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Il mondo e l'Europa sono scossi dopo Bucha. Seguiranno nuove sanzioni anti Russia?

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Image Diritti d'autore  Rodrigo Abd/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Rodrigo Abd/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.
Di Efi Koutsokosta & Alberto de Filippis
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Dopo i massacri nella cittadina alle porte di Kiev, l'Unione Europea pensa a nuove sanzioni, ma resta l'incognita del gas

Dopo le atrocità rivelate nel fine settimana nella città ucraina di Bucha, Bruxelles sta spingendo per un quinto round di sanzioni più dure contro la Russia, il che significa che un embargo sulle importazioni di energia dalla Russia è tornato sul tavolo.

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Ma non tutti gli stati membri hanno lo stesso appetito per un divieto immediato di tutte le importazioni di combustibili fossili in questo momento, compresa la Germania.

Dice Christian Lindner, ministro delle finanze tedesco: "Dobbiamo ridurre tutte le relazioni economiche con la Russia, ma al momento non è possibile tagliare le forniture di gas, abbiamo bisogno di un po' di tempo, quindi dobbiamo distinguere tra petrolio, carbone e gas"

Sebbene quattro pacchetti di sanzioni senza precedenti siano già in atto, essi non hanno fermato la guerra di Putin. Questo rende l'opzione energetica quella più significativa, come spiega il Direttore dell'Istituto Italiano Affari Internazionali.

Nathalie Tocci, Direttore Istituto Italiano Affari Internazionali: "Attraverso i nostri acquisti energetici di petrolio, carbone e gas finanziamo la russia con 850 milioni di euro al giorno. Se dovessimo smettere di fornire 850 milioni questa guerra finirebbe domani mattina? Probabilmente no, ma certamente durerebbe molto meno di quanto ci potremmo attendere. Stiamo parlando di tanto denaro".

Per il momento l'opzione non sembra sul tavolo, i leader europei non toccheranno il gas per il momento, ma qual è il prezzo che i cittadini dell'UE pagheranno per queste sanzioni?

Nathalie Tocci, Direttore dell'Istituto Italiano Affari Internazionali: "Invece di chiederci, quale sia il costo delle sanzioni economiche, normalmente il confronto sarebbe con quel mondo meraviglioso in cui pensavamo di crescere al tre, quattro, cinque per cento del PIL. Quel mondo non c'è piu. Il vero punto di confronto è qual è il costo di quelle sanzioni dal punto di vista economico, per non parlare dell'aspetto umanitario. Qual è il costo economico del non fermare Putin? E' quello di rischiare di avere una terza guerra mondiale. Questa è molto più costosa economicamente, e ovviamente anche in termini umani, rispetto al costo delle sanzioni, comprese le sanzioni più pesanti sul settore energetico.

I diplomatici dell'UE discuteranno le opzioni mercoledì con un annuncio previsto entro la fine di questa settimana.

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