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Futuro incerto per i rifugiati in Polonia con passaporto non ucraino

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Di Ludovica Longo
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Migranti in Polonia
Migranti in Polonia   -   Diritti d'autore  Euronews

Dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina, a febbraio, oltre 4 milioni di persone hanno attraversato il confine con la Polonia.

Tra questi, vi erano più di 100 nazionalità e 105.000 titolari di passaporti non ucraini,

Tutti coloro che sono fuggiti dalla guerra e hanno dichiarato di essere in fuga, hanno potuto attraversare il confine polacco-ucraino, ma il decreto speciale è destinato ai cittadini ucraini e solo loro possono rimanere legalmente in Polonia. Gli altri dovranno legalizzare il loro soggiorno se vorranno rimanere in Polonia.

Arban e Khulan sono cittadini dell'Asia centrale che vivono in Ucraina da anni e ora si trovano in un limbo burocratico. Per la loro sicurezza, dobbiamo mantenere segreta la loro identità.

''Abbiamo attraversato il confine in treno. Ci hanno chiesto dove stavamo andando e abbiamo spiegato la situazione: la guerra era iniziata, ha detto Arban. 

"Abbiamo mostrato i nostri documenti ucraini e abbiamo detto: "ecco, veniamo dall'Ucraina", ma fin dal'inizio è stato chiaro che non fossimo cittadini ucraini, ma residenti", ha concluso Arban.

"All'inizio abbiamo vissuto per un mese in un albergo a pagamento e durante questo mese abbiamo trovato un ostello gratuito. Poi la mia ragazza ha presentato i documenti per il visto per il Canada, anch'io ho consegnato i documenti, e i visti sono arrivati per lei, ma il mio visto è stato rifiutato, e sono rimasto qui. Così ho mostrato i miei documenti in Polonia. Mi hanno detto che prima avrei dovuto lavorare per ottenere una permesso di soggiorno. Beh, sto cercando un lavoro, ma non riesco a trovarlo", ha raccontato un altro migrante ad Euronews. 

''Siamo andati in albergo, sono venuti gli avvocati. Ci hanno detto che per quanto riguardava la documentazione era troppo tardi. Se ci fosse stata la possibilità di ottenere i documenti dalla Polonia, sì, saremmo rimasti a lavorare. Hanno detto che era necessario presentare i documenti nei 15 giorni successivi, e ora dicono che è complicato, che ora l'unica opzione è tornare nel nostro Paese o tornare in Ucraina. Ma come faccio a tornare in Ucraina in una situazione del genere?", ha proseguito.

Le ONG, insieme all'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, forniscono assistenza legale e umanitaria a coloro che provengono dall'Ucraina. Per i titolari di passaporto non ucraino, lo status giuridico in Polonia è diverso da quello dei titolari di passaporto ucraino e si basa sullo status che avevano in Ucraina, come ci ha spiegato LiviaStyp-Rekowska, capo missione dell'OIM:

''Coloro che avevano una residenza permanente in Ucraina, hanno più assistenza e possono soggiornare legalmente per un anno qui in Polonia. Coloro che non hanno avuto questa possibilità in Ucraina, purtroppo hanno a disposizione solo 15 giorni di permanenza d'emergenza in Polonia e in questo periodo devono richiedere la residenza in Polonia, il che è difficile nelle circostanze attuali''.

Anche se la maggior parte dei titolari di passaporto non ucraino sfuggiti alla guerra in Ucraina ha già lasciato la Polonia, molti sono ancora bloccati in un limbo nel tentativo di trovare il modo di legalizzare il loro soggiorno qui e, dopo viaggi difficili, ricominciare la loro vita. Magdalena Chodownik, per Euronews, da Varsavia.