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Covid: primi bilanci per il green pass rafforzato

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Di Euronews
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File per i tamponi davanti a una farmacia di Milano
File per i tamponi davanti a una farmacia di Milano   -   Diritti d'autore  MIGUEL MEDINA/AFP or licensors

Controlli, multe e nuove misure sembrano in Italia incentivare le vaccinazioni. L'obbligo del green pass rafforzato su trasporti e locali pubblici ha coinciso con un'impennata di richiami e somministrazioni, che sono salite a 61.000, alla vigilia dell'entrata in vigore di ieri, dalle 42.000 della domenica precedente. Obiettivi non ancora centrati, ma numeri che vanno nella direzione auspicata dal governo."Le persone non vaccinate hanno una probabilità molto maggiore di sviluppare la malattia e forme gravi della malattia - ha detto il Presidente del Consiglio, Mario Draghi -. Un altro degli obiettivi di questa conferenza è l'invito a tutti gli italiani che non si sono ancora vaccinati a farlo".

Bucarest come Pechino: misure mirate per stroncare i focolai

Al pari di Pechino, strada imboccata da Bucarest è intanto quella di restrizioni mirate per stroncare i focolai. Tra i paesi europei con il più basso tasso di vaccinazione, la Romania - nelle sue zone rosse - ha ridotto a un terzo la capienza autorizzata di bar, ristoranti, palestre e altri luoghi pubblici al chiuso. Misure in alcune città in vigore fino ad oggi e di cui presto sarà valutata un'eventuale proroga. 

Finora relativamente risparmiata, l'Islanda accelera invece nella vaccinazione dei bambini. Mentre in Germania, per attirare il giovane pubblico, la città di Colonia sperimenta l'allestimento di un laboratorio a bordo di un aereo, le voci raccolte a Rejkiavik sembrano confermare che la misura guadagna terreno e convince un crescente numero di famiglie. "Ne abbiamo parlato con i bambini - dice un uomo, incontrato a un centro di vaccinazione insieme alle figlie -. Il loro fratello più grande è stato già vaccinato. Avevamo affrontato l'argomento e alla fine hanno tutti convenuto che fosse la cosa migliore da fare". 

Svezia: dove il telelavoro è di casa

Già avanzatissima su fronte del telelavoro, la Svezia torna poi praticamente a sistematizzarlo, per stroncare l'avanzata di Omicron e la crescente pressione sugli ospedali. Tra le più recenti misure in vigore ancora per due settimane, anche la chiusura dei ristoranti alle 23 e la riduzione della capienza tollerata nei luoghi pubblici al chiuso.