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Usa, la Camera approva la legge sul tetto del debito. Ora tocca al Senato

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Image Diritti d'autore Jose Luis Magana/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Jose Luis Magana/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Michela Morsa
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L'accordo permetterà di evitare il primo default nella storia del Paese. Il 5 giugno, infatti, il governo avrebbe esaurito i fondi

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La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, controllata dai Repubblicani, ha approvato l'accordo sul tetto debito che permette di sospendere il limite di 31.400 miliardi di dollari e scampare così alla scadenza del 5 giugno, quando il governo avrebbe esaurito i fondi e sarebbe andato in default per la prima volta nella storia del Paese.

Il sostegno della maggioranza dei democratici e dei repubblicani - 314 i sì, 117 i no - ha permesso di superare l'opposizione dell'ala più conservatrice dei rossi e un rapido passaggio al Senato, il cui voto è previsto entro la fine della settimana. 

L'accordo, raggiunto dopo estenuanti negoziati, non lascia quasi nessun legislatore pienamente soddisfatto, ma è senza dubbio prova della capacità di leadership del presidente Joe Biden e dello speaker repubblicano della Camera Kevin McCarthy che sono riusciti a trovare un compromesso che ottenesse il sostegno politico necessario, una rarità in un Congresso così diviso. 

"Questo accordo è una buona notizia per il popolo americano e per l'economia americana", ha dichiarato Biden dopo il voto. "Esorto il Senato ad approvarlo il più rapidamente possibile in modo che io possa convertirlo in legge", ha aggiunto. 

L'accordo

Il testo di legge elimina temporaneamente il limite di indebitamento del governo federale fino al 1° gennaio 2025. Una tempistica che consente a Biden e al Congresso di accantonare la questione fino a dopo le elezioni presidenziali del novembre 2024. 

La proposta prevede inoltre di limitare alcune spese governative, di accelerare il processo di autorizzazione per alcuni progetti energetici, di recuperare i fondi Covid-19 non utilizzati e di estendere i requisiti lavorativi per accedere ai programmi di aiuto alimentare.

I repubblicani più intransigenti avevano chiesto tagli alla spesa più profondi e riforme più severe, mentre i democratici progressisti si oppongono al disegno di legge per diverse ragioni, tra cui i nuovi requisiti lavorativi richiesti per beneficiare dei programmi federali contro la povertà.

"I repubblicani ci stanno costringendo a decidere quali americani vulnerabili possono mangiare o ci porteranno al default. È semplicemente sbagliato", ha dichiarato mercoledì il rappresentante democratico Jim McGovern.

Martedì scorso, l'Ufficio del bilancio del Congresso, apartitico, ha dichiarato che la legge comporterebbe un risparmio di 1.500 miliardi di dollari in un decennio. Si tratta di una cifra inferiore ai 4.800 miliardi di dollari di risparmi che i repubblicani si prefiggevano con una proposta di legge approvata dalla Camera in aprile, e anche ai 3mila miliardi di dollari di deficit che il bilancio proposto da Biden avrebbe ridotto attraverso nuove tasse.

Il voto al Senato

I leader di entrambi i partiti al Senato sperano di poter approvare la legge prima del fine settimana. Ma un potenziale ritardo sul voto agli emendamenti potrebbe complicare le cose. Il dibattito potrebbe protrarsi fino al fine settimana, soprattutto se uno dei 100 senatori tenterà deliberatamente di rallentare l'approvazione del testo. 

L'irriducibile senatore repubblicano Rand Paul, noto da tempo per aver ritardato importanti votazioni al Senato, ha dichiarato che non bloccherebbe l'approvazione se gli fosse permesso di proporre un emendamento. 

Il senatore Bernie Sanders, indipendente progressista in coalizione con i democratici, ha dichiarato che si opporrà al disegno di legge a causa dell'inclusione nella proposta di un gasdotto per l'energia e di requisiti lavorativi aggiuntivi nei programmi alimentari. 

Il disegno di legge sposterebbe alcuni fondi dall'Internal revenue service, anche se la Casa Bianca afferma che ciò non dovrebbe compromettere l'applicazione delle tasse. Ma l'accordo lascia in gran parte intatte le recenti leggi sulle infrastrutture e sull'energia verde, e i tagli alla spesa e i requisiti di lavoro applicati sono di gran lunga inferiori a quelli richiesti dai repubblicani.

La maggior parte dei risparmi verrebbe ottenuta limitando la spesa per i programmi nazionali come la casa, l'istruzione, la ricerca scientifica e altre forme di spesa "discrezionale". La spesa militare potrebbe invece aumentare.

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