Iran, non si fermano le manifestazioni di piazza. La polizia spara sulla folla

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Di Debora Gandini
Proteste in Iran
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Non si fermano le proteste delle donne in Iran che proseguono ormai da dodici giorni dopo la morte di Mahsa Amini. Nonostante i timori per il blackout di Internet e la paura di una sanguinosa repressione da parte delle forze di sicurezza c’è chi chiede giustizia. 

Il ministro della Sanità Bahram Einollahi, citato dall'agenzia di stampa ufficiale IRNA, ha accusato i manifestanti di aver distrutto 72 ambulanze, mentre gli attivisti residenti all'estero affermano che le autorità hanno utilizzato le ambulanze per trasportare le forze di sicurezza. Più di 3mila arresti nella giornata di martedì nella sola Teheran. 

Secondo l’ONG Iran Human Rights (IHR), con sede a Oslo, anche coloro che resta-no a casa partecipano alle manifestazioni intonando canti e slogan come "Morte al dittatore!" e "Morte alla repubblica islamica!". Amnesty International ha conferma-to che dal 16 settembre sono decine i morti e centinaia i feriti negli scontri con la polizia.

Raha Bahreini, ricercatrice iraniana di Amnesty International e avvocato per i diritti umani racconta che le prove che hanno raccolto mostrano che le forze di sicurezza stanno sparando pallini di metallo contro manifestanti e passanti.

“Centinaia di donne, bambini e uomini sono rimasti feriti. Abbiamo visto immagini orribili di manifestanti con ferite alla testa, al petto e allo stomaco. Le forze di sicurezza stanno sparando proiettili di metallo a distanza ravvicinata e questo dimostra l'intenzione di causare il massimo danno", ha dichiarato Raha Bahreini. 

Intanto decine di persone si sono radunate davanti all'ambasciata iraniana a Bue-nos Aires a sostegno delle donne in Iran. In mano striscioni che ritraevano il governo iraniano come una "dittatura religiosa", invocando giustizia. La solidarietà al popolo iraniano non si ferma. Anche a New York centinaia di persone sono scese in piazza nel centro della Grande Mela.