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Sisma, Erdoğan visita le zone colpite dal sisma. Oltre 23mila le vittime tra Turchia e Siria

Soccorritori al lavoro
Soccorritori al lavoro Diritti d'autore Hussein Malla/AP
Diritti d'autore Hussein Malla/AP
Di Debora Gandini
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Il presidente turco promette aiuti economici per le zone colpite. Da tutto il mondo continuano ad arrivare aiuti. Nei due paesi è un'ecatombe

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Circondato dalle sue guardie del corpo, ma anche da politici e giornalisti, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, come fa ormai da giorni, sta visitando le zone più colpite dal terribile terremoto di scorso ha colpito Siria e Turchia.

Il bilancio del sisma, sempre provvisorio, parla di almeno 23mila morti. Fortemente criticato per la lentezza della risposta dello Stato nei soccorsi, Erdogan fa un mea culpa: "Purtroppo il nostro lavoro è stato molto difficile perché l'effetto devastante del terremoto si è esteso a 10 province e a un'area di 500 chilometri".

Intanto il lavoro dei soccorritori non si fermano. Volontari e residenti cercano sopravvissuti a Diyarbakir. Disperazione, rabbia, ma anche speranza negli aiuti internazionali. Il mondo si è mobilitato per aiutare la Turchia. Paesi alleati ma anche paesi critici nei confronti di Ankara stanno inviando cibo, generi di prima necessità, medicine e squadre di soccorso. Proprio come la Grecia, che ha adottato la cosiddetta "diplomazia dei terremoti". Anche Kiev ha mandato soccorritori mentre le bombe russe continuano a cadere sul suo territorio.

Peggio che a Fukushima

Il terremoto ha raso al suolo migliaia di edifici ed è stato uno dei più mortali al mondo in oltre un decennio.

Il numero delle vittime ha superato il bilancio del terremoto del 2011 al largo di Fukushima, in Giappone, che innescò uno tsunami, uccidendo più di 18.400 persone.

I salvataggi continuano

Dopo 90 ore dalla prima scossa di magnitudo 7.8, avvengono ancora "miracolosi" salvataggi da parte delle squadre di soccorso, all'opera incessantemente. Un padre e un figlio adolescente sono stati salvati ad Hatay (Turchia) dopo 88 ore sotto le macerie e altre tre persone sono stati salvate, ad Antiochia, una delle città turche più colpite dal sisma di lunedì.

Salvataggi "miracolosi"

Una famiglia di sei persone, di cui due donne, sono state estratte vive dopo 102 ore a Iskenderun, nella provincia di Hatay, nel sud della Turchia. Secondo quanto riportato dal quotidiano turco "Daily Sabah". I soccorritori hanno tirato fuori Yasemin e Kadir Oktay, insieme ai loro quattro figli Arda, 12 anni, Zilan, 22 anni, Helin, 23 anni, e Dilan,19 dalle macerie del condominio dove abitavano.

E il miracolo è avvenuto anche per Mohammed, 9 o 10 anni, estratto vivo dopo 80 ore dalle macerie di un palazzo di quattro piani crollato nel distretto di Elbistan, a Kahramanmaraş, luogo dell'epicentro del terremoto e che finora ha registrato in totale 650 scosse di assestamento.

Fragile e disidratato, con il pigiama e i calzini a righe che ha addosso da quella notte, ma già con quella flebo che significa vita, mentre viene portato via in barella.

La situazione in Siria

La ricerca dei sopravvissuti continua anche in Siria. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, afferma che il Paese la ha bisogno di tutto. Il primo convoglio di aiuti delle Nazioni Unite ha raggiunto la Siria nord-occidentale, controllata dai ribelli, mentre migliaia di famiglie hanno trascorso un'altra notte gelida in auto e rifugi improvvisati. L'Onu afferma di aver stanziato più di 23 milioni di euro per la Siria.

La Grecia ha inviato 80 tonnellate di aiuti umanitari ad Adana, nel sud della Turchia.

L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha inviato kit sanitari e attrezzature mediche in entrambi i Paesi.

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