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Continua la lenta avanzata russa in Ucraina. Esplosioni all'aeroporto di Leopoli

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Di Cinzia Rizzi  Agenzie:  ANSA, AFP
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I vigili del fuoco all'opera per spegnere un incendio in un magazzino a Kiev
I vigili del fuoco all'opera per spegnere un incendio in un magazzino a Kiev   -   Diritti d'autore  Vadim Ghirda/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

La lenta offensiva per accerchiare Kiev continua in questo ventitreesimo giorno di guerra e le forze russe continuano a bombardare le periferie. Almeno un civile è stato ucciso negli attacchi di giovedì nella capitale, mentre i bombardamenti più importanti proseguono nella provincia di Lugansk, a Mariupol e Kharkiv.

Qui, nell'Ucraina orientale, un enorme incendio ha completamente distrutto il grande mercato - uno dei più grandi d'Europa - , fortunatamente chiuso dall'inizio dell'invasione. Il fuoco dell'artiglieria russa ha ucciso almeno 21 persone e ne ha ferite 25 nella città di Merefa, vicino a Kharkiv.

Le sirene hanno risuonato nella notte anche a Leopoli, città dell'Ucraina occidentale, dove si trovano molti sfollati interni e dove approdano temporaneamente coloro che vogliono lasciare il Paese. Tre forti esplosioni sono state udite intorno alle 6 del mattino (ora locale) nella zona dell'aeroporto civile. Una densa nube di fumo è visibile nei cieli della città. Il sindaco ha precisato che dei missili hanno colpito la zona vicina, ma non lo scalo stesso. 

Così come l'avanzata dell'esercito del Cremlino, anche la diplomazia va a rilento. "Gli occupanti pensavano di recarsi in Ucraina, nel Paese che avevano già visto prima nel 2014 e nel 2015, che hanno costantemente corrotto e di cui non avevano paura. Oggi siamo diversi e questo ci permette di difenderci da un'invasione su larga scala per 22 giorni", ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

L'inferno a Mariupol

Le autorità di Mariupol stanno ancora cercando di valutare quanti civili siano rimasti uccisi nell'attacco contro il teatro, dove si nascondevano centinaia di persone. Decine di loro sono riuscite a uscire dalle macerie, ma non si sa quante di quelle ancora intrappolate siano vive.

AP/AP
Il teatro drammatico di Mariupol, distrutto dai bombardamentiAP/AP

Secondo un messaggio del municipio su Telegram, la situazione nella città assediata è "critica": i bombardamenti arrivano uno dietro l'altro e la distruzione è "colossale". "Secondo le prime stime, circa l'80% del patrimonio abitativo della città è stato distrutto", si legge sul messaggio.

Nella località più martoriata del Paese, dove 350.000 persone sono intrappolate dalle forze russe senza acqua, elettricità e gas, la fuga è l'unica speranza di potersi salvare. Ma per fuggire, le truppe nemiche devono lasciartelo fare. 400 persone tra personale e pazienti sono ostaggio dei russi in un ospedale di Mariupol.

Dal canto suo, Mosca si felicita per i successi riportati sul terreno: "Le forze armate della Federazione Russa continuando l'offensiva con successo: hanno preso il controllo di Novomoskovsk e Prechystivka. L'avanzata è stata di 10 chilometri", dice il portavoce del Ministero della Difesa russo.

La città di Odessa si sta pian piano trasformando in una vera e propria fortezza. Gli abitanti temono che il nemico possa arrivare presto dal mare. Gli esperti si dicono convinti che l'intenzione di Mosca sia proprio quella di conquistare tutta la costa ucraina, sul mar Nero e sul mar d'Azov.

100.000 rifugiati in 24 ore

Intanto continua ad aumentare il numero dei rifugiati. Solo nella giornata di giovedì, oltre 100.000 ucraini hanno lasciato il Paese, portando il totale a più di 3.169.000 dall'inizio della guerra. Lo rende noto l'UNHCR: "Ora dopo ora, minuto dopo minuto, le persone stanno fuggendo dalla terrificante realtà della violenza in Ucraina", dice l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. "A meno che il conflitto non finisca, questa crisi che spezza il cuore è destinata a crescere. Abbiamo bisogno di pace, ora".

Czarek Sokolowski/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
Una donna ucraina seduta in un centro d'accoglienza per rifugiati a Nadarzyn, vicino a Varsavia, PoloniaCzarek Sokolowski/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Di questi quasi 2 milioni sono arrivati in Polonia. Ma a registrare la pressione più elevata è la Moldova: il piccolo Paese di 2,6 milioni di abitanti ha accolto oltre 350.000 rifugiati.