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Il racconto della famiglia ucraina fuggita da Bucha prima che fosse troppo tardi

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Di Anelise Borges
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Una foto della famiglia Kozlova mentre si trovava in un rifugio a Bucha, Ucraina
Una foto della famiglia Kozlova mentre si trovava in un rifugio a Bucha, Ucraina   -   Diritti d'autore  Euronews

Le scene di barbarie nei sobborghi di Kiev sono state particolarmente dolorose per coloro che hanno vissuto in prima persona la devastazione delle loro città natali.

"Le prime esplosioni sono state molto potenti. Le nostre finestre hanno tremato. Il pavimento ha tremato", ci racconta Mariia Kozlova, rifugiata ucraina. "Siamo usciti dal nostro edificio, perché non capivamo cosa stesse succedendo. Non sapevamo cosa fare e dove nasconderci. Eravamo più al sicuro in casa, o al contrario era più sicuro lasciare l'edificio il prima possibile? Abbiamo sentito il rumore degli elicotteri, li abbiamo visti, ma non riuscivamo a capire cosa stesse succedendo".

Dodici giorni sottoterra

All'inizio della guerra, Mariia ha portato suo figlio e sua nonna in un rifugio sotterraneo, per sicurezza. Vi sono rimasti nascosti 12 giorni senza acqua, elettricità né gas.

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Mariia, Olga e Danylo nel rifugio sotterraneoEuronews

Olga, che ha 94 anni ed è sopravvissuta all'occupazione nazista dell'Ucraina durante la Seconda Guerra Mondiale, ha cominciato ad avere mancamenti, a causa del freddo. La famiglia a quel punto non poteva far altro che uscire dal rifugio.

"Pensavo che avendo già vissuto una guerra, avrei potuto vivere anche questa. Ma questa volta è stato peggio", dice l'anziana. "Hanno iniziato ad attaccare i civili pacifici, perché non potevano prendersela con i militari. Quindi maltrattavano i cittadini pacifici. Hanno violentato delle persone. È stato orribile! Non so nemmeno come certa povera gente sia riuscita a sopravvivere. Noi siamo stati fortunati ad andarcene prima che fosse troppo tardi. E coloro che hanno fatto questo sono nostri 'fratelli'. Le nostre lingue si assomigliano. Non avrei mai pensato che si sarebbero comportati così. Hanno distrutto completamente i nostri villaggi".

La voglia di ritornare e riscostruire

La distruzione totale di cui parla Olga viene svelata giorno dopo giorno, mentre le truppe ucraine riconquistano il terreno, che fino alla settimana scorsa era controllato dai soldati russi.

"È devastante", dice Mariia. "È difficile vedere luoghi e strade che conosci in questo stato. Vogliamo tornare indietro. Sappiamo che è possibile ricostruire tutto".

Per ricostruire ci vorrà del tempo, dicono le autorità ucraine dopo aver rimosso i corpi dei residenti sparsi per la città. A breve inizieranno le operazioni di sminamento, che dureranno almeno cinque settimane. Per quanto riguarda le ferite di coloro che hanno vissuto la devastazione, da vicino o da lontano, quelle richiederanno molto più tempo per rimarginarsi.