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Afghanistan allo stremo. Donne e bambini venduti in cambio di cibo e aiuti

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Di Debora Gandini
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Afghanistan
Afghanistan   -   Diritti d'autore  Diritti d'autore Farzana Wahidy/AP2009

Carestia, fame, povertà. Questa la situazione in Afghanistan dove secondo la Fao quasi 23 milioni di persone non riescono a nutrirsi. In un contesto di disperazione donne e bambini stanno diventano la merce di scambio per il cibo.

Famiglie costrette a vendere i proprio figli e le proprie figlie. Secondo una ricerca dell’Unicef il fenomeno delle spose bambine è in netto aumento nonostante la legge vieti matrimoni per minori sotti i 15 anni. 

Siamo nella città di Qala-i-Naw dove un padre ha accettato di raccontare la sua storia. Mohammad Assan non vede le sue due figlie da un anno. Dopo averle vendute i loro rispettivi mariti le hanno prese e portate via. Ora lui non ha soldi per pagarsi i trasporti per andarle a trovare. “Siamo bloccati qui – dice - e non possiamo fare nulla. Siamo a pezzi. La loro madre ha avuto un esaurimento nervoso perché non le può vedere e per la miseria in cui viviamo. “

“Najibeh è stata venduta per 500 dollari. L’altra mia figlia l’ho venduta per 1.100 dollari e da due anni vive con quello che è diventato suo marito."
Mohammad Assan
Padre delle due spose bambine

Storie di vite disperate in un Paese allo stremo. Dietro a questi matrimoni concordati si nascondono trattative economiche. Bambine vendute a uomini maturi con conseguenze psicologiche devastanti.

“Najibeh è stata venduta per 500 dollari – ha fatto sapere il padre. Il futuro marito ha pagato subito in contanti 280 dollari, il resto deve ancora essere saldato. Se mi darà il resto potrà portarla via con sé. L’altra mia figlia l’ho venduta per 1.100 dollari e da due anni vive con quello che è diventato suo marito. Siccome ora sono rimasti senza più nulla, senza cibo, sono tornati qui da noi nella nostra casa e noi li abbiamo accolti.”

L'Unione Europea ha promesso un miliardo di euro in aiuti umanitari e assistenza ai Paesi vicini che accolgono coloro che fuggono dai talebani. “Siamo al conto alla rovescia di una catastrofe e se non interveniamo adesso, si prospetta un disastro totale” ha afferma David Beasley, Direttore Esecutivo del Direttore Esecutivo della World Food Programme.

Il Programma Alimentare Mondiale sta distribuendo denaro alle famiglie afghane povere nel tentativo di contenere quella che le agenzie delle Nazioni Unite chiamano "la peggiore crisi umanitaria al mondo".