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Il Cavaliere, 30 anni di vita italiana

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Image Diritti d'autore AFP Miguel MEDINA
Diritti d'autore AFP Miguel MEDINA
Di Euronews
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Magnate nel campo degli affari e dei media, con la vittoria elettorale del 1994 divenne uno degli uomini più potenti d'Italia

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Uno dei momenti di maggior successo per Silvio Berlusconi è coinciso con le elezioni del 1994, che lo portarono a diventare presidente del Consiglio. Magnate dei media e dell'immobiliare, la sua discesa in politica lo consolidò come uno degli uomini più potenti del Paese.

Berlusconi, tra tv e calcio

Entrato in politica appena pochi mesi prima del voto del 1994, fondando il partito di centro destra, Forza Italia, la sua vita è stata ampiamente vissuta "in copertina". Divorziato due volte, "il Cavaliere" ha avuto cinque figli da due ex mogli: nato nel 1936, ebbe un grande successo nel settore delle costruzioni,  capì il potere economico dei media e creò l'impero Fininvest (poi Mediaset), la prima televisione commerciale del Paese.

Berlusconi acquistò anche il Milan, che fu cinque volte campione d'Europa sotto la sua presidenza.

La sua esperienza a Palazzo Chigi

La prima esperienza come premier durò meno di un anno, tuttavia il bis giunse nel 2001 con la famigerata sottoscrizione del "Contratto con gli italiani". Nel maggio 2008 guidò per l'ultima volta il governo, rassegnando le dimissioni tre anni dopo per aver perso la maggioranza in parlamento, tra crescenti problemi fiscali legati alla crisi del debito. In totale, è stato per quattro volte inquilino di Palazzo Chigi.

Sulla scia degli attacchi dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti, Berlusconi ha ospitato un vertice che ha migliorato le relazioni Nato-Russia per un impegno congiunto in grado di rispondere  alle comuni minacce internazionali.  

La lunga storia giudiziaria

La lunga storia giudiziaria di Berlusconi ha rinvigorito sia i detrattori che i supporter.

Supera di gran lunga quota 30 il numero dei processi in cui Silvio Berlusconi è stato imputato.

Processi, sparsi in tutta Italia, nei quali gli sono stati contestati reati che vanno dalla corruzione al concorso in strage, dal falso in bilancio alla concussione, fino al vilipendio all'ordine giudiziario e alla prostituzione minorile e che, eccetto uno in cui è stato condannato, si sono chiusi o con il non doversi procedere per prescrizione o con l'assoluzione. Oppure con un'archiviazione o il proscioglimento in fase di indagine o in udienza preliminare.

La sola condanna diventata definitiva è del 2013: 4 anni di carcere, 3 dei quali coperti da indulto, per la frode fiscale da 7,3 milioni di euro commessa con la compravendita dei diritti tv Mediaset quando era presidente del Consiglio.

Condanna che lo ha costretto a chiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali di 10 mesi e mezzo, al netto dello sconto per la liberazione anticipata, e lo ha portato alla decadenza da senatore per via della Legge Severino: la sua incandidabilità è durata sei anni, fino a quando, nel 2018, il Tribunale di Sorveglianza lo ha riabilitato. 

Il processo 'Ruby ruba cuori'

 Lo scandalo "Ruby Gate" ha riempito le cronache di giornali nazionali e internazionali, ma a metà di febbraio i giudici milanesi lo assolsero insieme a Karima El Mahroug, l'ex Ruby Rubacuori, e a una schiera di cosiddette ex olgettine, per una questione giuridica che ha cancellato qualsiasi giudizio nel merito e ha reso un reato, la contestata corruzione in atti giudiziari, impossibile da configurare.

Berlusconi ha dichiarato di aver speso più di 200 milioni di euro in avvocati per la sua difesa in tribunale.

La politica estera ribattezzata la diplomazia del cucù

La sua politica estera è passata alle cronache come 'La diplomazia del cucù'. E anche se tanti, tra i suoi detrattori, lo ricordano per le corna nelle photo opportunity, le barzellette, i 'Mr Obamaaaa...' con la regina, i weekend con Putin e i sorrisi di sberleffo che gli riservarono frau Angela e l'amico-nemico Sarkozy, il Cavaliere ha dettato una linea fatta soprattutto di rapporti d'amicizia non solo istituzionali ma anche personali con diversi leader mondiali, da George W. Bush a Gheddafi.

E soprattutto con Vladimir Putin, quell'amico da sempre e di sempre che ha fatto fatica a criticare anche di fronte all'invasione ucraina: ha condannato la guerra ma è finito in una bufera quando, l'ottobre scorso, in un discorso con i parlamentari di Forza Italia ha dato la sua versione.

Amicizie pericolose

L'amicizia con Putin ha comunque contribuito alla sua politica estera e a quello 'spirito di Pratica di Mare' che lo vide protagonista della storica mediazione tra Washington e Mosca per l'avvicinamento della Russia alla Nato. Altri tempi e uno scenario lontano anni luce da quello odierno. Molto controverso e contestato fu il rapporto con la Libia del colonnello Gheddafi, così come le sue relazioni - sempre 'personali' - con rais del calibro dell'egiziano Mubarack o del tunisino Ben Alì. Con Gheddafi, Berlusconi firmò lo storico trattato di Amicizia chiudendo dopo 70 anni le ferite dell'occupazione coloniale italiana: un accordo che prevedeva il versamento di 5 miliardi di dollari di compensazione a fronte dell'impegno di Tripoli a fermare l'immigrazione e dare spazio alle imprese italiane.

Inizialmente Berlusconi era contrario all'intervento francese in Libia, nel 2011, che trascinò dentro diversi Paesi europei, (missione che si concluse con la destituzione del colonnello).

La caduta di stile di Merkel e Sarkozy

L'epilogo del suo ultimo governo (novembre del 2011) lo ha visto in rotta di collisione con l'Europa (cosa che non digerì facilmente anche per gli strascichi internazionali con cadute di stile).

Era l'ottobre del 2011, lo spread dei titoli italiani era alle stelle e nel giorno in cui l'Ue raccomandò all'Italia di fare i compiti a casa obbligandolo a tornare con una 'lettera' di impegni sulle sue riforme, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy risposero con un sogghigno malevolo a chi gli chiedeva se si sentissero rassicurati da Berlusconi.

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