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Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei accusa Usa e Israele per le proteste e gli scontri

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Di Debora Gandini
L'Ayatollah Ali Khamenei
L'Ayatollah Ali Khamenei   -   Diritti d'autore  Office of the Iranian Supreme Leader via AP   -  

In un Iran in fiamme, il leader supremo, l**'Ayatollah Ali Khamenei**, ha rotto il silenzio parlando pubblicamente di quelle che sono state definite le imponenti proteste degli ultimi anni nel paese. Condannando la rivolta in corso ha descritto le scene del-le donne che si tagliano i capelli e si strappano il velo o dei manifestanti che danno fuoco a moschee, banche e auto della polizia come "episodi fuori dalla norma”.

L'Ayatollah Ali Khamenei ha accusato “gli Stati Uniti e Israele di aver pianificato le proteste. Dietro a quanto sta accadendo, ha detto, c’è il falso regime sionista usurpatore e i loro agenti pagati, con l'aiuto di alcuni iraniani traditori all'estero". 

La morte della giovane ragazza è un incidente tragico che ha rattristato tutti. Ma la giusta reazione non è creare insicurezza, bruciare il Corano, le moschee, le banche, le auto e togliere il velo alle donne, ha scritto la Guida suprema della Repubblica islamica sul suo account di Twitter. ''Queste non sono azioni normali. Sono azioni pianificate", ha aggiunto Khamenei.

Accuse e proteste

Intanto i video pubblicati sui social media e condivisi dagli attivisti mostrano migliaia di persone sempre in piazza e scontri anti-governativi in tutto l'Iran. Le parole di Khamenei arrivano a tre settimane dall’inizio delle proteste a livello nazionale scatenate dalla morte di Mahsa Amini, nonostante gli sforzi del governo per reprimerle.

Parlando in Parlamento Mohammad Bagher Qalibaf, l**'ex sindaco di Teheran** ed ex capo della Guardia rivoluzionaria iraniana, ha sottolineato che a differenza delle proteste in corso, che secondo lui mirano a rovesciare il governo, per quanto riguarda le precedenti manifestazioni di insegnanti e pensionati a favore di salari migliori, si sta lavorando alle riforme.

In molte università di Teheran le lezioni sono state sospese. Proteste si sono tenute negli atenei di Shiraz e Birjand oltre che in alcune università della capitale, dove gli studenti hanno anche chiesto il rilascio di alcuni colleghi arrestati nei giorni scorsi nell'Università Shrif, sempre nella capitale.

Il clima è incandescente mentre la TV di stato iraniana ha riferito che dall’inizio delle manifestazioni sono oltre 40 i morti tra manifestanti e poliziotti e oltre 1.500 le persone arrestate, tra queste anche la giovane travel-blogger Alessia Piperno

Risorse addizionali per questo articolo • Agenzie internazionali