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G7, ad Hiroshima occhi puntati su possibili nuove sanzioni a Mosca

Museo della Pace di Hiroshima
Museo della Pace di Hiroshima Diritti d'autore Franck Robichon/AP
Diritti d'autore Franck Robichon/AP
Di Debora GandiniGianluca Martucci
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'Unione europea ha annunciato che "limiterà" il commercio di diamanti russi dopo che Stati Uniti e Regno Unito hanno annunciato nuove sanzioni contro Mosca

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Il vertice del G7 prende il via a Hiroshima, in Giappone, con l'obiettivo di fare pressione sulla Russia e stabilire un fronte unito nei confronti della Cina. L'Unione europea ha annunciato che "limiterà" il commercio di diamanti russi dopo che Stati Uniti e Regno Unito hanno annunciato nuove sanzioni contro Mosca.

In conferenza stampa prima della sessione di apertura, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha ribadito il sostegno di Bruxelles e dei paesi del G7 a Kiev. "In Ue stiamo lavorando duramente per dare all'Ucraina ciò di cui ha bisogno: più armi, più munizioni e più velocemente. Questo sarà fondamentale. Abbiamo sostenuto l'Ucraina con solidarietà e determinazione e continueremo così per tutto il tempo necessario", ha sottolineato Michel.

Mentre i capi di Stato e di governo hanno deposto corone di fiori davanti al memoriale per ricordare le vittime della bomba atomica a Hiroshima, al centro del summit del G7 non si parlerà solo di Ucraina o Russia ma anche della crescente minaccia nucleare.

Secondo i funzionari di Kiev al summit prenderà parte, domenica, anche il presidente **Volodymyr Zelensky,**che in un faccia a faccia con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e altri leader mondiali dovrebbe chiedere un maggiore sostegno militare contro l'invasione. 

Attorno al tavolo delle discussioni poi la crisi climatica l’intelligenza artificiale e le tensioni con Pechino. Secondo indiscrezioni si punterebbe a colpire l'evasione delle sanzioni tramite Paesi terzi, come accade oggi con Cina, Turchia, Emirati Arabi ad esempio per i pezzi di ricambio degli aerei, come ha rivelato il New York Times. La Russia, tramite Dmitri Medvedev, ha minacciato che risponderà a eventuali bandi sull'export mettendo fine all'accordo sul grano, in scadenza il 18 maggio.

Un summit cruciale

La scelta di Hiroshima per il luogo del vertice del G7 che si svolgerà da venerdì 19 maggio a domenica 21 non è un caso. I leader delle 7 più grandi economie industrializzate del mondo dovrebbe stilare anche una dichiarazione sul disarmo nucleare, un tema caro al primo ministro giapponese Fumio Kishida e alla storia del Paese che governa. Oltre a essere la sua roccaforte elettorale, la città è il simbolo dell'abisso dell'umanità rivelato dalla prima bomba atomica sganciata a fini bellici il 6 agosto 1945.

A fare paura sono non solo il programma nucleare della vicina Corea del Nord e la serie di recenti test missilistici di Pyongyang, ma anche le ripetute provocazioni da parte di Mosca sull'uso di ordigni atomici nella guerra in Ucraina. Washington ha avvertito anche sui piani della Cina, che starebbe rapidamente espandendo il suo arsenale nucleare portandolo dalle 400 testate attuali a 1.500 entro il 2035.

Il Giappone è l'unico Paese del G7 che non ha fornito armi letali all'Ucraina. Il Segretario di Gabinetto per gli Affari pubblici Noriuki Shikata, ha affermato che "Hiroshima è il luogo più adatto per esprimere il nostro impegno per la pace e per promuovere il disarmo nucleare e prevenire la proliferazione di materiali nucleari".

Gli sforzi delle sanzioni e la Cina

Uno dei focus principali tuttavia riguarderà l'elusione delle misure adottate da gran parte dell'Occidente come arma di deterrenza per la violenza usata dalla Russia in Ucraina. La questione lascia spazio a ricadute "che hanno un costo per le nostre economie", e che procurano "vantaggi" per altri, hanno detto alcune fonti diplomatiche in vista del Summit.

Ci si aspetta che i capi di Stato e di governo siano cauti nei confronti di Pechino, mostrando unità su Taiwan e sull'importanza di mantenere le catene di approvvigionamento meno dipendenti dalla Cina, pur cercando di evitare di aumentare le tensioni. Non si tratta di "un G7 anti-Cina", hanno insistito fonti dell'Eliseo.

La sicurezza nell'Indo-Pacifico però sarà un tema centrale, e lo dimostra anche l'invito a partecipare a varie sessioni di lavoro rivolto ai leader di Australia, India (che detiene la presidenza del G20), Indonesia (presidente di turno dell'Asean), Repubblica di Corea e Vietnam.

La riunione dei ministri degli Esteri del G7 di aprile si era concentrata su Pechino con un avvertimento contro le sue "attività di militarizzazione" nel Mar Cinese Meridionale. I ministri hanno anche insistito sul fatto che non c'è stato "alcun cambiamento" nella loro posizione su Taiwan dopo il le dichiarazioni rilasciare dal presidente francese Emmanuel Macron durante il suo ritorno dal suo ultimo viaggio in Cina, quando ha detto che l'Europa dovrebbe evitare di essere coinvolta in "crisi che non sono le sue".

Il coinvolgimento di Vietnam, Indonesia e India non va solo nella direzione di assicurare la presenza più o meno robusta di una coalizione anti-cinese (obiettivo che include anche la partecipazione del Brasile), ma è orientato anche al progetto di garantire la "sicurezza economica" basata anche su catene di approvvigionamento sempre più slegate dal dominio cinese. 

Washington ha già una lezione da impartire: ha bloccato infatti l'accesso di Pechino ai semiconduttori più avanzati e alle attrezzature necessarie per produrli, e ha convinto Giappone e Paesi Bassi a fare lo stesso.

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