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Impero Berlusconi, svelato il testamento: il futuro di Mediaset e Fininvest

I figli di Silvio Berlusconi al suo funerale
I figli di Silvio Berlusconi al suo funerale Diritti d'autore Claudio Furlan/LaPresse
Diritti d'autore Claudio Furlan/LaPresse
Di Ilaria CicinelliSamuele Damilano
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Svelate le ultime volontà di Berlusconi: le aziende rimangono in famiglia con Marina e Pier Silvio a capo di Fininvest. Donazioni milionarie anche per Fascina e Dell'Utri. Dal secondogenito arriva la conferma, Mediaset non è in vendita

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Sono finalmente noti i dettagli del tanto atteso testamento di Silvio Berlusconi, morto il 12 giugno scorso.
Uno degli uomini più ricchi d'Italia con un immenso impero finanziario e commerciale la cui eredità ora è al centro del dibattito mediatico in attesa di scoprire il destino di Forza Italia, il partito da lui fondato nel 1994, di Fininvest. La società attraverso la quale venivano controllati i numerosi asset della famiglia, tra cui la squadra di calcio AC Monza, La banca Mediolanum, il gruppo Mondadori guidato dalla primogenita, Marina, e Mediaset, la TV privata più importante d'Italia di cui il fratello Pier Silvio è amministratore delegato.
Quattro volte Presidente del Consiglio nel Paese e imprenditore multimiliardario, Silvio Berlusconi è stato uno dei personaggi più longevi e influenti della scena politica italiana. La sua ricchezza è stata stimata in 6,7 miliardi di euro, secondo il Bloomberg Billionaires Index.

Una carriera piena di luci e ombre.

Ha provocato infinite discussioni la lunga amicizia con Marcello Dell'Utri, protagonista a sorpresa di un sostanzioso lascito testamentario da 30 milioni di euro.
Il tycoon è stato infatti indagato insieme a Dell'Utri per concorso nelle stragi del '92-'93, sebbene mai condannato. Dell'Utri è stato invece condannato nel 2014 a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Nel 2017 la Procura di Firenze decise di riaprire le indagini a carico dell'ex Presidente basandosi sulle parole del celebre boss Giuseppe Graviano. 

Dell'Utri ha riferito che non era al corrente dell'eredità a lui destinata e si è detto sotto "shock" una volta appresa la notizia: "Non me lo aspettavo perché non mi doveva nulla. Io ho dato tutto per lui e lui ha dato tutto per me. Per me era come un fratello." Ha dichiarato all'Ansa. 

MARCELLO PATERNOSTRO/ImageForum
Marcello Dell'UtriMARCELLO PATERNOSTRO/ImageForum

Il futuro di Fininvest e i cento milioni a Fascina

Svelato anche il destino di Fininvest, la cassaforte della famiglia, presieduta dalla figlia maggiore, Marina. L'imprenditore deteneva il 61% delle quote. Un gigante finanziario che appena nel 2022 gli aveva portato dividendi personali per 90 milioni di euro. 
Fino a oggi tutti e cinque i figli, quelli avuti dal precedente matrimonio con Carla Elvira Dall'Oglio, Marina e Piersilvio, e quelli avuti da Veronica Lario, Barbara, ex vicepresidente del Milan prima della cessione nel 2017 da parte del padre, Eleonora e Luigi, detenevano a grandi linee la stessa quota.  Il 7,65% ciascuno Marina e Piersilvio, che già ricoprivano ruoli di rilievo nelle varie aziende di famiglia, il 7,13% a testa i fratelli minori. 

Il testamento, aperto in presenza del notaio Arrigo Roveda, sposta l'ago della bilancia a favore dei figli più grandi. Saranno infatti loro i principali beneficiari della quota di cui poteva decidere Berlusconi. Controlleranno insieme il 53% della società. Gli altri tre figli invece, arrivano a detenerne il 46%.
La disponibile è la parte di cui il defunto può disporre liberamente e rappresenta il 33% di tutti i beni. Non solo Fininvest dunque, ai fratelli maggiori spetterà la maggioranza dei beni mobili e immobili del padre. 

