dal 7 ottobre la popolarità di Netanyahu è progressivamente crollata nei sondaggi d'opinione ed è stato ampiamente superato da Gantz. 

Il politico, principale rivale del premier, ha chiesto che venga concordata una data per andare al voto a settembre, due anni prima del previsto. Questo, ha detto, lascerebbe il tempo per continuare la guerra contro Hamas, permettendo però ai cittadini "di sapere che presto rinnoveremo la fiducia tra noi ed eviteremo una spaccatura tra la gente". 

Netanyahu ha ripetutamente respinto le richieste di dimettersi o di indire nuove elezioni, dicendo che il governo deve concentrarsi sulla guerra.

Almeno dieci morti nei bombardamenti notturni israeliani

Almeno otto persone sono state uccise durante la notte dai bombardamenti israeliani sulle case di Rafah, riferisce Wafa. Sempre secondo l'agenzia di stampa palestinese, altre due persone sono state uccise e 15 ferite in un attacco aereo israeliano sul campo profughi di Maghazi, nel sud della Striscia di Gaza.

Attesa in giornata una chiamata tra il presidente Usa Joe Biden e Netanyahu

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dovrebbero parlare al telefono questo giovedì, ha detto un funzionario statunitense ad Afp. È la prima telefonata tra i due leader, sempre più ai ferri corti, da quando l'esercito israeliano ha ucciso sette operatori umanitari internazionali in quello che viene descritto come un "attacco intenzionale" da tutti tranne che da Israele

Netanyahu ha detto che l'uccisione dei membri della ong World central kitchen mentre viaggiavano lunedì su un convoglio chiaramente identificato come umanitario e su un percorso stradale concordato con le forze israeliane, è stata "involontaria", un "tragico incidente" su cui l'Idf indagherà approfonditamente. 

Biden ha dichiarato in un comunicato di essere “indignato e affranto” dall'accaduto - anche la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre ha ripetuto mercoledì che il presidente "ha il cuore spezzato" - e il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale John Kirby ha affermato che Israele deve fare di più per prevenire l'uccisione e il ferimento di civili innocenti e di operatori umanitari. 

C'è poi già stato un colloquio telefonico tra il segretario alla Difesa Lloyd Austin e il suo omologo israeliano Yoav Gallant in cui Austin ha "espresso il suo sdegno" ed esortato Gallant a condurre "un'indagine rapida e trasparente", a condividere pubblicamente le conclusioni e a chiedere conto ai responsabili.

Ma intanto mercoledì la stessa amministrazione ha ribadito che continuerà a sostenere il diritto di Israele a difendersi da Hamas. 

World central kitchen chiede un'indagine indipendente

World central kitchen ha chiesto un'indagine indipendente sull'accaduto, invitando Australia, Canada, Polonia, Stati Uniti e Regno Unito, da dove venivano i gli operatori umanitari, a unirsi anche loro nel chiedere "un'indagine indipendente e di terze parti su questi attacchi".

"Abbiamo chiesto al governo israeliano di conservare immediatamente tutti i documenti, le comunicazioni, le registrazioni video e/o audio e qualsiasi altro materiale potenzialmente rilevante per gli attacchi del 1° aprile", si legge in una nota della ong statunitense. 

Sdegno internazionale

Lo sdegno per quanto accaduto è internazionale, come l'insoddisfazione per come Israele sta giustificando la sua responsabilità e più in generale la sua condotta nella guerra. 

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha affermato che le dichiarazioni rilasciate da netanyahu in merito all'attacco sono "inaccettabili e insufficienti". "Ci aspettiamo un chiarimento molto più determinato e molto più dettagliato di quanto accaduto", ha detto durante una conferenza stampa con la sua controparte a Doha, in Qatar. 

Il primo ministro qatariota Mohammed bin Abdulrahman Al Thaniha parlato invece di violazione delle leggi internazionali, invitando la comunità internazionale a garantirne le responsabilità. 

Anche il primo ministro australiano Anthony Albanese ha dichiarato giovedì che la spiegazione di Israele non era "abbastanza buona", soprattutto la giustificazione fornita dal premier israeliano, che ha detto che sono "cose che capitano in guerra". I due leader hanno parlato al telefono e Albanese ha detto di aver espresso l'indignazione degli australiani per la morte del loro connazionale Zomi Frankcom. 

Nei giorni scorsi la ministra degli Esteri australiana Penny Wong ha comunicato al suo omologo israeliano che "se Israele, Netanyahu, non cambia la sua linea d'azione, Israele continuerà a perdere il sostegno internazionale".

Il primo ministro polacco Donald Tusk ha dichiarato che il tragico evento sta mettendo a dura prova la solidarietà del Paese a Israele, avendo causato "rabbia comprensibile" nei polacchi. I procuratori della città natale dell'operatore polacco ucciso, Damian Sobol, hanno avviato un'indagine sulla sua uccisione.  

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Nel Regno Unito si moltiplicano invece le richieste di fermare l’esportazione di armi verso Israele. All'appello si è unito anche il primo ministro scozzese Humza Yousaf e oltre 600 tra avvocati, accademici e giudici anziani in pensione, che avvertono che il governo britannico sta violando il diritto internazionale continuando ad armare Israele. Secondo un sondaggio di YouGov, la maggioranza degli elettori britannici è favorevole al divieto di vendita di armi a Israele e ritiene che il governo israeliano stia violando i diritti umani a Gaza.

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