La legittima invece, la parte dei beni che va per legge divisa in parti uguali, assegna a ciascuno dei cinque il 15,8% delle quote. 

Tuttavia Pier Silvio Berlusconi pochi giorni fa aveva dichiarato che: "Nessun azionista eserciterà il controllo indiretto individuale complessivo di Fininvest". 

Una decisione già presa nel 2006, data in cui fu redatto il primo documento dei tre che costituiscono il testamento. Il secondo è un'integrazione inserita nel 2020 dove si aggiunge il lascito di 100 milioni al fratello Paolo. Il terzo è rappresentato da una busta aperta che contiene una lettera scritta a mano, consegnata da Marta Fascina, definita "moglie" da Berlusconi, sebbene non lo fosse ufficialmente.
La lettera è stata scritta a mano su carta intestata di Villa San Martino, la residenza di famiglia vicino Milano, ed è datata al 19 gennaio 2022, alla vigilia del ricovero di Berlusconi al San Raffaele di Milano.
Prevede una donazione a Dell'Utri più un altra di 100 milioni al fratello Paolo, oltre al lascito di 100 milioni alla Fascina. Una somma che corrisponderebbe al totale dei debiti contratti da Forza Italia.

Ha suscitato scalpore nelle ultime ore il fatto che il notaio abbia inserito questa lettera nel testamento anche se non era da lui custodita. La formula usata da Berlusconi "Se non dovessi tornare", per paura di morire durante il ricovero, potrebbe causare problemi legali ai beneficiari del biglietto se i figli decidessero di impugnare il testamento. Berlusconi è infatti deceduto un anno dopo la stesura del documento, senza però riconfermare le volontà scritte nel 2022.

Il ruolo di Mediaset nella politica italiana

 Mediaset è il primo gruppo televisivo privato in Italia e tra le emittenti più importanti in Europa e il gruppo Fininvest detiene la maggioranza delle quote societarie.
Nel corso degli anni ha acquisito a poco a poco il controllo di diversi canali locali europei, come nel caso dell'emittente spagnola Gestevisión Telecinco, ribattezzata Mediaset España Comunicación, e della società mediatica tedesca ProSiebenSat.1 Media, dove i Berlusconi hanno una quota del 20,1% e puntano ad avere un ruolo di rilievo nella gestione.

Nel 2021 Mediaset è stata incorporata in una nuova holding madre, gestita dalla famiglia Berlusconi al 47,91%, Media for Europe (MFE), con l'intenzione di espandersi sul mercato europeo. 

Il sostegno dell'emittente al governo di Giorgia Meloni è noto nonostante i dissidi di Berlusconi con quest'ultima: Forza Italia fa parte della maggioranza in Parlamento e sarebbe nell'interesse anche di Fratelli d'Italia, il partito della attuale Premier, evitare un'acquisizione da parte di società estere.
Molti riconoscono l'importanza strategica del gruppo Mediaset-MFE, non solo in Italia, e ci si chiede se vi saranno tentativi di comprarla dopo quello fatto da Vivendi nel 2016. un progetto fallito nel 2021. All'epoca la holding francese guidata da Vincent Bolloré aveva rilevato partecipazioni in Mediaset per poco meno del 30% del capitale, ed era sul punto di comprare il canale on demand Mediaset Premium. Ancora oggi Vivendi possiede il 23% di Mediaset e non si esclude che nel futuro possa arrivare un'offerta a Fininvest da parte del gruppo francese.

Un'altra possibilità che rimane, per ora, un pettegolezzo, è che possa arrivare una offerta da parte di Urbano Cairo, editore di Rcs e di La7 e in precedenza assistente personale di Berlusconi. 

In senso opposto si è pero espresso Pier Silvio Berlusconi, che pochi giorni fa ha dichiarato che "MFE non è in vendita".

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